05/09/2010 • backdoor

Eredità Acegas Trieste dal Memorial Zuccolotto vinto a Monfalcone

Alessandro Scutiero

Vincere per creare la mentalità giusta, e l’Acegas sbanca il Memorial Zuccolotto
“La grande bouffe”, meglio conosciuto in Italia come “la grande abbuffata”, il film di Marco Ferreri che scimmiottava in maniera grottesca il consumismo sfrenato, sublimato nella grande abbuffata appunto; l’Acegas di coach Dalmasson al Memorial Zuccolotto di Monfalcone ha fatto indigestione di canestri, prima affossando Corno di Rosazzo per 90-57 e poi nella finale di sabato la Falconstar Monfalcone per 87-62. Vincere per costruire una mentalità vincente, questo l’incipit lanciato da coach Dalmasson alla vigilia, acquisire autostima in vista dei primi impegni stagionali che contano, a partire dalla Coppa Italia del prossimo week end.  Alcuni spunti della due giorni cantierina:

Dimmi con chi…giochi, e ti dirò chi sei
Subito a scanso di equivoci e per non creare false illusioni, la Pallacanestro Trieste 2004 nel Memorial vinto dilagando si è confrontata con due realtà diverse: Corno di Rosazzo è apparsa lontana mille miglia dall’avere una fisionomia di squadra, troppi giocatori polemici e linguaggi del corpo passivi, coach Zuppi ha cercato di tener desta l’attenzione di un gruppo ancora sfaldato, prima nella testa che tatticamente. Monfalcone invece ha un’identità che comincia a plasmarsi, anche se il gap fra i “big” quali Laezza, Cantarello, Budin, Graziani e Benigni e i giovanissimi virgulti “capitanati” dal gioiellino Candussi deve essere limato o chimicamente bilanciato da coach Padovan. Se quindi i risultati assumono valore a seconda della contendente, è corretto dire che Trieste ha trovato credibili spunti, siano essi positivi o negativi, soprattutto dalla finale del torneo, non a caso in bilico per quasi tre quarti di partita.

Si vince di squadra e si perde di squadra, nessuna voce fuori dal coro
Sembrerebbe il motto, neanche troppo originale, di un allenatore uscito dal corso di Bormio. Invece è la più evidente caratterizzazione venuta fuori da queste prime uscite dell’Acegas e, in questo caso, si sposa perfettamente con la filosofia di mercato estiva, quella cioè dei dieci giocatori dieci a disposizione di Dalmasson. Si è visto che il gruppo palesa momenti di grande verve cestistica e di brillantezza, dove tutti contribuiscono alla causa  e si coinvolgono a vicenda, in cui nessuno prende licenze superiori agli altri. Nella stessa maniera, nei momenti di abulia (eloquente il “silenzio assordante” di coach Dalmasson dai primi minuti del primo quarto all’intervallo, seduto in panchina a guardare i suoi contro Monfalcone), non ci sarà da sperare che un singolo levi le castagne dal fuoco (anche perché a parte capitan Bocchini non ce ne sono altri dal DNA specifico), ma altresì che il momentaneo scollegamento fra i reparti torni a lavorare sulla stessa lunghezza d’onda e ribalti il trend negativo, esattamente come è stato fatto da fine terzo quarto a conclusione di partita.

Pazienza è l’imperativo!

C’erano delle situazioni pregresse che l’Acegas aveva deciso di portarsi appresso con l’inizio di questa stagione e che non ha fatto mistero di “subire” in questa prima fase, quelle tanto per parlar chiaro di Marco Contento e di Daniele Magro, mentre quella di Andrea Colli, conoscendo la tempra del giocatore, è quasi una scarica di adrenalina più che un peso da portarsi dietro. Marco Contento, avendo patito una espulsione nella partita contro Corno di Rosazzo non è potuto essere valutato nel computo dei due match, ma è chiaro dai brani di pallacanestro della prima partita che ancora deve togliere ruggine agli ingranaggi, mancando in quel dinamismo sul breve che lo fa diventare imprevedibile. Daniele Magro è un libro aperto… nel volto, nei movimenti e nell’atteggiamento evidenzia il tanto lavoro che c’è da fare per farlo diventare da un bravo ragazzo dalle potenzialità indubbie a “sporco mestierante dai gomiti appuntiti”; la sua ottima predisposizione a farsi trovare pronto sugli scarichi è già un buon viatico, che lo ha fatto anche risultare fra i top scorer delle prime uscite stagionali, urge però iniezione di “cattiveria cestistica”, ma c’è ancora tempo…

Un fido Scutiero per il generale Dalmasson
12 punti segnando praticamente tutto quello che scaglia verso il canestro contro Corno di Rosazzo, minuti importanti nella finale contro Monfalcone, ed ecco che si intravede un possibile futuro additivo al gruppo di coach Dalmasson, un “fornetto a microonde” che si scalda subito, che non conosce timidezze e attaccante puro, Alessandro Scutiero sarà con Andrea Coronica (forse il più pronto atleticamente e fisicamente) e Luca Bonetta, i “famelici” giovanissimi pronti a ritagliarsi un posto nell’Olimpo delle stagione nella prima squadra cittadina.

Per riacquistare la giovinezza basta solo ripeterne le follie (O.Wilde)

Raffaele Baldini
 



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