14/04/2011 • Intervista
Daniele Mastrangelo ai tempi della Nbu Udine, quando deliziava le platee delle minors con i suoi balzi (Foto Antonio Barzelogna)
Fra i tanti giocatori del Friuli Venezia Giulia in giro per l'italia, c'è anche un giovanissimo alla prima stagione lontano da casa: è Daniele Mastrangelo, esplosiva guardia di 188 centimetri classe 1991 che, dopo le evoluzioni in maglia Ubc Udine (Serie D e C2) e Nbu Udine (C Dilettanti), in questo 2010/2011 ha spiccato il volo verso i professionisti, iniziando il campionato in LegAdue con la Cestistica Mazzeo San Severo e poi, in seguito, con la Centro Auto Ford Molfetta di A Dilettanti. Un giocatore che si è guadagnato, con la sua passione per la pallacanestro e le doti tecniche e fisiche mostrate finora, la chiamata in Nazionale Under 20.
Innanzitutto, una domanda relativa alla convocazione in Nazionale Under 20: un premio agli sforzi compiuti finora in campionato...quali sono le tue sensazioni?
"Beh, direi che essere convocato per la seconda volta in Nazionale è un sogno che si realizza ed è una sensazione quasi indescrivivile che non tutti hanno l'occasione di provare. Ogni
giorno sono in palestra che mi alleno duramente per cercare di ottenere
dei risultati, questo penso che sia un ottimo risultato di quello che
sto facendo in palestra e in campo durante le partite e spero che
continui ancora a lungo!"
Passare in un anno dalla C Dilettanti alla A Dilettanti, passando attraverso la LegAdue: per molti poteva essere un azzardo...come la vedi ora, a mesi di distanza?
"Sicuramente è stato un anno un po’ difficile per me. Non è facile a
19 anni, dopo la prima uscita di casa, cambiare squadra già a stagione in corso. A san severo ero andato non tanto per la LegAdue, perché ero
consapevole che avrei fatto solo gli allenamenti, ma più che altro per
avere un allenatore del calibro di Franco Ciani, persona che stimo
tantissimo e che ho sempre ammirato: quando lui stesso mi ha chiamato, è stato impossibile per me rifiutare. Ora in A dilettanti mi trovo
molto meglio, quando gioco faccio il mio, senza forzature, e per adesso
ho quasi sempre fatto buone prestazioni; l'unica cosa di cui potrei
soffire un po è il fisico, ma anche su quello stiamo lavorando."
Qual'è il giocatore che più ti ha colpito, in questi mesi di basket professionistico fra San Severo e Molfetta?
"A San Severo sicuramente Randy Childress, il "professore": lui mi dava
sempre suggerimenti, e quando te li da uno che ha giocato in NBA, non è
cosa da poco. A Molfetta Mauro Morri: pure lui mi da un sacco di
consigli di cui non posso che farne tesoro per il futuro."
Prospettive future? Pensi di poter costruire qualcosa qui a Molfetta oppure vorresti avere maggior minutaggio da qualche altra parte?
"Futuro? Non ci penso ancora! Prima pensiamo a salvarci, e poi
deciderò cosa fare! Qualcosina che si muove c’ è già, ma non è ancora tempo di fare questi discorsi".
Girone A o Girone B? Qual'è il più forte in A Dilettanti, secondo te?
"Secondo me il girone Sud è piu difficile. Ci sono squadre che
veramente sono molto ma molto forti. Un esempio è Ostuni, dove giocano
i fratelli Gigena. Ed è molto competitivo, tanto e vero che noi, che
eravamo dati per spacciati, ora lottiamo per i play out. Il girone Nord
sinceramente non lo conosco molto bene."
Il tuo personale quintetto ideale?
"Guarino (Trapani), Rugolo (Molfetta), Evangelisti (Trapani), Carrizo (Ferentino) e Morena (Ostuni)".
Capitan Maggi, goriziano e dunque corregionale, è il simbolo di Molfetta: ti ha dato consigli, ti è stato vicino, è stata importante la presenza di un giocatore della tua stessa regione in questa prima esperienza lontana da casa?
"Andrea è stato fondamentale nel mio arrivo a Molfetta. Mi ha aiutato
tantissimo e mi ha dato un sacco di consigli, siamo tornati insieme a
casa durante le festivita natalizie, e sono molto felice di aver fatto
questa parte di stagione al suo fianco!"
Infine, uno spazio tutto tuo, dove puoi salutare qualcuno o dire qualcosa che finora non hai detto.
"Saluto tutti i miei amici di Udine e del Friuli!!! Mi mancate tanto!!
E non vedo l’ ora di rivedervi!!! Ma ora, penso solo a salvarmi!! A
presto! Ciaoooooooo".
Dunque, saluti al Friuli ma mente ben concentrata verso un unico obiettivo: la salvezza. Concretezza e piedi per terra, non solo balzi, schiacciate ed evoluzioni aeree: anche questo è Daniele Mastrangelo, uno dei giovani più interessanti del nostro panorama cestistico, che sta tenendo alto il nome della nostra regione anche al Sud.
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