25/05/2011 • Intervista • Servolana

Roberto Ciriello-Franco Pozzecco, intervista ''doppia'' sull'annata della Servolana

Sponsor attenti, un gruppo unito e compatto ed una filosofia ben precisa: privilegiare i giovani

Sono passati appena dieci giorni dal termine del campionato di C2, e con l'inizio dei playoff ora l'attenzione si è concentrata sulle "magnifiche otto" che si giocheranno l'unico posto disponibile per la C Dilettanti: ma c'è chi è in vacanza da dieci giorni e la C Dilettanti comincia a pianificarla. E' la Servolana Lussetti, che ha vissuto una regular season da record, con appena 4 sconfitte in 30 partite ed ha conquistato l'accesso alla categoria superiore senza passare per i playoff: un roster di tutto rispetto, con nomi importanti quali Gianluca Pozzecco, Giannotta, Vujovic, Cerne, Catenacci, Cacciatori, ma anche giovani con un ruolo importante quali Medizza, Dagnello, Cuperlo e Furlani. Materiale umano che è anche il culmine di un progetto iniziato anni fa, e le figure che stanno "dietro" alla splendida realtà Lussetti sono tante, ma chi si è speso "anima e corpo", ventiquattro ore al giorno, per la Servolana, sono due signori che rispondono al nome di Roberto Ciriello e Franco Pozzecco.

Un duo ben assortito, l'uno taciturno ma concreto, l'altro esuberante e sempre pronto a far sentire a tutti il suo amore per il basket: siamo andati a sentire le loro riflessioni a mente fredda, dopo questa vittoria.

Una stagione sicuramente da commentare, quella appena terminata.

Ciriello: "di solito i ringraziamenti si fanno alla fine, ma a me piace partire al contrario; per tutto quello che è stato fatto, dobbiamo dire grazie ai nostri sponsor, Michele Lussetti e Aldo Coral, senza i quali non saremmo nemmeno riusciti a cominciare l'annata. Grazie agli sponsor più piccoli; grazie al consiglio direttivo, nelle persone di Edi Covaz, Bruno Fuligno e Bruno Crisman; grazie a coloro che gravitano attorno alla società, persone spesso dimenticate ma che non mancano mai di farsi sentire nel momento del bisogno. Uno su tutti? Rino Messina, che nononstante sia occupato con il lavoro dalle 8 alle 20 riesce sempre a fare la telefonata giusta. Grazie alle persone che ruotano attorno alla prima squadra e si sbattono per far andare tutto per il meglio: da Luciano Postir ad Andrea Giannotta, da Antonio Barzelogna a Fabio Zampieri, da Roberto Tommasini ad Andrea Gregori. Mi sembra il riconoscimento minimo, dopo un'annata del genere; non dimentichiamo nemmeno il supporto di Nike, che tramite Gianmarco Pozzecco ci ha fornito il materiale tecnico, dandoci immagine e facendoci risparmiare un bel pò".

Pozzecco: "su quest'ultimo punto, mi piace ricordare una frase di Petar Vujovic, il nostro pivot, che ha detto che nella sua vita di sportivo non ha mai ricevuto tanto materiale. I ringraziamenti sono tutto quello che possiamo dare, in questo momento, dal momento che non siamo professionisti, come abbiamo sempre detto ma cerchiamo di dare tutto quello che possiamo per far sentire partecipi della società tutti coloro che ruotano attorno al nostro mondo".

Vittoria della C2 quest'anno, ma il percorso parte da lontano.

Ciriello: "La nostra storia è cominciata 3-4 stagioni fa, quando siamo partiti dalla ricostruzione attorno al trio Catenacci-Giannotta-Lotti: mi sono fatto avanti per far andare per il meglio le cose e ho portato dentro alla società Alan Burni e Gianluca Pozzecco, che poi sono stati preziosi per l'approdo in finale contro la Nbu Udine. Da quella finale playoff persa, abbiamo deciso di cambiare alcune cose, con il cosiddetto "anno zero" della gestione Ciriello-Pozzecco: abbiamo pensato bene per scegliere il coach, dal momento che non ci sono tanti allenatori con la "A" maiuscola e la scelta è caduta su "Bibi" Bisca. Abbiamo considerato maggiormente la persona, più che il coach, e dopo due anni possiamo dire di aver avuto ragione: Bisca è stato un gran giocatore, ha carisma ed è uno dei pochi che avrebbe saputo gestire Gianluca Pozzecco; "Bibi" era all'inizio perplesso, a causa di impegni familiari, poi però siamo riusciti a strappargli un "si" e non si è più tirato indietro".

Pozzecco: "non siamo mai partiti per vincere il campionato, ma per valorizzare i giovani: il nostro è sempre stato questo discorso e i giocatori di esperienza che abbiamo, sono stati scelti proprio perchè mettessero le loro doti e il loro vissuto sportivo al servizio dei nostri giovani. Penso a Cerne, Pozzecco, Vujovic: grazie a loro, tutti quanti sono cresciuti, dal primo all'ultimo. Anche Michele Oeser, tornato dopo un lungo periodo di inattività, è migliorato grazie a loro: quante volte Vujovic, a fine allenamento, lo prendeva da parte e gli faceva fare esercizi individuali? Questo è importante e un'idea del nostro gruppo me l'ha data Vujovic, quando all'ultima giornata di campionato mi ha detto che gli dispiaceva fosse finito tutto, perchè si era divertito. Ora lui non può giocare in C Dilettanti, ma vuole rimanere in società e rendersi utile in qualcosa: questo ci dà grande soddisfazione, perchè abbiamo acquisito una persona importante, non solo in campo: lui condiziona psicologicamente i suoi compagni, ma in maniera positiva ed è stato importantissimo per la crescita di Devil Medizza, che ora è diventato un vero animale da palestra. Quello che mi piace, oltre allo spirito di gruppo che faceva sì che tutti, a fine partita, ci ritrovassimo assieme in pizzeria, è il fatto che non abbiamo mai mollato".

Ciriello: "infatti il momento migliore non sono state le undici vittorie di fila a metà campionato, ma le nove alla fine: contro l'Ubc Udine e contro Cervignano non ci siamo accontentati, grazie anche alla spinta dei più esperti. Noi abbiamo vinto la C2, ma perchè siamo partiti con una certa mentalità, non perchè avevamo budget: abbiamo piuttosto investito i soldi in pizze, cene, materiale tecnico, ma soldi in rimborsi spese qui da noi non ce ne sono, è la mentalità della Servolana".

Proprio parlando della promozione, ora bisogna affrontare il discorso C Dilettanti, con aumento vertiginoso dei costi rispetto alla C2.

Ciriello: "Abbiamo già fatto questo discorso con tutti: la C Dilettanti di oggi è la D di vent'anni fa, che facevamo io, Gianluca Pozzecco con, in panchina, Franco Pozzecco. Andavamo in giro senza percepire rimborsi spese, e così faremo ora. Gli unici obblighi che noi abbiamo, nella nostra società, sono verso i giovani: vogliamo portare più ragazzi possibile in palestra a fare attività, dandogli strutture, coach, fisioterapisti ma anche aiuti sotto l'aspetto scolastico, perchè dobbiamo guardare anche al lato della crescita come uomini. Per quanto riguarda la promozione, nessuno dei nostri giocatori ha domandato un premio ma siccome avanzano soldi in cassa, ce ne andiamo tutti assieme a Lasko dal 2 al 5 giugno a festeggiare: anche questo significa essere coinvolti nella società".

Pozzecco: "noi siamo partiti con l'idea di creare un qualcosa dove tutti possono stare bene, non certamente con in testa il dover vincere la C2. In questi anni diversa gente si è presentata da noi, chiedendo un rimborso spese per giocare: il nostro, però, è sempre stato lo stesso principio ed anche il prossimo anno non cambierà. Ci sarà chi resta, ci saranno delle defezioni come quella di Vujovic; poi vedremo le volontà di Cerne e Gianluca (Pozzecco), ma quello che sappiamo di sicuro è che non vogliamo essere delle meteore: l'obiettivo, al primo anno di C Dilettanti, è quello di salvarsi per poi creare i presupposti per andare avanti e far si che la C Dilettanti possa essere mantenuta in tranquillità. Cerchiamo di fare le cose con la testa e per questo abbiamo importanti collaborazioni in piedi con altre società, di Trieste ma non solo: gli arrivi del goriziano Furlani e dell'udinese Totis sono intesi proprio in quest'ottica".

Con il discorso giovani si ricade anche nel tema dei parametri: un vostro parere sulla situazione attuale?

Pozzecco: "per me il discorso dei parametri è una cavolata. Mi piacerebbe che, dopo tre anni di militanza di un giocatore con la stessa maglia, venisse annullato il parametro: è una situazione che va assolutamente rivista, ma che per il momento ci costringe ad adeguarci. Avere giovani di proprietà è fondamentale, ma noi guardiamo anche al discorso del futuro: la nostra politica, infatti, è quella di dare la possibilità a tutti i giovani di non "morire" alla Servolana, basti vedere i vari Spanghero, Cernivani, Crevatin, Zurch, che sono andati tutti in giro fra Serie A, A Dilettanti, B Dilettanti e C Dilettanti. Ora vorremmo riproporre un discorso di collaborazione serio con le altre società, come l'Azzurra, la Ginnastica Triestina ed il Don Bosco: proprio con la Sgt abbiamo aperto un centro minibasket in cinque minuti, parlando con Cecotti e Nevio Giuliani, che al primo anno ha avuto diciotto bimbi iscritti. L'accordo è che le ragazze, finito il minibasket, rimangono nella Ginnastica e i ragazzini, se hanno voglia, approdano in Servolana: è un'idea per togliere i ragazzi dalla strada".

Parliamo di collaborazioni e dunque è d'obbligo chiedersi quali siano i vostri rapporti con la Pallacanestro Trieste, ora che siete la seconda realtà cittadina (in C Dilettanti c'è anche lo Jadran).

Pozzecco: "I nostri rapporti con la Pallacanestro Trieste, in questo momento, sono pari a zero. Noi abbiamo solo "dato", senza ricevere nulla: anche se c'è qualcuno che sosterrebbe il contrario. Ora speriamo di aprire un discorso con loro, visto che Dario Bocchini, prossimo general manager biancorosso, è una persona con cui si può dialogare. Spero solo che le cose cambino, da questo momento in poi, e lo lascino lavorare come lui sa fare: sono stanco di vedere gente che cerca solamente di approfittare delle piccole società senza dargli nulla in cambio. E' normale pensare che si debba collaborare fra realtà di questo tipo; mi ricollego a questo con il discorso dell'attenzione data dai giornali locali alla nostra promozione. Per tutti i nostri giocatori, a mio parere, avrebbe dovuto esserci una gratificazione sui giornali, che però ci hanno "snobbato" abbastanza. Io penso che, in quanto seconda società di Trieste, abbiamo il diritto di godere di una maggiore considerazione e avere qualche notizia in più, piuttosto che fare articoli continui solamente su una sola realtà, come se esistesse solamente quella. Siamo stufi di leggere di "aria fritta", vorremmo che si parlasse di Spanghero, di Medizza, di Cerne: è importante, per il ragazzino che legge per la prima volta un giornale, sapere che non c'è solo la Pallacanestro Trieste, ma esistono anche tante altre realtà che magari sono minori ma, nel loro piccolo, cercano di fare le cose in maniera professionale e nel miglior modo possibile".

La chiusura è per Roberto Ciriello, che vuole aggiungere una sua "postilla" personale.

Ciriello: "Io volevo ringraziare personalmente Franco Pozzecco e la sua famiglia, per tutto quello che mi ha trasmesso fino a questo momento e perchè "trasudano" amore per la pallacanestro. Franco ha contribuito alla mia crescita, come persona e come dirigente, e di questo non finirò mai di ringraziarlo: probabilmente senza di lui, gran parte del nostro lavoro non sarebbe stato possibile".


Roberto Ciriello-Franco Pozzecco, la premiata ditta della Lussetti Servolana alza la voce e si fa sentire, in vista di un 2011/2012 da categoria superiore: complimenti a quest'accoppiata vincente.



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