06/06/2011 • Intervista • Gemona • Serie D Ovest

Il punto di Paolo Schneider (Arredopiù Gemona) sulla stagione

L'allenatore dei pedemontani fa il suo personale punto sulla stagione, spaziando su più argomenti

L'annata è finita da un paio di settimane, per la Serie D, e sono salite di categoria il Don Bosco Trieste, la Boz Sei San Vito al Tagliamento e il Santos Trieste: una "Poule Promozione" che è durata parecchio, due mesi circa, con una formula che ai più è sembrata forse penalizzante, soprattutto a livello di regular season. Una squadra che non è salita ma che ha fatto parlare molti addetti ai lavori è stata l'Arredopiù Gemona, formazione friulana che anni fa militava in C2 e che da qualche stagione sta cercando pian piano di decollare nuovamente.

I pedemontani non erano fra le formazioni più accreditate per il salto di categoria, ma alla fine sono arrivati ad una sola vittoria dal grande sogno: artefice di questo traguardo, oltre allo splendido gruppo di giocatori che si sono spesi in maglia Arredopiù, coach Paolo Schneider. Per anni giocatore di Gemona, è passato da qualche tempo "dall'altra parte della barricata" ed ora ha smesso canotta e calzoncini per prendere in mano lavagnetta e pennarello e guidare i suoi ragazzi in un altro modo. Assieme a lui abbiamo fatto una panoramica dell'annata, trattando molti argomenti:

Innanzitutto un bilancio sull'annata di questa Arredopiù Gemona, che a livello di roster magari non era attrezzata come altri squadroni ma che alla fine è arrivata ben più in alto.

"Partirei da quella che è stata la base di partenza in estate. La squadra rispetto all'anno precedente (in cui aveva ottenuto un buonissimo quarto posto), subiva una profonda trasformazione dell'organico con la partenza di diversi uomini chiave. La dirigenza è stata molto chiara. Il desiderio di raggiungere una salvezza tranquilla evitando di dover penare fino all'ultimo ha costituito il punto da cui ripartire e coerentemente con gli obiettivi è stata allestita una formazione che dovesse avere un'anima votata al sacrificio, un gruppo di atleti che fosse disposto a lottare su ogni pallone ben sapendo che numerose squadre si stavano organizzando per il salto di categoria con innesti di qualità (Tarcento, Tricesimo, Cus Udine, Fontanafredda, S. Vito al Tagliamento...). E' stato inoltre mio obiettivo puntare sull'inserimento concreto di due giovani Under della società che non avevano ancora trovato la giusta occasione per mettersi in mostra. Il primo, Igor Copetti, un lungo reduce da un "disinnamoramento per il basket" che l'aveva portato a smettere all'inizio della stagione precedente e il secondo, Mattia Casarsa, una guardia del '93 che ha saputo meritarsi il campo con più di venti minuti di media a partita.

Ho creduto che un talento come Zanin potesse dare il suo meglio riportandolo nelle vesti di play, (data la visione di gioco e le doti di passatore che lo distinguono) accanto a Marchetto Simeoni (dopo diversi anni di inattività) e Pasquariello. Sugli esterni "Cek" Cecatto, Padovani, Pappalardo (quest'ultimo calatosi in una dimensione offensiva e tattica diversa rispetto agli anni trascorsi durante le giovanili Snaidero) hanno costituito un mix di pericolosità offensiva e difensiva che mi ha permesso molteplici soluzioni. Vicino a canestro capitan Nicoletti, "Blob" Iob (dopo 7 anni di inattività) e Pitis a dar man forte a rimbalzo e profondità ai giochi vicino a canestro. La regola dei 7 senior dunque imponeva che ci fosse 1 turnover ad ogni partita. Il girone d'andata iniziato con la sconfitta a Tarcento era caratterizzato dalle numerose assenze per infortunio. Zanin, Iob e Nicoletti di fatto non hanno mai giocato in questa fase e bravissima è stata la squadra (spesso in 7-8 alle partite) ad incamerare vittorie (fra cui la bella impresa di S. Vito) e solo 4 sconfitte, che di fatto ci hanno permesso di non allontanarci troppo dalle prime 5 posizioni. Con la fine di dicembre abbiamo recuperato gli assenti e alla prima giornata di ritorno abbiamo collezionato una vittoria fondamentale in casa contro il Tarcento a cui hanno seguito in serie quelle contro S. Vito, Fontanafredda, Tricesimo...per una scalata che ci ha portato a concludere al secondo posto. Un risultato che all'inizio sarebbe stato incredibile!"

Cosa, secondo te, è stato decisivo per i buoni risultati che avete conseguito?

"Ritengo che la squadra abbia voluto onorare questo campionato gettando il cuore oltre l'ostacolo ricordandosi ad ogni appuntamento le persone di Tonino Londero, storico dirigente scomparso in estate, e Andreas Kropiunig giovane giocatore della squadra che ci ha lasciato dopo aver lottato contro una gravissima malattia.Questi sono stati i sentimenti che ci hanno accompagnato durante l'anno e che ci hanno fatto sentire protagonisti di un annata "speciale" che andava vissuta con impegno e rispetto per chi come loro aveva dimostrato cosa significasse realmente Amore e Vita per il Basket".

Ora che la stagione è finita e voi siete arrivati ad una vittoria dalla C2, si riparte con quali obiettivi?

"Difficile dirlo. E' di questi giorni l'invito da parte della dirigenza a ritrovarci per pianificare i prossimi mesi dopo aver ricevuto la riconferma da parte loro dell'apprezzamento per il lavoro svolto e la volontà a ripartire affidandomi nuovamente la squadra. Ora ci ritroveremo e serenamente valuteremo quali sono principalmente i loro obiettivi, consci che migliorarsi ancora significherebbe pensare anche ad un salto di categoria e quindi a riorganizzarsi affrontando nuove problematiche".

Il tuo personale quintetto ideale del campionato.

"Playmaker Tomat di Tarcento; come guardie scelgo Cecatto (Gemona) e l'americano di San Vito al Tagliamento, Henderson; ala forte direi Contento del Santos e come centro il mio giocatore, Pitis. Due nominations di Gemona, ma ritengo giusto premiare due ragazzi, quali il "Cek" e Pitis, che hanno dimostrato quest'anno una intensità e qualità del gioco che li ha distinti in tutta la categoria".

Un tuo parere: nella Poule Promozione hai avuto modo di incontrare quattro squadre dell'altro girone. Ma c'è davvero tanta differenza fra Girone Est e Ovest? In questi anni si è aperto un dibattito secondo il quale il livello sarebbe più alto nel Girone Ovest: qual'è la tua opinione?

"Ritengo che ogni anno, tutto sommato, rappresenti un capitolo a parte, in più quest'anno la formula della poule promozione ha messo a confronto più volte squadre provenienti da gironi diversi. Una squadra come il Santos (ben allenata da un coach vincente come Gregori) mi è sembrata senza dubbio ben quadrata, in particolare con Lazzari e Mezzina che rappresentano un'ottima coppia di play. Il Don Bosco con Scutiero, Teghini, Ruzzier e Catenacci ha dimostrato di essere una compagine atleticamente e tecnicamente molto valida (in questo caso probabilmente bisogna considerare sempre con quale organico si presentava alle partite dovendo gestire anche alcuni giocatori impiegati da Comuzzo in prima squadra). Un'altra squadra molto valida sulla carta è senza dubbio il Fogliano quanto a nomi ed esperienza dei propri giocatori (basti ricordare Varesano, Tessarolo e Tosoratti) .Ad Ovest poi pensiamo a Cus, Tarcento, Tricesimo, S. Vito, Fontanafredda...insomma ritengo che quest'anno la serie D si sia dimostrata molto competitiva se la valutiamo per il numero di squadre che si sono attrezzate per puntare al salto di categoria".

Cosa vi è mancato, secondo te, per arrivare già quest'anno in C2?

"Qualcosa sicuramente è mancato. Effettivamente la grande rincorsa fatta nel girone di ritorno ci ha fatto terminare la stagione regolare dove non avremmo immaginato. Sicuramente le pile erano scariche. La squadra ha dato veramente tanto e se andiamo a considerare anche le due partite perse di un solo punto contro Fogliano all'esordio della Poule Promozione e Santos a Trieste è facile capire che non mancava effettivamente molto. Più che dire quello che ci è mancato voglio questa volta aggiungere cosa abbiamo avuto e che ci ha portato comunque in alto: grande cuore e grande carattere".

Il momento più bello e quello più brutto della stagione

"Il momento più brutto è rappresentato dalla scomparsa del mio giocatore Andreas Kropiunig, durante la notte di Capodanno, al termine di una lunga battaglia contro una terribile malattia. Il momento più bello sportivamente parlando è stata la vittoria contro il Tarcento, l'8 gennaio, alla nostra prima "uscita" dopo la scomparsa del Krop. Giocare per la prima volta davanti al nostro numeroso pubblico, di fronte alla divisa da gioco appena ritirata in alto sopra la tribuna è stata un'emozione indescrivibile. Una vittoria di due punti, negli ultimi secondi. Lì ho capito quanto la squadra era convinta di voler onorare la propria maglia".

Infine, uno spazio tutto tuo, dove puoi salutare, ringraziare chi vuoi oppure dire qualcosa che ancora non hai detto nelle risposte precedenti.

"Ringrazio la dirigenza del Gemona Basket e in particolare le persone più vicine al mio operato quali il Presidente Barbina, Franco D'Orlando, Patat e Rupert che hanno dimostrato ancor di più durante quest'annata la loro serietà e la loro capacità nel gestire la profonda ferita causata dalla scomparsa di Tonino Londero e Andreas Kropiunig. Ringrazio il mio vice, Alfonso D'Antoni, per la sua costanza e prontezza in ogni situazione, il pubblico di Gemona, sempre caldo e sostenitore. Ringrazio soprattutto la mia famiglia che mi sostiene in quella che è sicuramente una splendida passione".

Dunque un'annata da ricordare, per il Gemona Basket: drammi sportivi, ma anche soddisfazioni e attaccamento alla maglia ed alla società, che ha visto un gruppo di giocatori comportarsi come una grande famiglia e fare quadrato anche di fronte a episodi davvero difficili da digerire. Paolo Schneider ne è stato il condottiero, sempre con il sorriso e sempre con grande passione.







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