13/09/2011 • Intervista • Jadran Trieste

Due chiacchiere con...Andrea Mura (Jadran Trieste)

L'ex allenatore di Bor e Us Goriziana ha scelto di seguire le orme di Walter Vatovec in DNC e fargli da vice

Andrea Mura in un tipico atteggiamento in panchina (Foto Antonio Barzelogna)

Non sempre succede di trovare un allenatore quotato che sceglie di rimettersi in gioco da vice: ma quando questa decisione fa si che ci si trovi a fare da "spalla" ad un santone delle panchine dal quale c'è solo da imparare, ecco che la scelta appare molto precisa e sensata. E' ciò che ha fatto Andrea Mura, giovane (classe 1980) allenatore che nel suo passato ha avuto il ruolo di head coach prima in C Dilettanti e poi in C2 al Bor, ed in seguito alla Us Goriziana, con la quale nell'ultimo campionato ha ottenuto la salvezza in Serie D. Durante l'estate, Mura si è trasferito allo Jadran Trieste, squadra che disputerà la Divisione Nazionale C: qui, l'allenatore capo è Walter Vatovec, ma alle sue spalle c'è proprio Mura, che si è reso disponibile per scambiare un paio di parole con Megabasket.


Nuova esperienza allo Jadran, ma allenatore che già conosci: come definiresti Walter Vatovec? E' stato importante seguire le sue orme per la tua carriera di allenatore?

"Walter Vatovec è un insegnante di pallacanestro. Un insegnante severo, ma giusto, preciso e coerente che non si limita a gestire i suoi giocatori, ma va in palestra per farli migliorare a prescindere che siano giovani virgulti o vecchi marpioni. Ho avuto la fortuna di vedere in palestra molti allenatori, anche di serie A, altri ne ho conosciuti ai corsi fatti a Bormio, ma ritengo Walter il migliore in assoluto. Nel mio lavoro in palestra cerco di arrivare ai livelli di intensità che ho visto nei suoi allenamenti. Walter è stato e continua ad essere il mio riferimento, ma caratterialmente siamo molto diversi così ho sempre pensato che per raggiungere i suoi livelli non dovevo banalmente copiare i suoi metodi, ma trovare una strada mia".

Dove può arrivare questa squadra in DNC, secondo te?

"La nostra squadra arriverà dove la porteranno il lavoro in palestra e la capacità di giocare l’uno per l’altro. Non me la sento di fare pronostici, perché solo con l’inizio del campionato si avrà un’idea chiara sul valore delle diverse formazioni. Abbiamo la concreta possibilità di migliorare il piazzamento dello scorso anno e in queste prime settimane siamo partiti col piede giusto, grazie ad un gruppo coeso e motivatissimo. Speriamo di continuare così anche quando arriveranno le prime, inevitabili, difficoltà".

Nella campagna di rafforzamento dello Jadran avete preso due pezzi da novanta come Batich e Spigaglia: come procede il loro inserimento all'interno del gruppo?

"Mi è fin troppo facile parlare bene di Daniel e Max. Le loro qualità umane, prima ancora che tecniche, sono state alla base della scelta di averli con noi quest’anno, infatti si sono ambientati subito in un gruppo già molto affiatato. Max è un atleta esperto ed intelligente, ma soprattutto una persona molto positiva, sempre pronto ad incoraggiare e ad aiutare i compagni. Daniel è impressionante per la voglia di migliorare che mette in palestra. Lui ha ancora moltissimi margini di crescita e quest’anno può davvero fare il salto di qualità: dopo gli anni di Monfalcone dove ha fatto benissimo come cambio di rottura, qui dovrà essere insieme a Borut Ban il leader della squadra. Ha tutto per salire anche questo gradino".

Un giocatore che, se potessi, vorresti in squadra ora.

"Penso che anche “Vato” sarebbe felice di avere con noi Stefan Samec, un ragazzo d’oro e un giocatore in cui la combinazione stazza-tecnica-velocità è quasi irreale. Io, però, ho anche un altro pupillo: Stefano Babich. “Cana” è un grande amico e un grande giocatore, con lui ho condiviso tutti i momenti più importanti della mia vita cestistica ed è il giocatore a cui affiderei sempre il tiro decisivo".

I punti forti ed i punti su cui dovete ancora lavorare.

"Penso che la difesa e la corsa saranno i pilastri del nostro gioco e questi sono anche i due aspetti su cui stiamo lavorando di più. Dobbiamo imparare a giocare meglio quando la difesa diventa aggressiva e “cattiva” e dobbiamo assolutamente limitare il numero delle palle perse".

Un tuo pronostico riguardo al campionato di DNC: squadra favorita, squadra sorpresa e piazzamento dove potete arrivare voi.

"San Vendemiano, finalista lo scorso anno, Marghera e Caorle mi sembrano le squadre più attrezzate. Pordenone penso farà bene perché ha un gruppo di giovani molto interessante e un pivot come Crespan, davvero imponente. Anche la Cormons del mio amico Luca Cittadini ha una buona squadra e sull’onda dell’entusiasmo può fare una bella stagione. Noi lotteremo per arrivare tra le prime otto anche se il Campionato sarà come sempre durissimo e molto equilibrato".

Infine, uno spazio che puoi usare a tuo piacimento: un pensiero in libertà di coach Andrea Mura.

"A giugno ero convito di prendermi un anno quasi sabbatico, invece mi appresto a vivere una delle stagioni più impegnative della mia carriera, ma per fortuna ho vicino una persona meravigliosa che accetta e condivide la mia passione. Vorrei ringraziare Walter Vatovec e lo Jadran per avermi chiamato e ringrazio tutti i ragazzi della squadra che mi hanno accolto da subito in maniera splendida. Faccio un grosso in bocca al lupo al Presidente Rosso e ai ragazzi della U.S. Goriziana per una stagione che regali loro i successi che non abbiamo ottenuto lo scorso anno nonostante l’impegno di tutti. Intanto una prima vittoria so che c’è già stata con il ritorno in palestra del carissimo Mauro. In bocca al lupo anche a tutto il Bor Radenska e un augurio particolare a Niko Stokelj che si appresta a vivere una stagione molto speciale".



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