02/09/2011 • Intervista • Basket4Trieste

Due chiacchiere con... Emanuele Maranzana (Basket4Trieste)

Abbiamo incontrato il neo coach dell'ambiziosa formazione triestina, con il quale c'è stata una lunga chiacchierata su vari temi cestistici

Basket4Trieste in Serie D, una bella realtà: si, perchè la squadra triestina, nata da poco più di un anno, ha fin da subito identificato la sua storia con quella delle associazioni di volontariato e con gli scopi "sociali". La sua affiliazione all'ADMO, Associazine Donatori Midollo Osseo, è oramai nota a tutti e rende onore al team che in questa stagione verrà allenato da Emanuele Maranzana, che dopo aver fatto da spalla a Riccardo Coppola ne prende in eredità la panchina in Serie D.

Nuova categoria, nuove sfide per l'entusiasta coach "Lele", che si è prestato volentieri ad una chiacchierata a pochi giorni dal raduno della sua squadra.

Basket4Trieste appena ripescato in Serie D: che tipo di campionato ti aspetti dai tuoi ragazzi, considerando che siamo in una categoria superiore?

"Sarà un campionato estremamente difficile ed equilibrato dove alla fine,tutte le partite saranno delle finali. Questo principio vale non solo per noi, ma per ogni categoria: 18 partite possono sembrare parecchie, ma sbagliarne due-tre di fila può risultare fatale sia per chi lotta per le prime posizioni sia per chi vuole evitare le zone basse dalla classifica. Per cui ai miei ragazzi, di cui diversi nuovi, chiedo il massimo impegno da subito perchè solo il lavoro forte in palestra porta ad ottenere dei risultati".

I progetti di questo Basket4Trieste nell'immediato, ma anche guardando un pò a medio termine.

"Come società siamo dei neofiti in questo movimento, ma veniamo tutti da una profonda cultura sportiva per cui il nostro impegno è massimo. La realizzazione del settore giovanile con le annate 99-00 (per coloro che fossero interessati ci sono ancora dei posti disponibili) è il nostro obiettivo primario perchè a noi interessa fortemente che i giovani di adesso ritrovino quel "piacere" del fare sport, ritrovino il desiderio di sacrificarsi per riuscire in quello che è lo sport più bello del mondo. Vogliamo che questi ragazzi abbiano il desiderio dello stare assieme, del fare gruppo con i compagni, di non vedere l'ora che arrivi l'allenamento successivo, di crescere e di migliorarsi soprottutto come persone e uomini, poi se diventeranno dei forti giocatori, dei giocatori o "solo" degli sportivi della domenica poco importa. L'importante è che lo sport sia il mezzo per diventare uomini con dei principi, con delle idee. Personalmente mi infastidisce il fatto che tanti giovani perdono le giornate difronte a computer, X-Box o a girovagare per la città senza alcun motivo o scopo. Perdono la lucidità delle cose e non se ne rendono conto. Lo sport invece ti completa, ti educa, ti fa conoscere un sacco di gente e ti rende una persona migliore. Progetti a medio termine? Diverse: solo le idee in cantiere e aver avuto la disponibilità di un santone del basket nostrano come Gianni Pituzzi ci fa fortemente credere che stiamo viaggiando sui binari giusti".

Dopo la prima stagione, potete dirvi soddisfatti dei risultati finora raggiunti?

"Quando abbiamo iniziato quest'avventura l'anno scorso il nostro obiettivo era di dare una scossa a un movimento locale che ai bassi vertici ha poca visibilità. Forse per questo l'esser passati talvolta per presuntuosi ci ha infastidito parecchio. Quando parli di Promozione a Trieste sembra che si parli un torneo fra amici senza capo nè coda... un campionato invece che costa fior di euro ma soprattutto dove la vera passione sportiva regna ancora sovrana perchè formata nel 90% dei casi da ragazzi, da uomini che lavorano duramente durante il giorno e che alla sera al posto di mettere le pantofole si armano di borsa e vanno a sudare. Per cui per noi la Promozione era ed è un campionato in cui chi cio gioca deve avere il massimo rispetto per i sacrifici che compiono. Alla fine penso e spero che siamo riusciti perchè ad oggi avere oltre 14.000 visite al nostro sito in dieci mesi dall'apertura, avere avuto molti apprezzamenti da parte di altri addetti ai lavori per la maniera in cui abbiamo lavorato, ci da l'energia giusta per proseguire".

Parliamo della Serie D di quest'anno: quali squadre vedi favorite per la promozione in C2?

"Come dicevo precedentemente sarà un campionato molto equilibrato e non ti puoi permettere passi falsi. Favoriti ? Direi che la Goriziana con Susic, Tomasi, Carcich e Calzolari fa già tremare le gambe a parecchie squadre del girone".

Un giocatore che, se potessi, vorresti sempre nella tua squadra.

"Ne scelgo due, più un jolly: il primo è Andrea Calcina, compagno di mille battaglie e grande amico,;la sua grinta, la sua determianzione negli anni scorsi mi ha tolto diverse volte le castagne dal fuoco. A 35 anni ha ancora l'entusiasmo di un ragazzino. Il secondo è Alessio Ferluga, ragazzo delizioso che avrebbe potuto ambire a ben altri palcoscenici. La sua costanza, la sua dedizione al lavoro è maestra per tanti giovani.

Il Jolly che mi gioco è invece Raffaele Baldini: guardia con una visione di gioco deliziosa, una comprensione del gioco come pochi e un tiro mortifero. Un giocatore che nei momenti caldi non sbagliava mai".

Punti forti e punti ancora da migliorare in questo Basket4Trieste.

"Punti forti? La grossa passione che ci accomuna e il desiderio di fare qualcosa di nuovo e importante in questo movimento. Da migliorare? Come dicevo siamo dei neofiti nel movimento, per cui da migliorare ci sono sicuro tante cose e l'allargamento della base societaria con l'ingresso definitivo di Guido Roberti,l'arrivo di Stefano Barzellato, la consulenza di Gianni Pituzzi, inizia a far quadrare il cerchio. L'importante è saper riconoscere gli errori per migliorare. Soffermarsi e "addormentarsi" sempre sugli stessi standard è sempre poco remunerativo". Infine, uno spazio per il Maranzana-pensiero. A te! "Non smettero mai di ringraziare mia moglie Mithyana e Nicholas, la mia piccola peste di quattro anni perchè spesso vorrebbero vedermi più a casa. Ma hanno capito quanto io tenga a questo progetto e quanto sia il mio desiderio di far bene. Amo questo sport e so quante soddisfazioni può dare fare sport! Per cui colgo l'occasione per invitare i gentori a portare i loro figli a fare sport, che sia poi basket , che sia calcio, che sia pallavolo, l'importante che lo pratichino. Piuttosto che regalare un computer, portateli a giocare. Perchè lo sport è vita... Se poi avete dei figli nati nelle annate 99-00 e volete far parte della famiglia del B4T non esitate a contattarci, sarete i benvenuti".



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