16/09/2011 • Trieste
Ray Mitchell e Rich Laurel
Il mito triestino di fine anni '70 cestistici, alla guida del grande Dado Lombardi, aveva un nome ed un cognome: Rich Laurel da Philadelphia. Il suo legame con Trieste non ha mai conosciuto fasi di stanca e anzi, sembra rivivere ogni qualvolta lui si tuffa nelle radici dell' Hurlingham, la passione nero verde che infiammava Chiarbola. Anche la pallacanestro continua a scorrere nelle sue vene, sotto altre vesti, da allenatore a personal trainer, da talent scout ad agente FIBA.
La sua scommessa portata d'oltreoceano per convincere il basket europeo, ed in particolare italiano, si chiama Raynold “vertical” Mitchell, guardia esplosiva afro-americana classe '89, venuta dalla Maine Presque Isle (NAIA).
Rich, quali sono le caratteristiche salienti di Ray Mitchell...
Se lo chiamano “vertical” un motivo ci sara', il suo 1.86 di dinamite e' garanzia di atletismo allo stato puro; molto tosto fisicamente e compatto, gioca naturalmente da numero “2” ma puo' adattarsi all' occorenza anche da playmaker. Gioca con ambo le mani, dotato di ottimo tiro da tre e discreta attitudine difensiva.
Perche' hai subito pensato all'Italia per Ray?
Perche' l'Italia, a mio modo di vedere, e' il paese migliore per aiutare i cestisti d'oltreoceano a migliorare, piu' di Spagna, Francia, ecc.; Anche perche' c'e' un aspetto tattico che giovani giocatori come Ray devono affinare. La sua voglia di emergere e l'attitudine con cui si sta allenando, puo' essere il migliore punto di partenza per qualsiasi coach.
Per qualcuno che volesse farsi l'idea del giocatore, ecco un video su YouTube che esplicita diverse delle caratteristiche sopra citate per conoscere meglio Raynold Mitchell.
Rich Laurel e' anche un nuovo modo di fungere da tramite cestistico con i giovani giocatori; infatti uno dei principali scopi del suo peregrinare in giro per il mondo e' quello di lavorare per far vivere esperienze oltreoceano ad europei e viceversa, sia in ambito maschile che femminile, nonche' di allenatori desiderosi di ampliare conoscenze in realta' molto diverse.
Raffaele Baldini