05/10/2011 • backdoor
Coach Dalmasson sereno... (foto A.Cervia)
Identita', l'Acegas di inizio stagione rilassa sulla sedia il coach
Se un allenatore di pallacanestro, ad un certo punto della partita, si trova placidamente adagiato sulla sedia in panchina, vuol dire una di queste due cose: che la squadra gioca talmente male che non ha senso sprecare energie e decibel per riprenderla, oppure che la squadra ha metabolizzato bene i dettami del coach per cui non servono ulteriori pungoli.
Direi che la seconda versione e' quella piu' credibile, pur considerando l' “anglosassone” stile di Eugenio Dalmasson, i suoi momenti silenti e placidamente vissuti a guardare i suoi sul parquet sono il miglior sintomo di un gruppo che viaggia alla stessa lunghezza d'onda del proprio allenatore.
Identita' e' quello che il timoniere vuole dare ai propri giocatori, quella sorta di “marchio di fabbrica” che caratterizza il gruppo, e nella difesa si vede il DNA dell'Acegas targata Dalmasson. Una difesa che sublima il concetto di coesione e collaborazione e che, paradossalmente, a volte dimentica che un avversario puo' essere pericoloso con un semplice “palleggio, arresto e tiro”, ma veramente siamo alla pignoleria piu' spinta...
Persone intelligenti spesso producono letture intelligenti...
Il nuovo gruppo Acegas oltre ad avere una buona dose di predisposizione al lavoro in palestra, palesa una indubbia intelligenza cestistica che paga discreti dividendi.
Alcuni esempi palpabili: Innocenzo Ferraro ha esattamente esplicitato quello che si ama chiamare “lasciare che la partita venga a se...”, non intestardendosi in soluzioni isolate e forzate, in una serata che sembrava essere di quelle non indimenticabili. Con pazienza e sorretto dalla “stampella” piu' utile per un cestista, la difesa, ha pian pianino ritrovato verve e produttivita' offensiva.
Michele Ruzzier gioca a pallacanestro con la scioltezza simile a quella di recente vista in Marco Spanghero, con una visione di gioco e scelte tecniche di indubbia maturita', tanto che tranquillamente Carra puo' coprire lo spot di guardia avendo la regia in sapienti mani.
Ultimo non ultimo Zaccariello; facile banalizzare la sua prestazione come una uscita dalle tinte non proprio brillanti, ma il valore aggiunto risiede nella capacita' di un giocatore di adoperarsi alla causa senza per forza aver bisogno di apparire o di cercare con insistenza la “redenzione” nel tabellino o scout qual dir si voglia.
Su Marco Carra si e' gia' parlato a riguardo, docente di letture palla a spicchi!
Pubblico presente, qualche timido coro...la strada per “rumore” e' lastricata di buone intenzioni
Un lunedi sera, portare quel numero di persone al Palatrieste rappresenta di per se' un buon segnale per la dirigenza, posto che si puo' e si deve fare di piu', in funzione ovviamente dei risultati della squadra ma anche di situazioni societarie atte a coinvolgere una marea di appassionati che potrebbe montare di settimana in settimana.
Ad un certo punto del match, timidamente quasi a essere considerato uno sfregio al silenzio ecumenico della cattedrale sportiva, si e' levato il coro “Forza Trieste” partito da una frangia autonoma di tifosi della curva; il classico scossone al torpore imperante, tutto il palazzetto segue ritmando e per l'ennesima volta ci si illude che il ritorno del tifo organizzato si materializzi in una domenica pomeriggio.
Il Presidente Tommasi, il GM Dario Bocchini e tutto l'entourage sono i primi a considerare vitale l'aspetto emotivo del tifo, ora si tratta di “tradurlo” fra le gradinate del Palatrieste.
Due indizi possono fare anche una mezza prova....negativa
Si temeva in pre-season che, ad una lettura attenta del roster Acegas 2011/12, la squadra di Dalmasson mancasse di qualche atleta capace di “aprire la scatola” dalla distanza; purtroppo le prime due uscita stagionali raccontano di un laconico 8/37 da tre punti per il 22% globale.
Per coerenza e' giusto dire che due indizi NON fanno una prova, pero' un segnale lo manda; se poi il migliore tiratore e' Michele Ruzzier (3/4 da oltre l'arco per il 75%), cioe' non un tiratore puro, allora la speranza risiede nei numeri non consueti di Carra e Ferraro (per cui ci si aspetta un miglioramento) e un rientrante Scutiero, forse unica reale certezza come bocca da fuoco giuliana.
Raffaele Baldini
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