29/10/2011 • NBA
Restano ancora irrisolti i nodi legati alla divisione del BRI
Le trattative negli ultimi giorni tra le parti sembravano aver finalmente preso una piega positiva facendo sperare in un'imminente soluzione al lockout. Poi la doccia fredda. I veri nodi della questione restano irrisolti, su tutti la divisione del BRI (Basketball Related Income), il forziere che raccoglie gli incassi provenienti dai biglietti delle partite, i contratti televisivi, i parcheggi, ecc. I proprietari chiedono di dividere la torta a metà (50-50) mentre i giocatori non vogliono scendere sotto il 52.5% (dall'attuale 57%). Non sembrano molto distanti le parti ma considerando il giro d'affari che garantisce ogni anno l'NBA anche solo qualche punto percentuale corrisponde a cifre da capogiro.
E così, dall'ottimismo degli ultimi incontri si è passati alla cancellazione di tutte le partite fino al 30 novembre. Salta così definitivamente la speranza di avere ancora una stagione completa da 82 partite. Nella sua ultima apparizione il Commissioner David Stern non è apparso fiducioso e ha ipotizzato l'acuirsi delle difficoltà d'ora in avanti. Con la cancellazione della preseason sono andati in fumo 200 milioni di dollari di incassi e il perdurare del lockout per tutto il mese di novembre non renderà più semplice la situazione.
Inoltre le posizioni dei proprietari e dei giocatori potrebbero allontanarsi ulteriormente da qui in avanti nella speranza di recuperare una parte dei mancati incassi di questi mesi. La situazione è davvero critica e i più pessimisti iniziano a considerare una chimera la stagione 2011-2012.
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