14/05/2012 • Intervista • Serie C2 • Venezia Giulia Basket
E' stato uno degli allenatori più "in luce" nella Serie C2 di quest'anno, senza contare poi il suo impegno nelle categorie giovanili: Stefano Bartoli, allenatore del Venezia Giulia Basket, nonostante i soli 26 anni ha già dimostrato grosse qualità, riuscendo a portare alla salvezza un gruppo di giocatori molto giovane e, in alcuni casi, alla prima esperienza in un campionato senior.
La scorsa settimana avevi un appuntamento importante. Ci puoi spiegare dove sei stato?
"Ho avuto la fortuna di essere convocato come giovane allenatore per il raduno a Montecatini della Nazionale italiana U14. Erano presenti i 48 migliori atleti d’Italia, agli ordini dei coach Capobianco e Bocchino e del preparatore atletico Cuzzolin. È stata una buona occasione attraverso la quale mi è stata offerta la possibilità di vedere al lavoro due ottimi coach, studiare le loro metodologie e comprendere i come ed i perchè dei programmi scelti ad hoc per il settore squadre nazionali. Questa convocazione, in un certo senso, ha completato la mia esperienza con loro, perché in precedenza avevo assistito ad una selezione e valutazione ad un altro raduno a Bergamo, quella volta
interregionale."
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
"L’esperienza è stata molto formativa e di crescita per me, perchè mi ha fatto capire quanta programmazione serva al lavoro del coach.
Capobianco e Bocchino poi, ci coinvolgevano la sera in appassionate riunioni dove ci raccontavano delle loro convinzioni e cercavano di trasmetterci il loro entusiasmo. Credo sia proprio questo quello che mi terrò stretto: la conferma che bisogna prepararsi al meglio sempre, con progettazione, coerenza, passione ed umanità, per dare il massimo ed il meglio ai propri giocatori, che, nel caso del Venezia Giulia, sono persone straordinarie."
Hai mai pensato di intraprendere la carriera di allenatore professionista?
"Sarò onesto. La situazione economica attuale non permette a nessuno, o davvero a pochi, d'intraprendere una carriera da professionista, in questo sport. La cosa che voglio per me, è impegnarmi ancora tantissimo per migliorarmi e raggiungere sempre il massimo risultato possibile.
Potrei considerarlo un sogno nel cassetto, che non voglio aprire adesso perché sarebbe prematuro. Credo però ciecamente nel lavoro in palestra e in quello di preparazione, uniche vie per migliorarsi, sia nel basket giovanile che senior. Devo fare in ogni caso ancora molta strada, ma mi permetto di ringraziare fin d'ora: Azzurra, Franco Cumbat, Fulvio Losurdo, Ferruccio Mengucci, Tony Perna, Franco Pozzecco, Paolo Ravalico, Paolo Rosignano, Alessio Scala, Venezia Giulia (in stretto ordine alfabetico), ma soprattutto Lele Bassi per l’aiuto datomi in questi anni."
Quest’anno sei stato il coach più giovane dell’intero campionato. Questa peculiarità ti ha condizionato nella gestione di un gruppo senior?
"È vero che sono stato l'allenatore più giovane, ma è anche vero che conoscevo la categoria dopo aver ricoperto per due anni il ruolo da vice, al fianco di coach Mengucci. Inoltre non bisogna sottovalutare la
gavetta fatta in tanti anni di giovanili con l’Azzurra Basket. Sarò sincero: quest’anno non ci sono stati problemi, perchè la squadra, avendo compreso la grandezza e la difficoltà dell'obiettivo da
raggiungere, si è impegnata molto seriamente. Grazie all’aiuto indispensabile di Tony Miggiano, grande collaboratore, siamo riusciti ad allenare senza problematiche di gestione, andando in palestra con
entusiasmo e determinazione anche nei momenti difficili. Inoltre abbiamo trasmesso ad ogni singolo giocatore la fiducia che lo staff tecnico riponeva su ognuno di loro, e puntualmente siamo stati ripagati sul campo con ottime prestazioni."
Sei soddisfatto della stagione appena trascorsa?
"L’obiettivo prefissato è stato raggiunto con una giornata d'anticipo, senza play-out e con un finale di stagione con 7 vittorie in 8 partite. L’entusiasmo finale è assolutamente giustificato, se pensiamo alle
vittorie con due ottime squadre come Tolmezzo ed Ardita. Certo ho un piccolo rammarico. Mi sarebbe piaciuto disputare i play off, perchè sarebbero stati meritati ed avrebbero permesso ai nostri giovani di
scontrarsi con una realtà nuova ed importante in previsione del prossimo anno. Sono soddisfatto soprattutto per i miglioramenti individuali di molti giocatori, tutti protagonisti di questa bella cavalcata."
Ad un certo punto del campionato, il Venezia Giulia ha avuto un brutto calo, soprattutto sul piano dei risultati. Come sei riuscito ad invertire la rotta visti i risultati prestigiosi conseguiti nel finale di stagione?
"La nostra annata è stata caratterizzata da un ottimo inizio, con 4 vittorie di fila, seguite da un periodo buio che ha preceduto questo finale strepitoso. Abbiamo dovuto fare a meno di Schina, Delise e
Scocchi per un mese, questo ci ha tolto tutta la sicurezza acquisita fino a quel momento. Abbiamo iniziato a lavorare sodo per mettere a punto alcuni dettagli con allenamenti mirati. Certo, all'inizio i nostri
sforzi sembrava non venissero ripagati, perchè non arrivavano i due punti in classifica, ma alla lunga i risultati sono arrivati."
Questo è il momento dei bilanci e delle proposte di mercato. Quale futuro per te?
"Prima di tutto vorrei ringraziare tutti i giocatori, Tony, Fulvio, Rosi, Ivo, Rico e Fabio per questa annata. Abbiamo un progetto ambizioso per il prossimo anno. Credo che questo possa fare da stimolo ai ragazzi che, ne sono certo, lavoreranno sodo per migliorare quanto di buono hanno imparato finora. Sarei molto felice di continuare con questo gruppo anche se sono consapevole che, per fare il salto di qualità, si debba necessariamente operare qualche innesto. Con queste premesse e lavoro permettendo, chissà che un sogno personale non si realizzi..."
Ufficio stampa VGB
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