14/05/2012 • Serie C2 • Ubc Udine
Andrea Paderni e Stefano Bossi a colloquio (Foto Antonio Barzelogna)
La stagione 2011/2012 dell'Ubc Udine si conclude alla terza partita del primo turno di playoff: sconfitti da San Daniele, i ragazzi di Paderni hanno comunque disputato un campionato di altissimo livello, qualificandosi al quinto posto e perdendo 2-1 la serie con i collinari. L'allenatore udinese commenta il match di sabato, non mancando ovviamente di fare un bilancio sulla stagione.
"Abbiamo giocato un primo tempo quasi perfetto, rispettando alla grande il piano partita. Difensivamente siamo riusciti a non far entrare subito in ritmo gli esterni di San Daniele, subendo, come pronosticabile, all’interno del pitturato ma restando fedeli all’intento di non raddoppiare Idelfonso per non accendere le bocche da fuoco collinari, prova ne è che nei primi due quarti non abbiamo subito nemmeno un canestro da oltre l’arco.
In attacco siamo stati splendidi. Privi di Marco Rovere e di Zilli (’95), abbiamo deciso di provare una strada nuova, abbiamo giocato a lungo flex offense, gioco mai utilizzato durante l’anno, guidati da un Barazzutti mostruoso. Anche contro la loro zona abbiamo cambiato il nostro attacco trovandoci privi dei punti di riferimento interni. Tutto ha funzionato e siamo andati al riposo in vantaggio.
Nel terzo quarto si è decisa la partita e la serie, i nostri avversari hanno segnato 8 canestri da 3 punti, due dei quali su nostri errori, gli altri da distanze impossibili o con l’uomo addosso, hanno trovato la fiducia e il ritmo che gli abbiamo negato nel primo tempo e hanno mostrato ancora una volta un livello di gioco, esperienza e talento altissimo. Ci hanno punito sia di lettura che di talento dimostrandosi più forti e più cinici.
Il quarto quarto è iniziato con un ritardo di 16 punti e dopo poco abbiamo perso anche capitan Silvestri per 5 falli. Durante l’hanno ho più volte sottolineato l’incredibile forza mentale dei miei giovani e li ho definiti magnifici e meravigliosi, credo proprio di non aver sbagliato. Una squadra “normale” composta da ragazzi “normali” a quel punto avrebbe aspettato la fine comunque soddisfatta della serie disputata, i miei no. I miei hanno sfoderato un ultimo quarto da 30 punti. Dal -20 a 4,27 dalla fine siamo tornati a -5 a 60 secondi dal termine, pur avendo capito di aver perso e di avere contro una squadra più forte non abbiamo mollato mai, regalandoci l’ultimo sussulto di entusiasmo gettando sul campo tutto quello che avevamo ancora da dare e forse qualcosa di più. Questi benedetti ultimi 4 minuti e mezzo della stagione dove i miei ragazzi, senza i due veterani e con 3 under in campo, segnano 23 punti, con la panchina tutta in piedi e con un cuore infinito non li dimenticherò mai. Mi hanno lasciato negli occhi qualcosa di unico.
Tutti hanno lottato e dato tutto quello che avevano, li ringrazio infinitamente, partendo da Chierchia (’86) che ha giocato con la pubalgia e un dito steccato fino a Guadagni (’93) e Pozzana (’93) che sono entrati a 4 secondi dalla fine. Penso di non fare torto a nessuno soffermandomi sui nostri due play maker.
Riccardo Barazzutti (’88) ha fatto una partita irreale, 34 punti, personalità da vendere, giocate di talento e di volontà. E’ stato il vero allenatore in campo, in ogni interruzione del gioco ha dispensato consigli e indicazioni a tutti, anche a me. Ha sublimato una stagione super con una serie fantastica e una gara 3 pazzesca. Guardarlo giocare per me quest’anno è stata una goduria continua, oltretutto parliamo di un ragazzo magnifico che si fa volere bene da tutti e che non ha mai un atteggiamento fuori posto.
Stefano Bossi (’94) ha semplicemente giocato con una caviglia così. Un ragazzo di 17 anni che in realtà è già un uomo fatto e maturo. Avendo la fortuna di allenarlo quest’anno ho conosciuto un ragazzo dolcissimo, con un talento sconfinato ma con degli attributi forse addirittura superiori. Non solo ha giocato, ha fatto 16 punti, è andato a rimbalzo e ha difeso alla morte. Il suo attaccamento alla maglia è stato commovente, Stefano ha avuto una stagione assurda per uno della sua età e si è dimostrato fortissimo di testa, il futuro è suo, non c’è dubbio. C’è un’immagine che porterò sempre con me, -44 secondi dalla fine, sotto di 5, Idelfonso sta per segnare i tiri liberi che chiuderanno la serie, Stefano si avvicina, si toglie il paradenti e mi dice “siamo fortissimi coach!”. Valutando la serie, ha vinto la squadra più esperta, più attrezzata e che ha sempre potuto giocare al completo. Ho la convinzione di aver incontrato una squadra fortissima, li abbiamo battuti una volta sola con un colpo da campione di Luca.
So quanto impegno ci abbiamo messo, se il risultato premia loro vuol dire che hanno valori altissimi e che hanno tanto da insegnarci. Noi abbiamo fatto il nostro, giocando sempre con almeno un ’94 in campo e facendo esordire 9 ragazzi nei play off.
Affrontare San Daniele è stato un piacere perché abbiamo avuto la possibilità di confrontarci ad un livello che ad agosto potevamo solo sognare, complimenti a loro e a coach Zanon e un sincero in bocca al lupo per la semifinale.
Vorrei spendere due parole in più sui nostri avversari, in particolare su Thomas Pellarini e Simone Bierti. Due avversari terrificanti per talento e mentalità e due ragazzi clamorosi. Un esempio per tutti, li ringrazio di cuore perché i miei giovani guardandoli e ahimè subendoli hanno sicuramente imparato qualcosa su come si diventa vincenti e su come non si regali nulla a nessuno senza però negargli mai un sorriso o un cinque alto.
Non posso terminare l’analisi dell’ultima partita dell’anno se non abbracciando idealmente tutti i miei ragazzi che mi hanno fatto sentire speciale e mi hanno regalato una stagione memorabile. Grazie a tutti e FORZA UBC!!!"
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