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19/06/2012 • Attila Frizzo • Acegas Trieste

L'opinione di Attila Frizzo: la gratitudine non e' di questo mondo

Alla conclusione del secondo conflitto mondiale Winston Churcill, uno dei grandi che ebbero ragione della follia nazifascista, non venne rieletto al Parlamento di Sua Graziosa Maestà britannica. Ad onor del vero Churcill, alle seconde elezioni post belliche, venne rieletto.
Dalla storia possiamo avere millanta di questi esempi, ultimamente anche nelle attività sportive di questa povera città di San Giusto.
E' notizia di oggi – martedì 19 giugno 2012 – che è stato professato il de profundis per l'Unione Sportiva Triestina e che la cara salma è ormai nelle mani del Sindaco Roberto Cosolini, che dovrà angustiarsi per poter far rinascere dal basso, quella che fu una grande del massimo campionato italiano di calcio.
Per il basket di Trieste siamo ancora ai clamori dovuti alla promozione in serie A2. La formazione di Dalmasson ha superato ogni e qualsiasi felice aspettativa ottenendo oltre che la partecipazione ai play off anche l'ammissione in A2.
La risalita è strameritata anche se è stata tanto, tantissimo, forse troppo sofferta, al confronto con formazioni di consistenza e caratura sicuramente inferiore. Trieste non è stata capace di risalire al primo assalto mentre ha dovuto patire per avere ragione della modestissima Chieti appena in gara 5.
Chi più di tutti ha goduto e gode della felice conclusione delle vicende di quest'anno è sicuramente il signor Massimo Paniccia, Presidente dell'Acegas-Aps conseguentemente padrone della maggioranza delle azioni della Pallacanestro Trieste 2004.
Il ritorno in seconda lega avviene dopo otto anni di inutili tentativi di spendi e spandi e in certo qual modo riscatta la triste vicenda del 2004 quando la Pallacanestro Trieste dovette, pur in presenza di sponsor tra i qual anche l'Acegas-Aps, dichiarare fallimento.
Ora però è il momento delle celebrazioni e del giusto inserimento in A2, campionato comunque destinato a sparire probabilmente alla fine del prossimo campionato, al massimo entro due stagioni.
La prima considerazione è doverosamente in sintonia con il titolo di questo pezzullo, dagli ambienti solitamente bene informati giunge notizia che Dario Bocchini, uno dei pochi artefici dell'ottenuta promozione non sarà più il General Manager della società biancorossa anche se in possesso di un contratto biennale, veramente la gratitudine non è di questo mondo, Dario infatti è riuscito nella grande impresa con tanti tantissimi soldini in meno degli anni precedenti.
Si dice anche che Eugenio Dalmasson, il coach che riesce in tutto meno che nell'impresa di battere lo schieramento a zona dell' 1-3-1, abbia molte richieste e moltissime opportunità sul mercato che ha cominciato già a muoversi. E' auspicabile che Dalmasson, anche lui uno dei pochi artefici della promozione, resti a Trieste per quanto ha saputo fare sul parquet e psicologicamente mantenere l'equilibrio tra i suoi uomini anche quando c'è stato il lungo periodo del no money trasformato poi in money late, cioè quando per la prima volta nella storia della pallacanestro triestina, gli stipendi, anticipati dall'Acegas-Aps, sono giunti con grave ritardo.
Dalmasson merita dunque tanta gratitudine anche perchè ha saputo sopportare tutto e tutti visto che nella nostra città il più mona è un genio e chi ha assistito a qualche incontro di basket tra i Ricreatori della città si ritiene un supertecnico.
Ma le vicende, allegre, tristi, incomprensibili, ragionate e sorprendenti sono appena iniziate, sull'argomento molto si discuterà stesi sul marciapiede della scogliera triestina che da Barcola raggiunge Miramare.

Attila Frizzo



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