13/06/2012 • NBA
La NBA ha sempre trovato spazio sporadico sulle pagine di MegaBasket, con le sue evoluzioni ed i momenti emozionanti che solamente la pallacanestro americana ci sa regalare.
E quale periodo migliore per proseguire con la lente d'ingrandimento sull'Oltreoceano, considerando che sta andando in scena l'atto finale di un campionato che solo 6 mesi fa rischiavamo di veder sfumare a causa dello sciopero dei proprietari delle franchigie USA. Alla fine lo show è partito in modalità "compressa", con ritmi proibitivi e buoni sprazzi di regular season onestamente inguardabili, con squadre a freno a mano tirato a centellinare energie ed evitare infortuni.
Pronostico iniziale rispettato per quanto riguarda le destinate al ballo finale, passando per accoppiamenti playoff improbabili. Ad ovest due "upset" con i Clippers sui Grizzlies e Thunder vincitori sugli Spurs. Niente di inimmaginabile, mentre ad est pochi si sarebbero aspettati Boston e Philadelphia a sfidarsi in semifinale, Sixers in picchiata a fine stagione regolare hanno saputo approfittare di Bulls a zero (?) cilindri, orfani di D-Rose vittima della rottura del crociato anteriore del ginocchio. Celtics che hanno lasciato di stucco più o meno tutti, dati per bolliti già a inizio stagione i bianco-verdi hanno saputo passar sopra a infortuni età e pessime scelte del loro GM Ainge (Perkins ai Thunder..) arrivando a un passo dalla finale e pagando dazio solo di fronte alla maggior freschezza degli Heat.
Ma dicevamo delle finaliste. Miami alla seconda finale, affrontata stavolta da sfavorita, arrivata fino a giugno nonostante le "crisi da sindrome pre mestruale" di Dwyane Wade, una panchina buona per il campionato svizzero e un allenatore non all'altezza della situazione. Gli Heat hanno sofferto una totale assenza filosofia di gioco offensivo, basandosi solo sulle iniziative individuali di James, Wade e sul tiro dalla media di Bosh e su punti scaturiti da palle recuperate da una difesa ottima.
Non che i Thunder possano essere scambiati per una squadra allenata da Larry Brown per qualità di esecuzione. A Oklahoma City si gioca con tirando dopo non più di 2/3 passaggi senza preoccuparsi di prendere un tiro forzato. La forza dei Thunder sta però in un organico illegale. Sam Presti, non a caso scuola Spurs è riuscito ad "eludere" il problema del salary cap costruendo una squadra principalmente con scelte al draft che gli hanno permesso di mettere su una "contender" con un monte salari ben sotto il cap (12esimi nella lega per contratti a carico), garantendosi i servigi di giocatori come Harden e Ibaka con contratti da matricola quindi “irrisori”. I pronostici sembrano scontati, due squadre molto simili per come stanno in campo, ottime difese e attacchi in isolamento tendenti a sfruttare il talento dei singoli, Wade/James e Westbrook/Durant su tutti. La differenza la faranno sicuramente i rispettivi supporting cast e da questo punto di vista la bilancia pende tutta dalla parte dei Thunder.
Il giocatore più forte sulla panchina degli Heat spegnerà la sua 61esima candelina il prossimo settembre e risponde al nome di Bob Mcadoo. I vari Anthony, Miller, James Jones e Pittman sembrano troppo poco se pensiamo che dalla panchina opposta ci sta seduto “Il barba”, potenziale titolare in altre 29 squadre NBA. Se gli Heat manderanno Battier sulle piste di Durant per risparmiare James, i Thunder possono sguinzagliare un Thabo Sefolosha che in caso potrebbe essere dedicarsi anche a D-Wade. Altro paragone impietoso è quello dei lunghi con il tonnellaggio dei vari Ibaka e Perkins troppo elevato per Haslem, Anthony e compagnia. Mi sembra difficile che Spoestra possa scongelare il buon Eddy Curry ormai tutt'uno con il pino di casa Heat.
In ogni caso lo sport che ci piace tanto ha sempre saputo stupirci, e se Bosh sarà quello di gara 7 contro i Celtic, se Wade riuscirà a trovare la continuità mancata spesso in questi playoff, magari The chosen one fra 13 giorni potrà gioire alla faccia dei detrattori alzando al cielo il suo primo Larry O'Brien trophy. Stay tuned!
Granzo De Cheba
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