20/06/2012 • NBA
Seconda puntata con l'approfondimento NBA e "finals" sempre più nel vivo. Alla vigilia di gara 4 andiamo ad analizzare le tre gare giocate. Due a uno il punteggio in favore di Miami: se qualcuno di voi (io no) l'aveva previsto, chapeau, credo non sarete in grandissima compagnia. Sulla carta infatti i Thunder sono più talentuosi, più atletici, ed erano anche più riposati avendo chiuso la serie con San Antonio in sei gare, mentre Miami è dovuta passare per gara sette per avere la meglio sui Celtics.
Miami ha avuto ovviamente dei grossi meriti per aver ribaltato il pronostico iniziale.
Punto primo i "Big three" sono tornati ai livelli che gli spettano, LeBron sta giocando a mio parere il miglior basket della sua carriera, coinvolgendo i compagni per 48 minuti ma prendendosi responsabilità offensive nei momenti chiave e quando l'attacco degli Heat batte in testa. In difesa sta entrando sottopelle a Durant che è costretto a ricezioni a 9/10 metri dal canestro che se non altro ti mandano fuori ritmo anche se vesti la canotta numero 35 dei Thunder. MVP!.
Wade ha messo da parte le sue crisi esistenziali e riesce a passare sopra qualche non trascurabile acciacco giocando di nuovo ai suoi livelli abituali anche se in difesa fa fatica ad arginare il talento atletico di Westbrook.
Quanto a Bosh finalmente sembra aver trovato il ruolo in cui riesce a dare maggior apporto alla squadra. Aggressivo difensivamente e a rimbalzo (11 carambole per lui in gara 3 di cui 4 in attacco che pesano come macigni), in attacco finora ha messo in difficoltà la difesa di Okc con la sua capacità di "rollare" dopo il blocco. Aspettiamo ancora il suo tiro dalla media che sarebbe utilissimo a svuotare l'area per le incursioni di James e Wade.
Secondo punto. L'impressione che ho avuto è che da gara 1 delle finali gli Heat stiano giocando come mai in questi due anni post "the Decision". Tutti i giocatori in campo sono finalmente coinvolti e vediamo finalmente esecuzioni anche alla fine dei quarti quando solitamente Wade e LeBron tendevano a congelare la palla e di conseguenza anche i tre compagni nell'occasione spettatori non paganti. Questo dà alla truppa di Spoelstra la possibilità di avere tiri con più alta percentuale oltre a creare ritmo che poi si trasmette nella metà campo difensiva.
Quanto ai Thunder la sensazione è che se cominciano a giocare come gli dei del basket comandano non ci sia storia a dispetto del tabellone che dice 2 a 1 Miami. Il problema è che non l'hanno mai fatto e credo sia dura cambiare questa tendenza. Westbrook e Durant mi sembrano sempre di più due giocatori che se non te la vincono ti seppelliscono in una palude da cui è impossibile uscire. Se li hai devi farli giocare anche in una serata in cui combinati scrivono 19/37 al tiro, che non sarebbe forse neanche male, ma con 7 perse che grondano sangue e un plus minus impietoso (+3 Westbrook, -3 KD). A parte il terzo quarto in cui "Durantula" sembrava avesse preso i suoi per mano per portarli alla terra promessa, per il resto della partita mi sono sembrati più una palla al piede per Scott Brooks, considerando anche che per 48 minuti la pratica "Lebron" difensivamente era esclusiva di Sefolosha e Harden, per risparmiare il 35 e tenerlo lontano dai falli (cosa che non è comunque servita).
Quanto agli altri salverei solo Fisher che continua a portare a scuola Mario Chalmers e Nick "Collision", maestro supremo dell'arte difensiva. Harden oltre a fare molta fatica ovviamente in difesa su James che lo portava (finalmente!!) in avvicinamento sfruttando i chili di vantaggio, ha probabilmente sofferto il fatto di essere per lunghi tratti la sola bocca da fuoco in maglia blu avendo di conseguenza tutte le attenzioni della difesa Heat su di lui (grande Bosh sugli "show" e sui cambi nei pick&roll). Altra cosa che sta mettendo in difficoltà coach Brooks è che si vede costretto a giocare con 4 piccoli e un centro senza aver ancora deciso chi dei tre fra Ibaka, Perkins e Collison sia il più affidabile. La coperta è corta in tutti e tre i casi, con Collison miglior difensore ma che poi in attacco permette a Miami di giocare praticamente con un "libero", e con Ibaka e Perkins più efficenti in attacco (più il primo che il secondo..) ma che poi vedono la qualità degli aiuti sulle penetrazioni avversarie scemare inevitabilmente. Grande mossa quindi di Spoelstra che finora resta con Battier da 4 mandando LeBron in difesa su Perkins e costringe il collega a togliere appunto il secondo lungo che non può difendere su un Battier per altro in stato di grazia (11/15 da tre entrando in gara 4!).
Mentre gran parte dei media statunitensi sta prontamente festeggiando il successo ormai scontato (???) di LeBron e soci, la mia sensazione è che questa serie sia ben lontana dall'essere finita. Tutto passa dalla capacità dei Thunder di giocare in controllo e di cominciare a passare il pallone, cosa ce Scott Brooks sta predicando dal primo quarto di gara1. Vedremo se la gioventù del Barba e dei suoi sarà una scusante per il fallimento o il fattore che schiaccerà Miami. Io la butto là, chi vince gara 4 porta a casa la serie. Alla prossima!
Granzo De Cheba
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