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02/02/2010 I miei primi 50 anni: Franco Cumbat (Azzurra) si racconta |
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Già ormai indicato come il "Cumbat Day", il nucleo dell'Azzurra Team Trieste è pronta a festeggiare il cinquantesimo compleanno del suo Direttore Sportivo, Franco Cumbat, la mente "perversa" che ha creato questo sodalizio in continua espansione, una "goccia" formata da un manipolo di ragazzini, divenuta "marea azzurra" nel giro di una quindicina d'anni.
Giuseppe Garibaldi divenne famoso per la "Spedizione dei Mille" e la unificazione dell'Italia, Franco Cumbat in Azzurra Team cominciò a suo tempo con meno di mille ragazzini... e non da Quarto ma dalla Repubblica dei Ragazzi... tempi da pionierismo cestistico? Mah , i tempi del pionierismo cestistico iniziano da quando ho iniziato il primo giorno a fare l'Istruttore Minibasket, ovvero l'autunno del 1979 quando venni chiamato dal allora Presidente del Consiglio di Circolo della scuola Foschiatti , Mario Bonazza, a fare un po' di minibasket nella scuola elementare Foschiatti. Mi ricordo che , allora diciannovenne, ricevetti le prime iscrizioni nel atrio della scuola, andai in palestra con ancora i mitici canestri Coca-Cola storti e malandati ma ancora egregiamente attivi , palloni più ovali che altro e iniziai con un entusiasmo a mille e fare lezione ricordandomi i primi insegnamenti che mi diede il mio primo maestro Piero Franceschini alla Ginnastica Triestina. Poi con gli anni la passione aumentava . Mi paragonavano a Dado Lombardi per gli urlacci, ancora adesso gli abitanti di via Paisiello si ricordano, che andavo in palestra per gestire da solo ogni giorno dalle 14.30 fino alle 20.00 oltre cento bambini che in pochi anni frequentavano la palestra Foschiatti. Pertanto tutto nacque da li assieme ai miei fidi compagni di inizio avventura , ovvero Franco Dudine e Gianfranco Scopaz. Poi , nel '93 venne la chiamata del Don Bosco che mi prestò in Azzurra, allora suo Centro Satellite, dove misi le radici senza dimenticare la mia storia ovvero la palestra Foschiatti dove ora dirigo il CMB Arcobaleno. Da sempre la sua "vocazione" è rivolta al settore minibasket, come fondamenta di una "casa" ben costruita; percorso inversi di molti giovani allenatori che prediligono allenare il "prodotto finito", quali i motivi di tale scelta? Ho iniziato da li e subito mi son reso conto del importanza , soprattutto vedendo che i frutti del mio lavoro facevano la differenza nelle Società dove poi andavano a giocare, negli anni '90 alla Servolana , poi alla Pall.Trieste Stefanel, poi al Don Bosco. Pertanto mi resi conto che avere un CMB che producesse continuamente gruppi e squadre ben allenati e pronti a lavorare in un Settore Giovanile fosse fondamentale. Ho provato ad allenare un gruppo Under 14 ma non era nelle mie caratteristiche. Ci ho sempre saputo fare con i bambini dai 4 ai 12 anni. Ancora adesso vedo che per loro sono importante. E' importante capire i propri limiti, per me è stato una fortuna capirli presto e bene. Azzurra Team è sinonimo di organizzazione, ma anche di crescita degli istruttori-allenatori in casa propria; scelta dettata da una esigenza per un modus operandi allineato o normale visione a 360 gradi di quello che può essere una scuola di pallacanestro? La mia scuola di Istruttori prima e Allenatori poi nacque su consigli precisi di Lele Bassi, mio fido braccio destro a partire dagli anni '90 . Lui, pur giovanissimo , aveva e ha sempre un grande occhio nella scelta delle persone sia dal punto di vista tecnico che umano e ogni suo consiglio si rilevò azzeccato. Così fu poi anche per i Dirigenti come Antonini e Suber , i primi genitori di nostri iscritti che poi si trasformarono in veri e propri perni del nostro Staff Dirigenziale. Come l'ultimo acquisto Sandro Schiano , già valente arbitro ed ora Team manager della nostra squadra Under 14 Ora anche nel ramo Assistenti Istruttori ne abbiamo tanti, ultimi due nostri ex-giocatori come Gabriele Bradaschia e Gianluca Ferrara che sono spesso in palestra ad apprendere i primi rudimenti tecnici, la stessa strada fatta da tecnici affermati come Ponga, Scala, Bartoli o meno esperti ma già in grado di gestire gruppi come Paccione e Transi.. Insomma una vera scuola di basket a 360°. Ed è' una soddisfazione enorme . Non capisco però perché altri non lo fanno. E qui entra in ballo il mio pensiero sulla triestinità. C'è una percentuale, purtroppo bassa, di persone geniali, il resto vive con il motto del" viva la e po bon" e non va da nessuna parte. Solo così spiego il fatto che tante Società non producono staff tecnici e Dirigenziali. Penso non ne abbiano voglia o si impegnino poco. Quali possono essere i punti di riferimento a livello nazionale per una società come la vostra? Bisogna imparare da tutti. Personalmente l'apertura mentale mi fu data dalla partecipazione ai tornei nazionali ,in primis Fossombrone , dove vidi realtà come Mobilgirgi Caserta, Scavolini Pesaro, Cagiva Varese ed altre presentare squadre super organizzate da molti punti di vista, sia Dirigenziale che tecnico, sia come strutture organizzative ovvero pulmini , divise da gioco e dello Staff. Insomma capii dove volevo arrivare e , in una Trieste che sentivo sempre dire NO SE POL decisi di far vedere che SE POL. E vinsi. Ora lavoriamo in 9 palestre , abbiamo 600 iscritti, 2 pulmini , 2 vetture una sede con tutte le foto e gagliardetti che respirano della nostra storia in un palazzo affascinante come Palazzo Vivante, facciamo tornei nazionali e manifestazioni di minibasket con migliaia di partecipanti. Per come è strutturata l'Azzurra Team, coperta in tutte le categorie dal minibasket agli U19, compreso il femminile (fino alle U15), quali sono gli obiettivi pro futuro e, se c'è l'intento, quali i margini ulteriori di espansione? Prendo spunto dalla fine della precedente domanda per rispondere a questa. L'Opera Figli del Popolo , "madre" di Azzurra ha, da parecchi anni, un sogno nel cassetto. Un sogno che potrebbe farci fare un definitivo salto di qualità. La costruzione della nostra palestra sotto il cortile della Repubblica dei Ragazzi. Esiste già il disegno e una serie di permessi, se in futuro riusciremo ad avere il nostro "sogno" come lo chiamo io allora potremmo pensare di far di più . Ora va bene così, anzi l'Under 19 non lo faremo più ma lo farà il Venezia Giulia con il quale siamo legati da un accordo importante e per la quale quest'anno abbiamo fatto il sacrificio di fare l'Under 19, ma non è alla nostra portata gestionale. Non lo faremo più. Per le femmine ci penserà Futurosa , nata quest'anno dalle spoglie del AzzurraGirls , per volere della mia collega Stefania Sperzagni che assieme al Presidente Davide Fornasaro e a Paolo Ravalico ha messo su questo nuovo polo femminile cittadino , perfettamente autonomo ma inserito ,anima e cuore, nel contesto del Azzurra Basket Team . Diamo un messaggio di speranza a tutte quelle realtà che necessariamente hanno bisogno del aspetto finanziario per sopravvivere; l'Azzurra Team sembra un'isola felice da questo punto di vista, o sbaglio? Noi abbiamo un budget importante, fatto delle quote associative dei nostri iscritti. Inoltre ci sono tanti Amici che ci aiutano per vestire le nostre squadre e i nostri Istruttori. Possiamo vantarci di vestire Champion da oltre 10 anni ininterrottamente e da 4 anni avere New Balance come supporto tecnico per le calzature di tutto lo staff e delle nostre squadre. Perciò collaborazioni con marchi leader nel mondo. E tutto ciò grazie ai nostri amici . L''importante è avere una grande base di iscritti che ti permette di lavorare serenamente , senza fare però voli pindarici. I nostri Istruttori e Allenatori hanno sempre ricevuto il rimborso puntualmente . Mai , e ripeto mai, un giorno di ritardo . Per conferma basta chiederlo a chiunque di loro. Per me questa serietà e professionalità e anche alla base del rapporto di rispetto e amicizia che regna in tutto lo Staff . I prossimi 50 anni, immagino a servizio dell'Azzurra Team, così come sono stati i primi o anche Franco Cumbat si pone obiettivi nuovi per la seconda giovinezza? Sicuramente, anche se nella vita tutto può accadere. Difficilmente potrei lavorare in un''altra Società come posso lavorare in Azzurra. Qui il mio Presidente Claudio Colusso mi dà carta bianca su qualsiasi tipo di scelta anche perché sa che le scelte che faccio sono sempre in linea con l'Associazione e pertanto non si fa mai il passo più lungo della gamba. Poi Azzurra per me è una famiglia che ho creato io e che non lascerei per nessuno motivo. D'inverno si lavora in palestra a costruire squadre e talenti, d'estate si va al Camp a Sappada , vero nostro laboratorio di giocatori e tecnici,. E poi c'è il nostro soggiorno marino di Punta Sottile, dove d'estate si parla di basket dal mattino alla sera . Pertanto il massimo. Certo , sarei curioso di sapere se il mio modo di lavorare potrebbe andar bene in grandi Società come Milano , Bologna o Siena. Ma è una curiosità che mi tengo volentieri perché ritengo l'Azzurra la Siena del basket giovanile italiano come organizzazione tecnica , strutturale e societaria. Se facciamo una media dei voti che chiunque darebbe al mio Staff Tecnico sono sicuro che sarebbe superiore a moltissime realtà professionistiche italiane . Pertanto perchè cambiare? Qui a Trieste c'è il meglio . La città, il clima la mentalità della gente e la voglia di pallacanestro è immensa e paragonabile a poche città italiane , Forse Pesaro ci assomiglia. Io voglio che Trieste torni in seria A , a rifare grandi derby con Udine, Treviso e magari Gorizia e Pordenone . derby che giocai e vidi sin da piccolo . L'Azzurra si è presa il compito di costruire i nuovi talenti del basket triestino, sostituendo di fatto il vecchio Don Bosco che produsse gli ultimi campioni come Pecile e Attruia. Ora tocca a noi. E io con il mio staff farò in maniera che ciò succeda . Forza Trieste!!!! Raffaele Baldini © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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