Dolomiti Energia, battuta Cantù: 79 – 75 il finale

I bianconeri vanno sotto di 16, poi Lechthaler e Flaccadori girano la gara, poi decisa dai punti di Pascolo (16), Wright (13) e Berggren (10).

Dieci minuti di grande confusione in attacco, con tante palle perse, 8, e un terribile bilanciamento offensivo, capaci di trasformare in un team di contropiedisti anche la Cantù dei Fesenko, degli Ignerski e di Heslip. Poi una partita di grande consistenza, con Lechthaler e Flaccadori a cambiare l’inerzia del match, Pascolo a reggere il peso dell’attacco puntellato dalle stoccate di Wright e Berggren, e la coppia Sutton-Lockett quello della difesa. Ma alla fine, una Dolomiti Energia dai due volti porta a casa un successo importante, forse fondamentale, in chiave play-off, superando per 79-75 un’Acqua Vitasnella chiaramente penalizzata, alla resa dei conti, dalla mancanza di fiducia e di punti di riferimento conseguenti alle tante sconfitte subite negli ultimi dieci turni (8) e agli anche più numerosi cambi di roster fatti a stagione in corso.

La cronaca: caricata da un PalaTrento affollato da 3.468 spettatori caldi quanto mercoledì in Eurocup, la Dolomiti Energia aggredisce la gara con schiacciata di Wright e tripla di Sutton (5-2). L’Acqua Vitasnella non si scompone, eseguendo con pazienza il proprio piano partita, improntato sulla ricerca di Fesenko vicino a canestro: 6 punti e 3 falli subiti del centro ucraino portano avanti i brianzoli (8-10) e Trento, forse un po’ ansiosa nel cercare una contromisura al dominio del pivot rivale, si disunisce pure in attacco, perdendo tanti palloni (8 nel quarto) e lanciando i canestri facili in contropiede dell’Acqua Vitasnella Cantù, che con 8 di Heslip (due triple aperte e un lay up) va al primo break sul 10-23.

Il secondo periodo, se possibile, si apre in modo ancora peggiore, con un siluro di Ignerski dai 6,75 (10-26). Trento però, trascinata da un Lechthaler efficacissimo sia a rimbalzo che sugli scarichi, non demorde e riesce a superare il momento no, affidandosi alla zona per riempire meglio l’area e alle giocate di Flaccadori (5) in attacco per lanciare l’inseguimento (19-29). Dopo essere stato utile solo a rimbalzo (7 palloni catturati in 9′ giocati), Pascolo inizia a macinare anche in attacco (4): all’intervallo lungo è 29-34, e tra i tifosi trentini non sono in pochi a pensare che dopo due quarti del genere essere sotto solo di cinque sia un affarone.

Di rientro dagli spogliatoi Sutton suona la carica con due giocate di energia dal post basso (39-40), ma Ukic con una bomba dal palleggio di classe purissima riapre il gap tra le due squadre (39-45 al 25′). Il livello fisico del match arriva a toccare picchi inarrivabili, ma quando ti aspetti che a emergere dalla mischia sia la stazza di un Fesenko, ecco invece che tra una botta e l’altra a ergersi a dominatore è il solito Pascolo. Il lungo azzurro, che raramente litiga con il canestro per più di due quarti consecutivi, piazza un terzo periodo da 9 punti personali (13) trascinando i padroni di casa al sorpasso, anche se a scatenare il delirio al PalaTrento e la incredibile soluzione da fondocampo di Flaccadori, che chiude il terzo periodo (53-48) con un buzzer beater destinato a diventare una vetrina di questa stagione bianconera.

Nell’ultimo periodo Buscaglia trova dall’ex Berggren (10 punti e 5 rimbalzi) la sostanza di cui ha bisogno per tenere botta, e da Wright (13 e 8 rimbalzi alla fine dopo un inizio di gara troppo pasticcione) la fantasia e la qualità per scappare via sul 66-56 del 35′. Gli esterni di Cantù, asfissiati dalla superba prestazione difensiva di Trent Lockett, sembrano non averne più, ma un po’ di distrazioni dei bianconeri, punite da Ukic, Heslip e Johnson tengono in ansia il PalaTrento. A 9 secondi dalla fine, pur senza time-out, l’Acqua Vitasnella arriva addirittura a tirare per la vittoria dopo recupero difensivo sulla rimessa, ma l’affrettata soluzione di Lorbek spegne le residue speranze dei ragazzi di Bazarevich, con Trento a consolidare il successo con i liberi della staffa firmati da Toto Forray.

TRENTO – CANTU’   79 – 75

DOLOMITI ENERGIA TRENTINO: Poeta 8 (2/5), Pascolo 16 (3/5, 2/3), Forray 4 (1/5, 0/4), Lofberg ne, Flaccadori 10 (1/5, 1/2), Sutton 10 (3/6, 1/1) Lockett 6 (2/8), Lechthaler 2 (1/1),Wright 13 (6/8, 0/2), Berggren 10 (5/10). All. Buscaglia
ACQUA VITASNELLA CANTU’: Ukic 12 (3/6), Heslip 11 (1/3, 3/5), Lorbek 9 (1/2, 2/5), Zugno ne, Nwohuocha ne, Cesana ne, Ignerski 12 (0/2, 1/3), Johnson 10 (3/7, 0/1), Tessitori 2 (1/1), Fesenko 15 (4/6), Hodge 7 (1/5, 1/4). All. Bazarevich

ARBITRI: Alessandro Martolini (Roma), Luca Weidmann (Roma), Michele Rossi (Anghiari)
NOTE: Tiri liberi: Trentino 19/29, Cantù 15/22. Tiri da due: Trentino 24/53, Cantù 15/37. Tiri da tre: Trentino 4/12, Cantù 10/27. Rimbalzi: Trentino 44 (Pascolo 11), Cantù 41 (Fesenko 10). Assist: Trentino 12 (Poeta 6), Cantù 13 (Ukic, Heslip, Hodge 3).

Maurizio BUSCAGLIA (Coach DOLOMITI ENERGIA TRENTINO): “Non era una partita facile dal punto di vista mentale e tecnico, in una settimana non facile. Sono stati giorni di recupero e di analisi, i giocatori sono stati fantastici a rimanere concentrati e a vincere una partita complicata contro una squadra di grande talento. Abbiamo avuto il merito di rimanere calmi quando eravamo sotto di 16, rimanendo allineati al nostro piano partita, continuando a cercare Sutton, Lockett e Pascolo in post-basso, nonostante il momento di difficoltà. La qualità del nostro gioco è via via aumentata e il buon atteggiamento a zona ci ha permesso di recuperare più rimbalzi (44 contro i 41 di Cantù). Abbiamo penetrato di più, cercando di tirare dentro anziché dietro l’arco del tiro da tre e ciò ci ha permesso di portare ben 5 giocatori in doppia cifra. I lunghi hanno fatto un ottimo lavoro, da Pascolo a Wright, da Lechthaler a Berggren, tutti hanno dato uno splendido contributo. L’impatto alla gara di Berggren non è stato eccellente, poi è stato fondamentale per la nostra rimonta; Lechthaler l’aveva bilanciato alla grande, mentre Wright ha recuperato dei rimbalzi cruciali nel finale. L’uso del post-basso, la difesa a zona e le penetrazioni dalla riga di fondo rappresentano sicuramente la chiave della nostra vittoria. Finale sofferto? Alla fine abbiamo rischiato di compromettere la gara, ma l’unico vero errore è stato quello di aver subito il tiro da tre di Ukic in contropiede: non siamo stati abbastanza organizzati nel rientrare dopo la schiacciata di Berggren che sembrava aver chiuso la partita. Ma ritengo che questo piccolo black-out sia stato un bilanciamento dello sforzo psico-fisico fatto quando eravamo sotto di 16 punti. Infine, sono soddisfatto dell’alternanza dei giocatori nell’essere protagonisti: sono stati bravi a leggere la gara e a giocare di squadra dall’inizio alla fine “.

Sergej BAZAREVIC (Coach ACQUA VITASNELLA CANTÙ): “Mi ritrovo a ripetere le stesse cose dopo ogni partita. La nostra gara è iniziata bene, nei primi dieci minuti non abbiamo permesso alla Dolomiti Energia Trentino di dominare sotto le plance. Tuttavia, nella metà centrale della gara, parlo quindi del secondo e del terzo quarto, non siamo stati all’altezza della situazione in attacco, sbagliando troppe decisioni e tiri. Probabilmente non meritavamo di essere così vicini alla Dolomiti Energia nel punteggio, ma abbiamo lo stesso combattuto, rischiando addirittura di vincerla alla fine. Secondo la mia analisi, la Dolomiti Energia Trentino ha meritato di vincere, certo, nel punteggio finale hanno pesato i tiri liberi sbagliati e le nostre decisioni sbagliate, e ciò è frustrante. La gara di oggi spiega bene qual è la differenza tra Dolomiti Energia Trentino e Acqua Vitasnella Cantù: loro sanno giocare bene di squadra, restano compatti anche nei momenti difficili, sanno giocare insieme. La nostra mentalità non è questa, abbiamo cambiato molti giocatori e dobbiamo ancora trovare una vera alchimia di squadra”.