“Pippi” Marras, quando l’età non è un problema

L'esterno di Perteole, a trentotto anni, fa ancora la differenza in Serie D: la sua prestazione da venti punti segnati ha trascinato il team friulano in quel di Portogruaro.

Canonico appuntamento con il quintetto ideale della settimana per voi utenti di MegaBasket: il martedì è un giorno da non perdere, visto che andiamo alla ricerca di coloro che hanno fatto la differenza durante l’ultimo weekend cestistico regionale. Non perdiamo tempo e tuffiamoci subito nei dettagli!

PLAYMAKER: il miglior regista di quest’ultimo turno è Alessandro Scocchi (Bor Radenska Trieste), giocatore che non è un play puro ma che interpreta il ruolo a modo suo, e lo fa molto bene. La sua squadra ha ottenuto la salvezza matematica con due giornate d’anticipo, vincendo contro gli eterni rivali della Collinare Fagagna con il punteggio di 84-78: “Ale” è stato il grande protagonista dell’incontro, con un match da 27 punti segnati e percentuali che recitano 6/10 da due, 4/8 nelle bombe e 3/4 ai tiri liberi. Un vero e proprio match winner, che a 24 anni ha raggiunto una sicurezza ed una fiducia in sé stesso davvero notevoli: è stato investito di un ruolo di responsabilità da parte di coach Dean Oberdan e non sta deludendo le attese. Magari non sarà un fenomeno di atletismo, ma ha un tiro velenosissimo e soprattutto sa giocare oltre i propri limiti: si può dire che sia certamente lui l’MVP stagionale per la formazione triestina, che ha trovato in questo classe ’92 ex Azzurra e Venezia Giulia Basket un vero e proprio punto di riferimento.

GUARDIA: la menzione come miglior guardia della settimana va certamente a Danny Masserut, esterno del 1996 in forza alla Polisportiva Roraigrande. La sua squadra è oramai retrocessa in Promozione, ma lui non ha fatto una piega contro la Dinamo Gorizia, nella vittoria 95-89 dei suoi colori: una prestazione da urlo, per un giocatore che ha già un paio di stagioni alle spalle, in prima squadra. Masserut, contro gli isontini, ha sfoderato una prova da 29 punti con percentuali da paura: 6/7 da due punti, 4/4 nelle triple, 5/7 ai liberi. Non c’è da aggiungere altro, se non che il buon Danny difficilmente giocherà in Promozione nella prossima stagione: la Destra Tagliamento continua a sfornare buoni giocatori per le “minors” e Masserut è certamente uno di questi.

ALA PICCOLA: lo inseriamo come ala piccola anche se lui è un vero e proprio tuttofare che ha nello spot di “2” il suo ruolo naturale. Passano gli anni ma lui, come il vino buono, migliora invecchiando: Pierpaolo Marras, esterno nato nel 1978 in forza al Basket Perteole, è ancora un giocatore che fa la differenza in Serie D. Meglio noto come “Pippi” nel panorama della pallacanestro locale, è uno di quegli elementi che vorresti avere sempre come compagno di squadra, mentre averlo di fronte è un vero e proprio mal di testa per un difensore: penetratore, contropiedista e capace di colpire in avvicinamento a canestro, con il tempo ha affinato anche il tiro da fuori e può perfino dare una mano in cabina di regia. Ma c’è qualcosa che non sa fare sul parquet? Si, risparmiarsi. Coach Andrea Beretta ha a disposizione un elemento che “dove lo metti, sta”: in Serie D può virtualmente giocare in quattro posizioni diverse e si è rivelato jolly utilissimo nella trasferta di Portogruaro, dove i friulani si sono presentati senza il poker Canciani – Rossmann – Marcuzzi – Mazzitelli. Praticamente mezza squadra, ma “Pippi” non ha fatto una piega ed ha messo a segno un ventello tondo tondo, utile per la vittoria 72-81 sul parquet veneto.

ALA FORTE: nel Pienne Pordenone che supera la Geatti Udine in uno scontro diretto utile in ottica playout, si mette in mostra il “4” croato Dominik Kos. Mezzo lungo di 197 centimetri del 1987, Kos ha oramai un’esperienza di molti anni nelle minors regionali ma anche in giro per l’Italia: mano educatissima per essere un’ala forte, nelle giovanili era stato impostato come guardia ma poi si è tramutato in un giocatore capace di colpire anche vicino a canestro, pure se predilige il tiro frontale e le conclusioni in giro e tiro rispetto al gioco spalle all’anello. Contro la Geatti Udine ha risposto “presente” a coach Bosini ed ha griffato la partita con 28 punti (5/7 da due, 5/8 da tre, 3/4 in lunetta): a volte esagera nelle iniziative personali e magari potrebbe dare qualcosina in più in difesa, ma in generale Kos è un vero e proprio califfo per la categoria, con un potenziale davvero devastante. I naoniani puntano parecchio su di lui per ottenere la salvezza in Serie C Silver.

PIVOT: citazione doverosa per Diego Godina, simbolo della OFM Lussetti Servolana. Pivot di 200 centimetri, a trentadue anni è oramai una pietra miliare della società triestina, dopo anni di categorie nazionali: il lungo di Bartoli ha interpretato al meglio la “sfida del non ritorno” con la Pallacanestro Grado, nella quale si trovava di fronte i 208 centimetri di Flaviano Dreas, decisamente un avversario non facile da affrontare. In una stagione piena di infortuni, assenze e allenamenti con pochi effettivi a disposizione, una delle poche costanti è stata proprio la presenza di Godina, che anche nel match con i “mamuli” ha assicurato un ottimo rendimento, confezionando una doppia-doppia. Nel momento del bisogno non ha tradito, mettendo a referto 18 punti e 13 rimbalzi: la squadra di Bartoli punta molto su di lui per la salvezza e sarà un punto di riferimento importante dentro al pitturato in vista delle prossime sfide.

SESTO UOMO: lo inseriamo come sesto uomo, ma andrebbe messo nel quintetto come “5”. Joel Zacchetti, lungo di 209 centimetri della GSA Apu Udine, ha grandissima classe e talento concentrati in un fisico di primo livello. A 17 anni era una promessa addirittura in odore di oltreoceano, poi si è affermato nel massimo campionato italiano, pur limitato spesso da molteplici infortuni: rientrato “alla base” in casa Udine, è uno dei giocatori sui quali fa perno tutta la campagna mediatica della squadra del presidente Pedone, che ha voluto fortemente riportare in Friuli un simbolo dell’era Snaidero. Contro la Vivigas Alto Sebino, Zacchetti ha mostrato che la sua mano è ancora più che rotonda: servito con costanza nei pressi del ferro, il siciliano ha confezionato una prestazione da 18 punti con 9/13 al tiro, facendo vedere a tutti che non si è dimenticato di come si gioca. Assieme a Di Giuliomaria e Vanuzzo forma un trio di lunghi da categoria superiore, pure se età ed acciacchi ogni tanto impediscono a coach Lardo di sfruttare appieno questo reparto: sarà fondamentale averlo in salute anche nelle partite che contano, perchè Zacchetti con la Serie B non c’entra davvero nulla.

COACH: Un plauso va fatto ad Andrea Mura, coach dello Jadran Trieste, che nell’ultimo turno di campionato ha fatto registrare un +20 contro il Gruppo SME Caorle. Per onestà intellettuale, bisogna dire che i veneti non avevano a disposizione Zatta e Bjegovic, due pedine fondamentali del quintetto, ma dall’altra parte i carsolini non potevano contare sul lungodegente Daniel Batich e hanno un Sasa Malalan appena rientrato dopo una lunga assenza. Il 75-55 finale, dunque, è un risultato meritorio e che va sottolineato, perchè il gruppo è stato plasmato al meglio, non fermandosi di fronte alle scuse di infortuni vari e riuscendo spesso a fare quadrato ed a trovare protagonisti inattesi. Questa volta è toccato a Stanko Rajcic, lungo sloveno che di solito rinuncia a diversi tiri a favore degli esterni: la sua “doppia-doppia” da 14 punti e 14 rimbalzi è stata importantissima, senza poi considerare che di fronte si trovava i 216 centimetri di Blaz Cresnar in un “derby sloveno” che ha fatto scintille.