martedì 12 dicembre 2017

Renato Villalta: “Non so ancora perchè mi hanno licenziato”

Renato Villalta

Fonte: bolognabasket.it

L’ex presidente della Virtus Renato Villalta è stato ospite della trasmissione “Il pallone nel 7”.
Ecco una sintesi delle sue dichiarazioni:

Mi sarebbe piaciuto che un benefattore come Saputo ci fosse stato anche nel basket e in particolare nella Virtus. Da cittadino bolognese Saputo è un bene per tutta la città.

Perchè Arrigoni non è rimasto alla Virtus? Abbiamo parlato spesso. Lui non dava più la sua disponibilità al 100% come la dava gli anni passati, e allora abbiamo trovato una soluzione, fare senza di lui.
Quando lo prendemmo, prima di parlare con lui io chiamai la Cremascoli chiedendo se potevamo contattarlo. A quei tempi è stata un’operazione positiva, lui ha grandi capacità e ha preso degli stranieri molto importanti, ma il secondo anno… lui viveva tra Bologna e Milano, e siamo arrivati a un divorzio consensuale. Nel discorso tecnico c’erano aspetti che avevamo pensato di fare in maniera diversa, e di far crescere qualcuno all’interno della società.

Io sono stato mandato via il 26 di settembre, il campionato doveva ancora iniziare.

Valli? L’anno prima aveva fatto un ottimo campionato, e per me aveva tutte le caratteristiche anche per fare bene quest’anno. E per me la squadra non era così trista, dal 5° al 15° posto le differenze erano minime. Poi non si possono indovinare tutti i pezzi. Poi io il 26 settembre ho tolto il disturbo, e da allora ho fatto il tifoso.

Sono molto arrabbiato per la retrocessione. Io ho giocato 13 anni nella Virtus, è stata la mia vita sportiva, non posso non essere tifoso. Sono andato a vedere molte partite e le altre le seguivo in televisione. Gli uomini cambiano ma la storia rimane, io mi sento tifoso Virtus nel profondo del cuore. Dispiacere e molto dolore e arrabbiatura.

Tra Fortitudo e Treviso? Dei miei 60 anni ho vissuto un terzo a Treviso e un terzo a Bologna, a Treviso ho i miei genitori… io tifavo per Treviso. Sono dispiaciuto, il presidente è un mio caro amico, giocavamo insieme, e hanno fatto un progetto fantastico coi giovani, molto interessante, e hanno un pubblico incredibile. Se quest’anno non sono riusciti a tornare in serie A conto che ci riescano nei prossimi anni.

Bologna è ancora Basket City? Sì, anche perchè non ce ne sono altre in giro per l’Italia. Sono cambiati i tempi e le situazioni, non ci sono più squadre al vertice e imprenditori che investono molto. C’è quello che c’è, ma c’è un grande tifo e una grande passione.

Non sono qui per fare polemiche, non è il mio stile e non serve a niente, bisogna pensare al presente. Spezzo una lancia per i soci della Fondazione, che hanno messo dei soldi e vanno ringraziati nella maniera più assoluta. Posso parlare delle modalità, quello sì. Mi hanno telefonato mentre ero in trasferta a seguire un’amichevole, prima mi ha chiamato un dirigente che preferisco non nominare, e poi Basciano, per comunicarmi il mio licenziamento. Sono rimasto molto sorpreso e non ho ancora idea delle motivazioni.

Perchè la Virtus è retrocessa? Dico tre motivi. Perchè abbiamo perso più partite degli altri. Le differenze erano minime quest’anno, e da tifoso dico che hanno pesato la sconfitta in casa con Caserta, avanti di 4 a 18” dalla fine. Questo è stato il là che ha dato il segnale rosso.
Poi – da esterno – credo che abbia pesato la gestione di Allan Ray. Era rotto, non rotto, lo operiamo o non lo operiamo. Se veniva operato prima si sarebbero fatte altre scelte.
E la terza è stata la batosta di Capo D’Orlando, quando si è scaricata la colpa sulla squadra. Nello sport o si affonda tutti o nessuno. E se la squadra avesse giocato sempre come le ultime partite poteva salvarsi.

Si è dato troppo potere all’allenatore? Falso, le deleghe le avevamo io e Crovetti. Abbiamo ritenuto di dare a Valli la responsabilità di costruire la squadra, col consenso di tutti. Sono tutti bravi a parlare col senno di poi, io l’unico dubbio che ho visto e che avrei preso un playmaker più playmaker.

Come ho vissuto le dimissioni di Crovetti e il licenziamento, mi sono sentito tradito? Ho rimosso la cosa. Con tutto il rispetto per questa persona, non posso essere messo alla pari di questa persona qui, lui è un operativo, io avevo altri ruoli. Poi nella vita le persone non si conoscono mai fino in fondo, no? Prendo atto di quello che è successo, se lui ha dato dimissioni irrevocabili e poi le ha ritirate ci sarà un motivo.

Quando mi è stato chiesto di fare il presidente io ho chiesto solo l’unanimità dei soci e le deleghe. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, assieme al CDA. Abbiamo risollevato la squadra che era in una situazione precaria, e abbiamo puntato molto sul rispetto delle regole. Io ho votato contro Minucci e si è aperto il cielo.
Siamo migliorati, siamo arrivati ai playoff partendo da -2. Quest’anno per me c’erano tutte le condizioni per migliorare, era anche stato aumentato il budget. Ma nello sport ci vuole anche fortuna.

Chi ha voluto la mia testa? Non lo so. E’ un discorso che fa parte della vita lavorativo, è legittimo. Non ho mai fatto e non farò mai polemica. Ho provato a pensare chi potrebbe essere stato, ma non ci sono riuscito. E ho rimosso questa situazione, anche perchè non so ancora il motivo.

Adesso bisogna pensare solo al presente e al futuro. Le dinamiche della gestione di una società sportiva sono molto diverse da quelle di un’azienda, ci sono equilibri completamente diversi. Solo che ci sono persone, anche grandi imprenditori, che approcciano la questione con arroganza e non capiscono questo aspetto.

La formula di A2? Follia pura, l’errore è stato fare un campionato a 32 squadre, ne servivano 20 con 2 retrocessioni, anche se per la Virtus era meglio che quest’anno non ce ne fossero. E non mi piace nemmeno la formula 2-2-1, molto meglio quella classica 1-1-1-1-1.

La questione FIBA/ULEB? Io fossi stato nelle squadre di serie A avrei seguito Bertomeu,  anche a costo di uscire dalla Federazione. E poi Petrucci avrebbe dovuto spiegare alle squadre che giocano questa sera che senza promozioni la partita diventava un’amichevole.

Tacopina può portare un altro Saputo nel basket? Non lo conosco, l’ho incontrato una volta sola, ma credo che le possibilità siano molto basse.

Valli in TV ha avuto belle parole per me? L’ho ringraziato, le sue dichiarazioni mi hanno fatto molto piacere, gli ho anche detto che speravo che le sue parole non gli costassero il posto e lui ha detto “io dico sempre quello che penso”. Alla Virtus è mancato il trait d’union tra la squadra e la società. E questo ruolo lo poteva fare un uomo di campo, uno che ha giocato. Da giocatore io vedevo se l’avvocato Porelli era contento o no, ne sentivo il bisogno.

Ho chiuso definitivamente dei rapporti? Crovetti non l’ho mai più sentito, l’avevo cercato per chiedergli una giustificazione, e non me l’ha data. Con gli altri ho un rapporto assolutamente cordiale, ho rispettato la loro decisione. Mi sarebbe piaciuta solo un po’ più di classe nei miei confronti. Io so solo che mi hanno comunicato che era finita, e mi sono comportato di conseguenza.

Quando è stato preso Crovetti aveva il suo curriculum, non voglio rinnegare quello che è stato. Poi le persone si conoscono quando ci si lavora insieme.
Valli e il suo staff dovevano fare la squadra, Crovetti doveva fare l’aspetto contrattuale sotto la mia supervisione. Poi avevamo un budget da rispettare.

Al mio insediamento avevo promesso di arrivare in tre anni ai vertici? Dico solo che tra parlare di soldi e metterli c’è una bella differenza.
Mi auguro che ora i soci dicano esattamente com’è la situazione per il prossimo futuro e che ci siano le coperture per riportare la Virtus in serie A il prima possibile. Questo è l’augurio che faccio. Anche la Juve una decina d’anni fa era in serie B, ed è riuscita a tornare in serie A e vincere tanto.

Un mio futuro dentro al basket? Non credo.

Bucci è il presidente ideale? Alberto è un caro amico, ha fatto bene ad accettare la proposta. Ama la Virtus in maniera molto importante, io e lui siamo legati dalla Stella, gli auguro il meglio in tutti i sensi, non solo in quello sportivo. 

Condividi