Lo zampino di Silver, e Irving porta la serie a gara 6

Fonte: Basketnet.it a cura di Rajone

Gara 5: tante, tantissime le polemiche che sono seguite alla sospensione di Draymond Green, reo di aver rifilato un pugno nell’inguine a Lebron in gara 4. Non siamo i soli a pensare che ci possa essere lo zampino di chi – in alto – ha preferito spingere affinché la serie si allunghi il più possibile. Anyway, stiamo a vedere come Golden State affronterà una delle partite più stimolanti e difficili della loro recente storia.

Quintetto Golden State: Curry, Thompson, Barnes, Iguodala, Bogut

Quintetto Cleveland: Irving, Smith, James, Love, Thompson

Primo quarto

Bell’inizio! Iguodala soffia il primo pallone offensivo dei Cavs, qualche tripla per scaldare da entrambe le parti e tante bordate di fischi per LeBron. L’attenta difesa dei padroni di casa (capitanata dai tentacoli a mò di piovra di Iguodala) scava il primo mini solco sul 9-3, ma sebbene Cleveland perda molti palloni e non esprima un gioco spumeggiante, resta a contatto dei campioni del mondo uscenti. Molti cambi sia per Lue che per Kerr, a dimostrazione della necessità di adattare rapidamente i quintetti all’andamento della gara (nello specifico ai problemi di falli di Bogut e Dellavedova, ad esempio). Il primo, combattuto, quarto si chiude sul 32-29 per i Dubs.

Secondo quarto

Richard Jefferson firma il 7-0 col quale Cleveland torna sul parquet dopo il primo riposo fra i quarti: Irving, in serata di grazia, segna qualsiasi canestro che potrebbe definirsi “impossibile”, ma Klay Thompson risponde mandando a bersaglio dei dardi da distanze oceaniche. Siamo 44-44 a metà quarto e la sfida è appassionante. Nonostante Golden State, supportata da un incredibile pubblico, sembri una bomba pronta ad esplodere, Cleveland si dimostra sufficientemente precisa e cinica, grazie ai canestri di James e Irving, che in due combinano ben 36 punti. Gli schemi sono già saltati e il pallino del gioco è esclusivamente in mano delle superstar, che davvero terrebbero incollati al televisore anche i neofiti più scettici di questo splendido sport. Perfetto equilibrio al riposo: 61-61.

Terzo quarto

Irving e Curry giocano al gatto e al topo, ma nel frattempo Bogut si infortuna al ginocchio ricadendo male dopo una sontuosa stoppata: i Cavs ne approfittano e volano al +8, sfruttando la momentanea imprecisione dei padroni di casa. Una brutta palla persa di Curry preludia ad un nuovo vantaggio per gli avversari, che comandano 83-75 a 4.40 dalla sirena di fine frazione. Kerr impone l’Hack-a-Thompson, ma i Warriors sono l’antitesi della lucidità e della pazienza, rischiando il tracollo prima che il cronometro fermi tutto sul 93-84 Cavs (che tirano con un irreale 56% dal campo).

Quarto quarto

Irving gioca così bene che verrebbe da chiedersi dove si sia nascosto per tutti questo tempo: 31 punti finora, con 13/16 dal campo e 5 assist. Golden State è ancora incatenata ad un solido -7 di svantaggio, che LeBron e compagni difendono con le unghie e con i denti; incredibilmente, l’agonismo di Irving non si esaurisce ed il vantaggio sale a +13, quando mancano poco più di 4 minuti al termine di questa emozionante gara 5. Kerr alza bandiera bianca e toglie i titolari, quando capisce che non c’è più nulla da fare: Cleveland meritatamente vincente per 112-97.

Golden State ha ricevuto lo schiaffo decisivo nel terzo quarto: un pur minimo scarto nel punteggio ha minato la loro concentrazione e la loro fiducia in maniera irrecuperabile. Cleveland ha azzeccato la partita perfetta di Irving e – nel contempo – una grandiosa prestazione di LeBron: più di quaranta punti a testa e medie al tiro da capogiro.