
Fonte: Gazzetta dello Sport
David Moss è un vincente di natura, e gioco forza non può accettare l’idea di giocare solo per la salvezza con la maglia di Brescia.
«Il progetto che c’è dietro a Brescia, che non si ferma alla salvezza e basta. Ho parlato con la proprietà dopo la promozione ed ho chiesto chiaramente cosa volessero fare in futuro: al di là dell’entusiasmo, la famiglia Bonetti mi ha fatto capire che c’è volontà di crescita e sviluppo».
Continuità di progetto
«Corretto, ma io vorrei prima di tutto provare a dare il mio contributo in campo: credo di avere autonomia a sufficienza per giocare ancora cinque stagioni ad alto livello».
Quattro italiani su sei
«La Leonessa riparte dal gruppo della promozione, e mi sembra ben assortita. L’aspetto più importante sarà fare gruppo, essere un’entità unica: per tanti versi mi ricorda la stagione di Teramo (2008/09, con Andrea Capobianco head coach che aveva avuto Moss anche a Jesi la stagione precedente, ndr). Nessuno ci accreditava a un posto playoff, e arrivammo terzi».






























