Gianluca Berti (Pallacanestro Cantù): “E’ la squadra che volevamo”

Il direttore sportivo dei canturini parla chiaro: "Sono tutte prime scelte, non c'è stata alcuna soluzione di ripiego".

Fonte: La Provincia di Cantù, a cura di Fabio Lavagna

Soltanto dalla metà della prossima settimana la Pallacanestro Cantù potrà finalmente allenarsi – oltreché giocare, ovviamente… – al completo. All’appello quotidiano, sul registro di classe tenuto dal professor Rimas Kurtinaitis, devono infatti ancora rispondere presente l’ala piccola e l’ala grande titolari, vale a dire Tremmell Darden e Romeo Travis.

Ciò non toglie, tuttavia, che si possa procedere a un’analisi del mercato canturino approfondendo l’argomento con il direttore sportivo biancoblù Gianluca Berti. «Le linee guida sono state rispettate – spiega – e non abbiamo dovuto ricorrere ad alcun ripiego. Questa come premessa generale. Alla fine siamo arrivati dove volevamo su quelle che consideravamo come prime scelte. Sull’ultimo tassello mancante (l’ala piccola, ndr) c’èstata un po’più di difficoltà nel chiudere la situazione perché magali Darden può non sembrare esattamente rispettare l’identità che inizialmente si era definito. Ma si tratta soltanto di qualche sfumatura La verità, comunque, è che questa squadra al completo non l’abbiamo ancora vista e che pertanto ogni giudizio più approfondito merita di restare in sospeso».

Nella costruzione di questa squadra quanto c’è di Dmitiy Gerasimenko e quanto di Rimas Kurtinaitis? «Ci sono tante condivisioni, ma mi sembra inopportuno oltre che poco corretto entrare nel merito delle percentuali. L’ex presidente aveva scelto Lawal e Johnson, oltre che Laganà, prima ancora che ci fossel’allenatore, mentre quest’ultimo si è speso soprattutto per Darden Tutti gli altri giocatori sono stati sostanzialmente equamente condivisi». Un’analisi, magari anche un tantino superficiale, porta a dire che mancano un “3” dalla panchina e che quello titolare, per quanto di livello, nelle ultime stagioni non ha goduto di ampi minutaggi avendo giocato in prestigiosi club europei. Lei che dice? «Che abbiamo questa consapevolezza ma che non c’è preoccupazione quantomeno in questa fase perché  disponiamo di una panchina molto versatile, soprattutto difensivamente, per sanare eventuali carenze in questo ruolo quando Darden sarà chiamato a tirare il fiato. Lo stesso Travis, in situazioni di quintetto alto, non è da escludere a priori che possa scendere da “3” qualora fosse necessario. Intanto abbiamo grande fiducia sul fatto che Darden, professionista esemplare, ci possa dare tanto in termini di continuità e di minuti».

Chi sarà il capitano e chi il capobranco? «Penso che dopo il “Lombardia” ci sarà la possibilità di avere qualche indicazione più esaustiva in merito alla prima questione. Al momento il capo allenatore non ha preso alcuna decisione. Quanto a leadership, da traino dovrebbero fungere Dowdell e Darden, senza scordare la lunga esperienza maturata anche da Cal-lahan».

Chi vi attendete siano i giocatori con più punti nelle mani? «Sicuramente Dowdell è oggi un giocatore offensivamente molto importante e inoltre ci aspettiamo tanto in tal senso anche da Pilepic che con la squadra al completo avrà più facilità nel trovare i suoi tiri. Mi aspetto parecchio anche dai nostri lunghi in generale, in equa misura, e dallo stesso Darden. Potenzialmente, insomma, sono diversi gli elementi in grado di incidere anche se per una precisa scelta tecnica non abbiamo la classica prima punta».

Non si intravede un giocatore borderline, quello che invece avrebbe potuto essere Manny Harris. «Anche in questo caso si è trattato di una scelta ben definita. Un’indicazione molto importante emersa, in effetti è un gruppo che per ora a livello di genesi è responsabile e non presenta grandi disequilibri al proprio interno perché la logica di Kurtinaitis è proprio quella di ottenere il massimo dal collettivo».

Intanto, Cantù ha comunicato alla Fip la propria decisione di non partecipare alla Fiba Europe Cup alla quale pure era stata invitata. Determinante il no del coach, per nulla stimolato da una competizione verso la quale ha mostrato scarsissimo interesse.