
Al di là della constatazione statistica che neppure al settimo tentativo la Falconstar è riuscita a tenere in casa il Memorial dedicato a Franco Zuccolotto (e chissà come commenterebbe questa serie no, con la sua ironia, il grande Franco!), il torneo, vinto dallo Jadran in finale sui biancorossi, con la Goriziana terza davanti al Breg, ha confermato le impressioni della vigilia di coach Federico Franceschin, che aveva definito “molto aperto” il cantiere Energy Lab. E così è, perché per vari motivi, acciacchi in primis, ma anche il differenziale di età tra i più esperti e i giovani, la condizione dei singoli non è omogenea e la squadra ne risente.
“Siamo indietro, ma adesso non è importante – spiega il tecnico triestino – ciò che conta è la volontà di insistere sulla filosofia che ci siamo dati per quest’anno, quella di una squadra composta da almeno 11 giocatori di qualità che dovranno avere la capacità di sacrificarsi l’uno per l’altro, in particolare giocando una pallacanestro molto intensa in fase difensiva. Sappiamo quali sono le nostre qualità offensive, ma non vogliamo esserne schiavi: solo difendendo forte potremo non esserlo. Serve stancarsi in campo, perché in panchina ci sono compagni altrettanto bravi e capaci di dare il cambio senza cali di ritmo”.
Con Marcetic e Miniussi in più nel motore (“ma anche Scutiero va considerato come un nuovo acquisto”, spiega il coach), ci saranno più rotazioni, tutta un’altra cosa rispetto alla stagione scorsa quando il minutaggio di certi singoli veniva appesantito per carenze numeriche. “Mi capiterà di chiedere a qualcuno di darmi più qualità in meno minuti – continua Franceschin – quando parlo di disponibilità al sacrificio intendo anche questo, perché essendo stato giocatore capisco che non si vorrebbe mai uscire dal campo”.
Nel corso del torneo il tecnico della Energy Lab ha ruotato molto uomini e assetti (si è visto per esempio, e per diversi minuti, anche quello con 3 lunghi) come è giusto che sia in preseason. Tra le note tecniche principali viste alla Polifunzionale vanno segnalate anche la presenza in quintetto in entrambe le gare del giovane Tossut (molte le indicazioni per lui dalla panchina, a dimostrazione che c’è una grande volontà di dargli fiducia) e la posizione di Andrea Colli fronte a canestro, e non in post basso.
“Su Riccardo c’è un progetto, tocca a lui rispondere alle sollecitazioni, ha tutte le qualità per ritagliarsi il suo spazio. Andrea deve avere le due dimensioni, anche perché in questo campionato ci sono centri che sono più grossi di lui ma che non hanno la sua velocità di piedi, e sono convinto che su questa sua maggior dinamicità possiamo costruire qualcosa di buono”. L’ultimo test precampionato per la Energy Lab arriverà venerdì sera nell’amichevole della Polifunzionale con l’Asar Romans, ambiziosa formazione di C Silver.


































