Chris Bosh: giocare col rischio di morire?

Il rischio è alto, e nonostante l'entusiasmo del giocatore, c'è molta preoccupazione riguardo il suo ritorno.

 

Iniziamo con un flashback che ci porta indietro nel tempo (inverno 2015):

“Dopo aver fatto le visite, mi dissero che la mia stagione era finita, e che anche la mia carriera era probabilmente finita; sono cose che capitano, dissero, è così”

Chris Bosh, infatti, fu costretto a saltare le successive partite di campionato e da quel momento non ha più messo piede in campo. A tutt’oggi, il veterano degli Heat si sente bene, ha ricominciato ad allenarsi con costanza e non parla più di “se”, ma di “quando”. Per i più fiduciosi sul suo ritorno non c’è solo l’esempio di Teletovic, ma anche numerosi altri casi di atleti che giocano regolarmente assumendo però degli anticoagulanti: lo stesso Pat Riley ne fece menzione in una recente intervista, ma la questione è un’altra.

Finora i medici hanno mantenuto delle posizioni prudenti ed è quindi difficile che un intero team di esperti possa affermare non vi siano rischi elevati per la salute di Bosh. A chi la decisione finale? È giusto scelga il giocatore o la società può (o deve) avere diritto di veto quando si parla dell’incolumità di un suo “dipendente”?