Fra stemmi e loghi seguire il campionato è un test per il tifoso

Fonte: Il Resto del Carlino, a cura di Angelo Costa

Un ex giocatore di serie A, quando la A era davvero l’elite del basket e non solo la prima lettera dell’alfabeto, segnala che il nuovo sito della Lega, o Lba che dir si voglia, propone un test per misurare la vista e le doti di araldica degli utenti: le squadre sono indicate soltanto con i loro stemmi, oltretutto di dimensioni e definizione così ridotte da renderli irriconoscibili. Forse è una delle strategie che il nuovo corso ha scelto per avvicinare gli appassionati allo schermo del cellulare o del tablet.

A complicare la situazione è la recente decisione della stessa lega di vietare l’esposizione degli stemmi sul petto dei giocatori. E’ il secondo livello del test e riguarda la memoria: o ti ricordi che simbolo ha un club o tiri a indovinare. Ce n’è un terzo, ovviamente più complicato: di alcuni allenatori, bisogna indovinare la faccia, perché la loro casella è oscurata come quella dell’escluso Cassano sul sito della Samp. Ha ragione chi sostiene che nell’epoca digitale non ha più senso la tradizionale guida di carta del campionato: questo genere di comunicazione è molto più utile, perché tiene allenato il cervello e misura la pazienza.

Di allenamento ne ha bisogno anche il campionato di A: al debutto, non è riuscito a dare quell’immagine di uniformità nell’abbigliamento che hanno persino i gruppi di cicloamatori del dopolavoro. Del nuovo logo della Lba, tempestivamente presentato dalla Lega sei giorni prima del via, si è vista traccia un po’ qui e un po’ là: dev’essere colpa delle società, che stranamente hanno avuto la brillante idea di mettere in produzione le divise senza aspettare le novità dell’ultim’ora. Così c’è chi è sceso in campo col logo nuovo e chi col vecchio, qualcuno anche con entrambi così come sgangherata è apparsa la disposizione degli stemmi, visti sul petto, sui pantaloncini e pure sul retro delle maglie: più o meno, si è notata la stessa compattezza che si registra nelle assemblee dei club.

In assemblea le società si ritroveranno oggi: vista la concomitanza, ne approfitteranno per rivolgere un deferente pensiero a Siena privata di due scudetti e tre coppe per doping amministrativo, una perla che ancora a questo sport mancava, e soprattutto al suo ex dominus Minucci, scelto due anni fa dai club di A come loro presidente nonostante il tintinnìo di manette alla porta, altro primato mondiale a livello del mare. Su questa triste e vergognosa vicenda le chiacchiere stanno a zero, anche se gli innocentisti a tutti i costi, forse gli stessi che partecipavano ai banchetti nell’ex granducato, ripetono come un mantra che «quel Montepaschi avrebbe vinto lo stesso»: se intendono dire senza truccare i bilanci, perché il club toscano avrebbe sentito il bisogno di farlo?