Il Pagellone di Oscar Eleni

Fonte: Indiscreto.info a cura di Oscar Eleni

10 Caro CERVI, caro BILIGHA, vi diamo una valutazione alta perché abbiamo bisogno di sentirci forti al centro, perché, nel caso del pivot di Reggio c’è ancora gente che accusa Messina di non averlo saputo usare contro la Croazia meno forte di sempre.

9 A Pietro BASCIANO
, anima della fondazione Virtus, che ha potuto consolarsi per la prima sconfitta delle Vu Nere, con la rielezione alla presidenza della Lega Nazionale che, va ripetuto, riesce a fare nozze con tanti fichi secchi perché ha idee, passione e, davanti alle gelosie, cerca di spiegare e spiegarsi.

8 A FLACCADORI
perché ci sta facendo capire che abbiamo sempre avuto troppa fretta nel giudicarlo. Ora lui non abbia troppa fretta di convincersi che è arrivato davvero.

7 Al POETA che sembra entrato perfettamente nella parte del nuovo barone di Torino. Ci sta bene perché troppe volte abbiamo detto che era utile per tenere insieme una squadra, ma fuori. Adesso ci riesce anche dentro, non era facile riciclarsi, ma lui ha annusato il vento e una Torino Fiat che piace anche nel basket sarà un bene per tutti. Basta che non vada al mare come nel viaggio siciliano.

6 Ai MORETTI, il padre Paolo, allenatore in Varese e il figlio Davide, a scuola dal Pillastrini di Treviso, perché la loro domenica è andata bene: il primo ha battuto la Brindisi del Sacchetti che non sembra più avere fortuna, il secondo ha dato un sollievo alla Treviso che l’anno scorso fu proprio eliminata dalla Fortitudo di Boniciolli.

5 Alla VENEZIA che sembra sparita in Laguna. Tutto può essere iniziato con il silenzio della curva, ma la verità è che tutto sta andando male perché ci sono troppi giocatori che al posto del silenzio preferiscono la ricerca di un alibi facile: l’anno scorso Recalcati, adesso De Raffaele?.

4 Ai PERSEVERANTI che insistono sul mancato pentimento dei giocatori di Siena, di chi è stato a Siena e non accetta di vedersi portare via titoli vinti sul campo. La stessa cosa degli juventini. Ci sono sottili barriere che dividono i buoni dai cattivi e fingere di mostrarsi rigorosi con chi era stato osannato in tante maniere non può convincerci che il mondo dello sport abbia trovato quello che sfugge ancora alla teologia: abbiamo troppe religioni per odiarci, ma non abbastanza per capirci l’uno con l’altro.

3 A SASSARI per il bagno di Desio che segnala come sia davvero sbagliato imbarcarsi nel doppio viaggio campionato coppe, anche quelle minori, perché non tutti i giocatori che ingaggi capiscono la bellezza di certe sfide. L’Europa fa crescere le società, ma coi giocatori spesso è matrigna.

2 A CREMONA se dovessero avvilirsi per questa difficile fase digestiva che porta alla costruzione di una nuova squadra. Non ci devono essere dubbi, e non possono disturbare le telefonate dei soliti noti che, abituati a fare gli zerbini, cercano un rifugio.

1 All’EUROLEGA se non controlla meglio certi campi, se lascia che siano i laser, gli arbitracci, le grafiche maldestre a far sghignazzare quelli della FIBA dove la mediocrità ambientale è prevista nel contratto.

0 Alla NBA che finalmente parte dopo aver lasciato briciole per i topini che ancora sbavano aspettando questi uno contro uno che hanno reso impossibile la vita nei conventi europei, anche se ci sono tanti, nella stessa organizzazione che ha alzato il tetto dei salari, convinti che il basket giocato dagli “altri” abbia qualcosa che forse potrebbe ridare un volto umano anche a questa mischia dove soltanto i play off sembrano veri.