Quanto vale la serenità? di Raffaele Baldini

Ci si infervora, si patisce e ci si accende di fronte a quello spettacolo infinito del gioco della pallacanestro; ed è per questo che le emozioni spesso vengono veicolate a seconda del risultato del campo. La Pallacanestro Trieste targata Alma ora ha una vittoria e 4 sconfitte, un’ovattata sensazione di smarrimento nella tifoseria per un inizio di stagione che si sperava migliore. Ma c’è qualcosa che ha sempre reso il folto gruppo di appassionati baskettari triestini diverso da qualsiasi altra entità del resto d’Italia: la cultura. La cultura aiuta a giudicare un libro oltre la copertina, a capire, in un mondo isterico come quello dello sport, il valore dei piccoli passi, uno dopo l’altro, il godere della progettualità rispetto all’effimera eccitazione del momento.

Oddio, nessuno ambisce ad un’esistenza da monaco tibetano, per cui una tripla di Tonut insaccata contro Brescia può valere una serata con Belen (o qualche musa a scelta), ma può essere molto più soddisfacente vivere la costruzione di un futuro ambizioso. E l’arrivo di Gianluca Mauro con Alma in seno alla prima società di pallacanestro cittadina, schiude scenari mai visti a Trieste negli ultimi decenni: progettare, investire, costruire, erano tutti verbi ignoti al vocabolario cestistico locale, sostituiti da altri quali sopravvivere, vendere, indebitarsi. Certo, ci sono i presupposti, e nessuno eccetto Mauro, ha le chiavi per materializzare il tutto, ma è giusto credere nella possibilità di vivere un Rinascimento giuliano.

Per la prima volta si ha una figura di riferimento nella proprietà, slegata dal mondo politico, che presenzia costantemente avendo l’umiltà di capire le logiche insite nella pallacanestro. Concreto da buon friulano, alle banali logiche del mercato per la captatio benevolentiæcittadina, ha preferito porre i primi puntelli sul nuovo possibile assetto societario e sull’Academy. C’è stato del tempo perso causa lungaggini burocratiche sul passaggio delle quote (e sulla diffidenza locale ndr.), ma non è mai troppo tardi per lavorare in proiezione; ci sarà senza ombra di dubbio un’attenzione alla stagione in corso e il monitoraggio continuo dei giocatori in circolazione papabili ne sono una prova, ma è ben più importante il lavoro attorno alla prima squadra. Organigramma societario, cura del vivaio e foresteria, squadra ambiziosa… quanto vale la serenità?

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)