Olimpia in versione europea, sfumature d’indolenza di Raffaele Baldini

La pallacanestro è uno sport che non inganna. Nonostante fosse legato a qualche centimetro che può determinare una vittoria o una sconfitta, quel centimetro spesso è sinonimo di buon lavoro o cattivo lavoro fatto in precedenza. Come per un abile artigiano del legno che in un centimetro, o forse pochi millimetri, vedrà realizzarsi l’incastro perfetto o meno.

L’Olimpia Milano in Eurolega è un artigiano poco preciso, una competenza che dimentica i rudimenti principali della materia (difesa ndr.), che pretende con qualche tocco magico di scalpello (triple di Simon ndr.) di modellare un capolavoro. Eh no, non è così che vanno le cose, nemmeno quando si cerca il male nel “giovane di bottega” poco gradito (Alessandro Gentile ndr.).

Ogni partita in Europa della squadra meneghina lascia il retrogusto di un gruppo dall’encefalogramma piatto, che gioca a pallacanestro d’inerzia, che non ha il “sacro fuoco” dentro. E alcune situazioni in una partita punto a punto amplificano questa sensazione. Nei tre minuti finali Guler ha penetrato dal palleggio due volte senza il benché minimo contrasto, sul fronte opposto Raduljica palesa tutta l’indolenza in un pachidermico tentativo di schiacciata, stoppato da Tyus; adesso capisco tutta la “violenza” di Djordjevic per svegliare il lungo serbo…

Insomma, come può una squadra, caricata emotivamente da una partita in bilico e dalle triple impossibili di Simon, avere un approccio così molle nelle giocate decisive? Ha senso parlare di colpe di coach Repesa se negli ultimi anni il copione, pur con attori diversi, è stato lo stesso?

Forse l’anglosassone gestione societaria avrebbe bisogno di  qualche irrigidimento strutturale, facendo capire ai privilegiati in canotta Olimpia che l’esperienza all’ombra della Madonnina non è un passerella di… Armani, ma una missione per conto di una storica realtà sportiva nazionale. Altrimenti ogni anno sarà la solita noiosa storia, predominio per manifesta superiorità in Italia (e anche quello con flessi negativi), via Crucis continentale per manifesta apatia.

 

Raffaele Baldini