Il Pagellone di Oscar Eleni: il “10” a Buzzavo e Recalcati

Fonte: Indiscreto.info a cura di Oscar Eleni

10 A BUZZAVO, RECALCATI che danno buoni consigli a manovratori fedelissimi al cartello “non disturbare” come succede sui mezzi pubblici, anche se i guidatori, spesso, cinguettano al telefonino con estranei al viaggio e, in questo caso, al gioco se l’idea è che un buon piatto vive se presentato bene, pazienza se ci sono coriandoli al posto del coriandolo.

9 A Drake DIENER che potrà raccontare a tutti questa favola di Capo d’Orlando dove arrivano veterani pieni di ferite che si curano bene al sole, nella famiglia, vedono valorizzare Ivanovic dopo Fitipaldo, poi ritrovano se stessi come direbbe Basile che ancora non ci ha detto se davvero si è ritirato.

8 Alla PALLACANESTRO VARESE per come ha presentato il derby che ha dato la centesima vittoria nelle sfide alla Milano armanizzata. Ora, però, serve anche altro. Una squadra che possa andare oltre le sconfitte onorevoli.

7 A LANDI l’uomo che ha permesso a Reggio Emilia di essere davvero una grande società. Non ha mai dato ascolto a chi voleva Menetti al rogo, a chi pretendeva investimenti che al momento, con un palazzo del genere, non avrebbero senso. Anche nel momento più difficile ha saputo dire quello che giocatori veri dovrebbero saper capire.

6 A PISTOIA e CASERTA, a Vincenzo Esposito e Dell’Agnello, nati nella culla di Merlino Tanjievic, della famiglia Maggiò, del professor Marcelletti, perché la loro stagione merita davvero tutti gli onori e le soddisfazioni.

5 A Niccolò DE VICO che incanta Biella e il campionato di A2, 35 punti in 30’ con 9 triple come segnala il solerte ufficio stampa della Lega due che è il doppio della uno liofilizzata, perché obbligherà chi crede di essere al piano di sopra a dare un’occhiata in basso. Quelli non vorrebbero mai. Meglio le fiere americane.

4 A VELTRONI, ammirato politico, scrittore, regista, se dovesse accettare la presidenza della Lega calcio senza prima spiegare a quelli del basket perché non è mai riuscito a farsi ascoltare quando voleva, poteva e, forse, doveva, aiutarli.

3 A Dada PASCOLO perché questa sua nuova cavalcata dove “non sarebbe mai potuto arrivare” secondo i soloni del sistema ci farà litigare con chi ragionava così anche guidando la Nazionale. Pianigiani e Messina non hanno certo bisogno di presentazioni, sappiamo cosa hanno fatto e vinto, ma tutti e due hanno preferito il manufatto firmato e trascurato questo gommolo dalla testa fina. Lo ha fatto anche Repesa? Forse, ma poi ha capito. Certo hai più tempo se alleni ogni giorno.

2 A SASSARI e PASQUINI perché i 48 punti segnati contro Brescia, dove Luca Vitali con la micosi ha superato i 2.500, ci fanno passare per visionari che vedono la squadra di Sardara pronta per una grande coppa Italia. Speriamo per loro che sia stato soltanto un colpo di freddo.

1 A BUSCAGLIA che ha nascosto a colleghi molto più famosi la sua terapia per guarire squadre dove se non hai tanto talento sarà meglio rifugiarsi nella difesa. La nuova Trento è bella da vedere proprio per questo, peccato che sia stato così crudele da rovinare la 100esima in serie A del De Raffaele che a Venezia avrebbe bisogno di maggiore fortuna e non di febbre alta come certe volte l’acqua in Laguna.

0 Alle PROGRAMMAZIONI e agli orari televisivi. Alzi la mano chi ha preferito Varese-Milano di basket alla stessa ora di Juventus-Inter. La verità è questo scopone diabolico porta spesso allo stesso risultato. Presunzione o ignoranza?