Il Pagellone di Oscar Eleni

Fonte: Indiscreto.info a cura di Oscar Eleni

10 Ad Ario COSTA e Spiro LEKA perché ci voleva ben più della competenza e della fede per portare questa Pesaro dagli scogli dove era stata lasciata al bacino di carenaggio dove, se non ritorna Scavolini, potrebbe anche essere smantellata.

9 A Paolo VITTORI, in ritardo, per il suo bellissimo trofeo Garbosi pasquale dedicato, come sempre, ai settori giovanili. Un grandissimo cestista, un eccellente maestro di sport. Magari è a gente come questa che ci si dovrebbe rivolgere pensando di dover rifondare, ricostruire.

8 A BRESCIA come società ben gestita, con dirigenti di qualità, per aver fatto sapere che Diana verrà riconfermato. Ci mancherebbe. Ora non fate come a Cremona dove riconfermarono Pancotto, ma non la squadra.

7 Agli eredi del grande Diego PINI che hanno deciso di tenere vivo il fuoco del Valtellina Circuit, un mondo tutto speciale per il basket che a Bormio e nella valle si rigenerava.

6 A BULLERI che sa benissimo di meritare un 9 in carriera, che sa benissimo di aver dato il meglio a Treviso, che conosce, meglio di noi, il suo cammino in Azzurra, una bella storia, nella speranza che possa aver capito perché il Bullo che giocava a Milano ci piaceva meno di quello allevato in Ghirada.

5 A TREVISO perché questa stupenda idea di riunire i vivai, quello di chi guida il basket di A2 adesso, quello lasciato in eredità dai Benetton, farà arrossire tanti piccoli dirigenti che in piccole città si fanno la guerra, che in grandi città guardano il dito e non la luna che viene indicata.

4 All’ULEB che con molta severità ha sospeso l’arbitro italiano Paternicò per gli errori commessi nei playoff, perché se da noi facessero così si troverebbero con partite senza direttori di gara, a meno di usare quegli apprendisti che almeno dovrebbero restare sul campo per portare acqua ai “colleghi famosi” invece di stare ad ascoltare i loro discorsi prima di alzare, quasi sempre male, la palla a due.

3 A TORINO per come sta finendo una stagione iniziata nella confusione. Conoscendo i protagonisti non siamo tanto stupiti, ma pensavamo che la manna trovata con la FIAT avrebbe fatto ragionare meglio chi comanda, chi vorrebbe dirigere tutto non avendone la competenza specifica. Fare il proprio mestiere è sempre difficile.

2 Ai CRITICONI che considerano un declassamento quello che si sono inflitti Cinciarini uno, Gentile uno, Cavaliero accettando di andare a giocare in A2. Intanto sono tre casi diversi e hanno scelto anche società con ambizioni diverse, ma la cosa vera è che per giocare bene devi sentirti bene. Prima di tutto giocare. Poi farlo bene. Forse non avrà fortuna nessuno dei tre perché la cruna della promozione è davvero troppo stretta, ma di sopra le cose scricchiolano e i revisori dei conti potrebbero aprire le porte a più di una pretendente.

1 Ad Andrea BARGNANI perché non riusciamo davvero a capire questo suo finale di carriera. Certo prima scelta. Certo milionario. Ma gli unici veri successi per uno che fa sport sono quelli sul campo. A parte Treviso, per lui terra dei fuochi. Ora non vorremmo che ci fosse troppa agitazione per riaverlo in una Nazionale dove non tanti lo aspettano a braccia aperte. Cominciando da Petrucci e Messina. O no?

0 Alla LEGA per l’orario dell’ultima giornata, per non aver chiesto alle associate perché alle finali nazionali Under 20 di Roseto c’era così poca serie A. Se davvero interessa il futuro dell’organizzazione, dello sport che dovrebbero ristudiare più che farlo diventare un’altra cosa, allora avranno scoperto che nessuna pianta nasce senza qualcuno che semini e pensi anche a far crescere. Se avessero tempo ve lo direbbero anche gli asini di Lo Cicero.