L’Alma dà tutto, ma Bologna è più forte: le “V” nere in serie A

Partita eccezionale per intensità, ma la maggiore qualità nei momenti decisivi hanno fatto la differenza.

Una città intera tinta di vermiglio e un pellegrinaggio verso l’Alma Arena che inizia ore prima la palla a due: questo il prequel di questa gara 3. La Virtus gode di tutti i vantaggi possibili: 2-0 nella serie, una maturità cestistica da far invidia e la coscienza che Trieste è, con le spalle al muro. I biancorossi hanno un solo imperativo categorico: destabilizzare mentalmente l’avversario, travolgendo di intensità il quintetto di Ramagli fin dalle prime battute.

Il pubblico triestino, ancora una volta, si mostra nella sua veste più nobile e appassionata: un’intera arena si stringe attorno al simbolo dell’alabarda, meritando il plauso silenzioso di tutti gli amanti di questo sport e la commozione di chi conosce il significato del termine “tradizione”.

 

Signore e Signori, gara 3!

 

I quarto #ImperturbabiliVnere

Inizio scoppiettante dell’Alma, che immantinente viene mitigato dalla straordinaria abilità offensiva dei virtussini (ottime letture dei mismatch), apparentemente indifferenti alla pressione di 7.000 tifosi urlanti (12-7 Bologna a 5.11). Il quintetto di casa si danna l’anima in difesa ma non sembra essere abbastanza: Cavaliero non trova la via del canestro e Coronica soffre troppo i lunghi avversari. Ciò non ostante, tre buone azioni a protezione del ferro riavvicinano i triestini e la prima frazione termina sul 19-18 Alma.

II quarto #LaManoDiBaldasso

Lawson è un gigante che segna, strappa rimbalzi, è una sicurezza dentro l’area, porta blocchi granitici (talvolta irregolari) e fa da perno all’attacco bolognese: che giocatore! Baldasso prova a spaccare la partita infilando pesanti sassate dall’arco, e siamo sul 33-32 Virtus (a 3.18). Parks è ancora troppo intimidito per aiutare i suoi nella metà campo felsinea, e gli ospiti chiudono avanti 38-37 prima che la sirena mandi tutti all’intervallo.

III quarto #ColtelloFraIdenti

Pecile si immola in marcatura su Umeh e la difesa di squadra a sconcentrare i bianconeri, per la prima volta sotto di 4 (46-42). Trieste raggiunge troppo presto il bonus di falli (circa al quinto minuto), offrendo punti facili in un momento molto teso e complicato della gara (49-49 a 4.28); Lawson (18) influisce incessantemente sul gioco e questa è caratteristica dei grandi campioni: questa è una delle ragioni che impediscono ai padroni di casa di prendere un benché minimo vantaggio. Il terzo quarto arride ancora alle “v” nere, che conducono 58-54.

IV quarto #LaFreddezzaCheFaLaDifferenza

Bologna cura le ferite e riparte più forte di prima, perché bastano pochissimi secondi per salire a +7 (63-56). Prandin getta anima e corpo sul parquet e Green raccoglie l’invito: diciottesimo punto e Trieste pareggia (63-63). La Virtus è in bonus ma l’equilibrio regna sovrano in queste ultime, splendide, battute; Trieste spreca molto, troppo e una tripla di Spissu sospinge Bologna sul 70-66 (1.26). L’Alma è a corto di fiato e – probabilmente – anche di speranze quando la tripla di Cavaliero non tocca nemmeno il ferro: meritatamente, gli ospiti conquistano la serie A!

 

ALMA TRIESTE – VIRTUS BOLOGNA    66 – 72

 

Alma Pallacanestro Trieste: Bossi, Prandin 2, Pecile 4, Cittadini, Simioni, Da Ros 7, Parks 7, Green 19, Baldasso 16, Cavaliero 6, Ferraro, Coronica 2.

All. Dalmasson

 

Virtus Segafredo Bologna: Spissu 10, Umeh 15, Spizzichini 1, Ndoja, Rosselli 8, Michelori, Oxilia, Gentile 7, Penna, Lawson 22, Bruttini 4.

All. Ramagli

Parziali: 19-18; 37-38; 54-58;

 

Rajone