Graziella Bragaglio (Brescia): “Pronti per un’altra grande stagione”

La numero uno della società lombarda spazia su diverse argomentazioni.

“Affrontiamo la nuova stagione con la consapevolezza che per raggiungere risultati importanti dovremo lavorare ancora meglio”. È questo il pensiero di Graziella Bragaglio, presidente del Basket Brescia Leonessa, che illustra le linee guida che hanno portato alla nascita della Leonessa 2.0, ovvero della squadra che si prepara ad affrontare la seconda stagione dal suo ritorno in Serie A. Una stagione che nasce all’insegna della continuità, dentro e fuori dal campo, e che non può prescindere dall’unità di intenti che nel recente passato ha portato a raggiungere grandi risultati: “Essere una grande famiglia è una cosa che contraddistingue la nostra realtà rispetto alle altre. La differenza tra giocare a Brescia o in altre città forse sta proprio in questo”.

Un lavoro proficuo. “Rispetto alle altre stagioni, questa è iniziata molto presto. Di fatto l’8 maggio eravamo già al lavoro, come non era mai successo nei 9 anni di storia del Basket Brescia. Dover affrontare il secondo anno di Serie A ci ha portato a lavorare in maniera molto intensa per arrivare preparati a una stagione che sarà ancora più difficile di quella che è stata lo scorso anno. Dodici mesi fa eravamo una new entry e certi errori potevano essere giustificati dal fatto che eravamo gli ultimi arrivati. La cosa non si è verificata, abbiamo fatto molto bene, ma quest’anno siamo tutti consapevoli che dovremo lavorare ancora meglio”.

All’insegna delle conferme. “È un percorso che stiamo sperimentando per la prima volta: di solito la voglia di cambiare e il desiderio di novità ci aveva spinto a intervenire, a inserire qualcosa di diverso o, addirittura, a ribaltare tutto. Del resto, i 12 mesi che si trascorrono insieme sono un concentrato di attività, emozioni e relazioni e ogni tanto, come avviene in famiglia, c’è bisogno di cambiare aria. Alla fine, abbiamo confermato quasi tutto il sistema di questa azienda e della squadra: da un certo punto di vista sono un po’ preoccupata, anche perché le conferme sono state lunghe, molto spesso biennali. Al tempo stesso, sono fiduciosa e spero che lo siano anche tutte le persone che sono state confermate all’interno di questo club. Tutti abbiamo un po’ di timore a stare insieme per tanto tempo, ma spero che proprio questo stare insieme ci dia un po’ più di fiducia, carica ed energia per fare bene quello che abbiamo iniziato la scorsa stagione”.

Traguardi da raggiungere. “Lo scorso anno avremmo potuto tranquillamente raggiungere i playoff, non ci siamo andati molto lontani, pur dovendo affrontare molte partite senza l’apporto di alcuni giocatori. Quest’anno abbiamo inserito due giocatori in più e questo potrebbe permetterci di avere un po’ più di energia. Personalmente, sono convinta che un numero di giocatori più alto sia davvero difficile da gestire: quando ne hai 14 o 15 nel roster, poi diventa difficile capire quali sono i punti fondamentali a cui affidarsi, quali sono i leader in campo. Riguardo alla nostra squadra, credo che i giocatori che hanno fatto un bellissimo campionato potranno confermarsi anche nella stagione che sta per iniziare”.

Un’occhiata all’Europa. “I passi vanno sempre ponderati e ben costruiti, l’emotività porta sempre desideri nuovi ma poi bisogna fare i conti con la realtà. Noi non siamo strutturalmente pronti, soprattutto dal punto di vista economico e tecnico, per entrare in un circuito che ci porti a giocare in Europa. Ci vuole tempo per costruire qualcosa di solido, per affrontare una competizione europea bisogna costruire un tipo diverso di squadra, che sia giovane e rampante, composta da giocatori che abbiano l’energia per recuperare dai tanti impegni che propone il calendario. Il nostro obiettivo principale deve essere quello di fare bene in campionato: vogliamo far divertire il nostro pubblico e continuare a crescere assieme alla città e al nostro territorio, costruendo un percorso mirato senza avere la frenesia di arrivare in Europa a tutti i costi”.

Partner preziosi. “C’è grande soddisfazione per il lavoro compiuto dal nostro Ufficio Marketing e Commerciale, la prossima sarà una stagione nel segno della continuità anche per quanto riguarda i nostri sponsor. Basket Brescia non è un’azienda che produce redditi ma che li assorbe e bisogna continuare a lavorare sempre di più per avere dei margini che ci permettano di strutturare altre attività, come quelle del settore giovanile, e per compiere ulteriori passi per diventare sempre più solidi e importanti. Anche se giocare a Montichiari ci ha dato la possibilità di allargare il bacino di interesse attorno alla nostra società, il nostro lavoro non può non tenere in considerazione il fatto che il prossimo anno potremmo contare sul nuovo palasport a Brescia. Dobbiamo farci trovare pronti: oggi non sappiamo come sarà la gestione del nuovo impianto e quali saranno i partner con cui collaboreremo, ma abbiamo la necessità di strutturarci anche in quella direzione ed essere pronti ad affrontare un evento che avrà grande impatto per tante realtà che gravitano attorno al Basket Brescia”.

Basket e tv. “La differenza tra il basket e il calcio resta abissale, soprattutto dal punto di vista degli introiti che derivano dalla vendita dei diritti televisivi: le squadre di calcio ci vivono, per noi rappresentano un’entrata marginale, soprattutto in relazione al valore assoluto del nostro sport e al numero di tesserati. Quest’anno c’è stato un forte interesse di alcuni operatori verso il nostro sport e questo è un fatto molto importante. Dispiace un po’ che le tv locali non potranno trasmettere in diretta le trasferte delle proprie squadre di riferimento, soprattutto a favore del pubblico che ancora oggi non usa le nuove tecnologie. In ogni caso abbiamo affrontato un passaggio importante, perché fino a ieri non c’era nessuno che era interessato al prodotto basket”.

Attrarre nuovi investimenti. “Il basket è un prodotto molto bello, che coinvolge un nucleo importante di tifosi. Dobbiamo far conoscere sempre di più quello che stiamo facendo e riuscire a coinvolgere i grandi imprenditori. La motivazione per cui questo non è ancora avvenuto è che oggi nel basket non ci si guadagna. Al contrario, è necessario che gli investimenti che vengono fatti non siano più a fondo perduto, ma che vengano realizzati per avere un ritorno economico. Oggi, invece, uscire con i bilanci in pareggio è quasi un miracolo”.

L’importanza del territorio. “A Brescia abbiamo 80 società di basket che gravitano in città e nella sua provincia, che è veramente estesa. Da quando è nato il Basket Brescia Leonessa, il movimento si è alimentato rispetto al passato, quando ognuno lavorava nel proprio spazio senza avere ambizioni. Nell’ultima stagione c’è stato un numero elevato di squadre che hanno vinto il proprio campionato, dimostrando che il basket in questo territorio è davvero vivo. Come società di vertice, il nostro obiettivo finale deve essere quello di creare un coordinamento tra tutte le realtà: anche se ognuno continuerà a lavorare in maniera autonoma e preziosa sul proprio territorio, ci vuole un coordinamento per tirare fuori tutte le eccellenze che questo potrà presentare”.

Together. “È lo slogan giusto, quello che contraddistingue la nostra realtà è che società, squadra e tifosi diventano un tutt’uno. Siamo cresciuti piano piano, anno dopo anno, e questo ci ha portato a essere una grande famiglia, una cosa che contraddistingue la nostra realtà rispetto alle altre. La differenza tra giocare a Brescia o in altre città forse sta proprio in questo”.