Roberto Ciriello: “Servolana, si continua con la linea giovane”

Il direttore sportivo del team triestino fra prima squadra, giovanili e l'ipotesi di un secondo team nazionale a Trieste: "Progetto difficile, ci vuole l'appoggio di Alma".

Quando si parla di giovani, in ambito regionale e più precisamente nel capoluogo di regione, risuona molto spesso il nome della Servolana: una società che ha lanciato diversi giocatori in categorie importanti (Spanghero, Cernivani, Medizza, Dagnello fra gli altri) e che ha una solida tradizione per quanto riguarda il movimento giovanile. Prima dell’inizio della stagione agonistica, con gli impegni ufficiali, siamo andati a scambiare due chiacchiere con il DS Roberto Ciriello, colui che è la vera e propria anima di una macchina organizzativa sempre al passo con i tempi.

Un’estate come di consueto caratterizzata dal Torneo San Lorenzo: che cosa si porta dietro Roberto Ciriello da questa parentesi?
“Grande soddisfazione, condivisa con tutti i miei amici della Servolana, per aver dato la possibilità a tantissimi ragazzi di divertirsi per due settimane. Siamo noi che dobbiamo ringraziare loro e le famiglie: prima, durante e dopo il torneo riceviamo numerosissimi attestati di stima ed apprezzamento per quello che abbiamo fatto e questo, ti assicuro, è la cosa più bella che può accadere nel nostro ambiente. Inoltre, voglio spezzare una lancia a favore dei ragazzi: non è vero, come ogni tanto si dice, che i giovani d’oggi non sanno cosa significa la parola “riconoscenza”; io e tutti i collaboratori della Servolana ne siamo testimoni”.

La prima squadra si è radunata da una settimana, con un paio di volti nuovi ma soprattutto con il solito manipolo di giovani: prospettive per il 2017/2018?
“Come ogni anno, durante il primo raduno, ho parlato ai ragazzi ricordando che per la Servolana l’obiettivo principale è e sempre sarà quello di divertirsi, di dare la possibilità a più giovani possibile di giocare in un campionato di ottimo livello ma, soprattutto, di essere un gruppo dentro e fuori dal campo. La squadra seniores è, come dire, il fiore all’occhiello della società, quella che ha la maggior visibilità sui media, quella che ci permette magari di esser riconosciuti anche fuori Trieste: i ragazzi devono esser quindi consapevoli di questo, hanno la possibilità di giocarci ma lo devono fare sempre con il massimo impegno e non dando nulla per scontato. Anche se siamo solo in serie C Silver, la prima squadra, secondo il mio pensiero, deve essere l’obiettivo minimo dei nostri atleti: chi sceglie di venire alla Servolana deve sapere che potrà giocare dal minibasket alla prima squadra e, se potrà fare qualcosa di più, saremo i primi ad aiutarlo. E’ ovvio però che ci si diverte di più vincendo, quindi poterci riconfermare tra le prime cinque/sei squadre del campionato per noi sarebbe un ottimo risultato, anche alla luce dei roster delle altre formazioni che, in alcuni casi, sono veramente incredibili per la categoria”.

Da diverso tempo oramai siete un punto di riferimento per quanto riguarda il modello di società che non fa il passo più lungo della gamba e che cerca di valorizzare al massimo i prodotti del proprio vivaio. Quanto è difficile gestire un universo del genere?
“Ti confermo che non è assolutamente facile; non è facile perché non devi fare i conti solo con la tua organizzazione interna, devi purtroppo confrontarti ogni giorno con realtà esterne che spesso e volentieri ti mettono in grossa difficoltà. Parlo ad esempio della cronica mancanza di palestre dove far allenare i ragazzini oppure, ancora peggio, di quelle società e/o persone che predicano bene, anzi benissimo, ma in realtà perseguono solo fini personali dimenticando che il ruolo delle ASD è ben diverso. Alla Servolana siamo orgogliosi di aver creato una società trasparente, fatta di amici veri, dove tutti possono dare il proprio contributo di idee e progetti e sono contento che questo modo di essere venga recepito anche all’esterno; questo però non è merito solo mio ma di tutti i consiglieri e dirigenti della Servolana quindi un enorme GRAZIE va a Covaz, Crisman, Pozzecco, Fuligno, Barzelogna, Zampieri, Postir, Purelli, Romano, Petronio e Bisca”.

Una particolare attenzione viene data anche al minibasket: ci sono dei progetti consolidati ed altri che stanno partendo. Ce ne puoi parlare?
“Il minibasket è la cosa più importante, rappresenta le fondamenta della società senza le quali la Servolana non avrebbe motivo di esistere, noi ci crediamo tantissimo e per questo gran parte degli sforzi vanno in questa direzione. Abbiamo la fortuna di avere con noi istruttori di prim’ordine che con il loro entusiasmo coinvolgono centinaia di ragazzini appassionandoli al nostro sport: Bruno Fuligno e Sabrina Colomban coordinano i nostri centri minibasket di Borgo San Sergio e di Servola e, assieme ad Alice Cerniz, Enrico Lerini (Istruttori Senior) e tantissimi altri validi ragazzi, in questi anni hanno fatto un lavoro pazzesco visto che sono riusciti a raddoppiare il numero di iscritti (da 60 a 120). Con loro quattro mi confronto spesso, qualche volta anche con toni un poco più accesi, ma ogni volta la chiacchierata risulta costruttiva e ne usciamo più forti di prima (vero Alice?) e per questo sono a loro grato perché sò per certo che remiamo tutti dalla stessa parte. L’altro importantissimo progetto che sta per partire sempre a favore dei bambini è il Progetto Svevo Basket: grazie a Stefano Bartoli, coach della nostra prima squadra, ed alle componenti scolastiche del Comprensivo Svevo (Scuole San Giusto, Svevo, Lovisato, Praga e DeMarchi) quest’anno riusciremo a dar vita a dei corsi pomeridiani di educazione motoria applicata al basket e attività ludico espressive (corsi inglese, disegno e altre attività) con costi contenuti per venir incontro alle difficoltà delle famiglie”.

Quali saranno le novità per la Servolana in generale, in questa stagione?
“Le novità di quest’anno saranno due, ed entrambe di notevole importanza: la prima è che “Pino” Masala allenerà la nostra squadra Under 16; credo che non occorra spiegare chi sia Pino, Allenatore Nazionale di notevole esperienza. Per noi rappresenta un ulteriore salto di qualità nella costruzione ed organizzazione della nostra società. La seconda è l’allestimento di una squadra Under 20, formata da atleti 1998, 1999 e 2000 che giocherà e si allenerà alla palestra CUS di via Monte Cengio; dietro questa squadra si nasconde in realtà un progetto più ampio, che verrà ufficializzato a breve ma che riguarderà principalmente il futuro educativo/studentesco dei ragazzi che vi faranno parte”.

Si parla spesso della necessità di una seconda squadra triestina che possa garantire ai migliori prospetti almeno una C Gold: tu che cosa ne pensi?
“Posso fare il polemico? Tutti ne parlano ma nessuno la fa, ci sarà un perché…Parliamoci chiaro, oggigiorno causa la difficoltà a reperire sponsor, per una società titolare del cartellino di atleti da serie C o B sarà sempre più comodo farli giocare da un’altra parte ed incassare il parametro – 6500 Euro in B, 3000 Euro in Gold – piuttosto che organizzare in prima persona quel campionato che costa tanto denaro. A Trieste, ci sono tanti giocatori per quelle categorie, penso a Medizza, Dagnello, Cernivani, Crevatin, Cerniz, tutti giocatori che sono della Servolana, ma come si fà a metter d’accordo le società? C’è il rischio concreto che qualcuno paghi, in denaro ed in fatica, e qualcun’altro incassi. L’unica possibile soluzione la intravedo con un progetto che abbia a capo l’Alma, nella quale la prima società triestina capisca l’esigenza di avere a Trieste un campionato nazionale, un progetto nella quale ovviamente si prenda in considerazione un esborso economico da parte loro ma dove non ci sia il “furbacchione” di turno che pensa solo ad incassare”.

Infine, uno spazio completamente dedicato a te, dove puoi dire/scrivere qualcosa che non hai detto fino a questo momento.
“Guarda, anche se l’ho già fatto, approfitto di questo spazio per i ringraziamenti: questo per me sarà il nono anno da dirigente; è vero, tanti vedono in me la Servolana ma vi assicuro che senza il prezioso aiuto di tutte le persone che ogni giorno danno la propria disponibilità oggi non saremmo qui a parlare della nostra società. Un grazie enorme a Michele Lussetti, che ormai da dieci anni sponsorizza la nostra prima squadra; un grazie a Mazzoleni Gabriele che con la sua azienda contribuisce al settore giovanile; un grazie a tutti gli sponsor che con il loro piccolo o grande contributo ci permettono di continuare a fare quello che più ci piace”.