Gianluca Gamma (Oderzo Basket): “Più sport a scuola per avere bambini più sani”

Due chiacchiere con uno dei punti di riferimento della pallacanestro giovanile in quel di Oderzo.

Gianluca Gamma, 47 anni di cui 30 da allenatore e istruttore minibasket, inizia la sua carriera presso la Ghirada di Treviso, ai tempi d’oro della Benetton, apprendendo il mestiere da maestri come Sales, Messina e Obradovic e seguendo gli insegnamenti di istruttori giovanili tra i più preparati, come Molin e Sfriso. Le tappe successive sono la Rucker di Vazzola e lo JesoloSanDonà Basket, fino alla chiamata di Oderzo, nella stagione 2007/2008, con lo scopo di rifondare il basket opitergino partendo dalle base, ossia da quel settore minibasket che negli anni è diventato un fiore all’occhiello della società del presidente Pietro Dalla Torre. Abbiamo scambiato con Gianluca alcune considerazioni sul mondo del minibasket, della scuola e sulla pallacanestro in generale.

Da diversi anni sei il Responsabile del Minibasket a Oderzo che, se non sbaglio, coinvolge vari Centri MB del territorio. Come siete strutturati?
“Operiamo sul territorio opitergino con grande impegno e voglia di diffondere la pallacanestro, abbiamo centri che collaborano con noi a Mansuè, Gorgo al Monticano, Cimadolmo, Salgareda e Ponte di Piave. Ogni istruttore che opera nel centro di Oderzo, polo delle attività, si occupa di uno dei Centri periferici per poter esportare il nostro modello e riproporlo in ogni luogo. L’obiettivo rimane quello di diffondere un modello educativo sportivo che  contribuisca alla formazione delle nuove generazioni”.

Fate selezione tra i vari Centri? Se si, a partire da quale età?
“La selezione non è l’obiettivo finale, ogni Centro partecipa per proprio conto ma sotto l’egida Gladiatori alle attività proposte dal settore Minibasket. La cosa che ci accomuna e unisce è che portiamo le varie annate a partecipare a tornei nazionali insieme, mai su convocazione ma su invito aperto. Di conseguenza, la selezione non la facciamo, se non per formare i gruppi del settore giovanile, a partire dagli Under 14 in avanti: l’intenzione è fornire a ciascuno la possibilità di competere al proprio livello”.

Sei anche docente di educazione motoria. Dal tuo punto di vista privilegiato, come sono cambiati i bambini, sotto questo aspetto, negli ultimi venti anni?
“Sarebbe facile dire che ora i bambini “non sono più quelli di una volta”. Cambiano i tempi e si modificano abitudini e costumi, viviamo un’era di tecnologia onnivora che fagocita tutti e rende motoriamente sempre meno abili i ragazzi delle future generazioni. In sintesi, meno movimento e più tecnologia credo provocheranno molti problemi agli adulti futuri che avranno un sacco di patologie e paturnie”.

Si parla molto dei mali della pallacanestro italiana e, tra questi, la scarsità delle ore che la scuola dedica allo sport mette quasi tutti d’accordo. Anche te?
“Non solo poche ore, strutture insufficienti o fatiscenti ma anche scarsa qualità della proposta. Nella scuola primaria, fatte le dovute e doverose eccezioni, non c’è competenza per proporre attività adatte alla relativa fascia d’età. Urge una rapida inversione di rotta nella formazione delle generazioni scolastiche, altrimenti oltre a nessun risultato sportivo avremo pure un sacco di paramorfismi e cattive abitudini di vita”.

Tornando a Oderzo, siete attenti e dedicate parte del vostro impegno anche al sociale. Ce ne parli?
“Basket Oderzo e  impegno sociale viaggiano insieme, la nostra Società è da sempre impegnata a dare a tutti la possibilità di giocare. In questa ottica rientra il gioiello di famiglia del Basket Integrato che abbiamo fatto partire quest’anno in collaborazione con l’Amministrazione e con l’Associazione “I bambini della casa del sorriso”. Si tratta di un’attività motoria con il Minibasket rivolta ai bambini speciali che, in questo modo, sono coinvolti attivamente, ricevendo benefici ed inclusione”.

Cambieresti qualcosa, a livello regolamentare, per migliorare il settore minibasket?
“Non sono i regolamenti da dover cambiare ma l’attitudine italiana a voler travisare tutto e a eludere regole per un proprio interesse subitaneo e personale”.

 

Simone Pizzioli