Il Basket Oderzo riparte da coach Furio Steffè

Subentrato a stagione in corso a Pietro Battistella, il coach triestino sarà alla guida della squadra fin dalla prima giornata nel prossimo campionato di C Gold.

Gli sono bastati tre mesi per innamorarsi della città e dell’Oderzo Basket, anche se il cammino di Ibarra e compagni si è chiuso al primo turno dei playoff. Ma ormai il passato è alle spalle e dal passato si può imparare per programmare al meglio la prossima stagione.

Per dare continuità al progetto e gettare fin da subito le basi di una stagione impegnativa è arrivata, quindi, la conferma di Furio Steffè come capo allenatore della prima squadra, segnale tangibile della volontà societaria di provare a fare un campionato di vertice sognando quella promozione che è l’obiettivo societario.

Ne abbiamo parlato proprio con Furio, attualmente impegnato ad un camp estivo in Toscana.

Ciao Furio. Quali sono le motivazioni alla base della scelta di legarti, in modo pluriennale, all’Oderzo Basket?
“Le ragioni sono molteplici: innanzitutto, la serietà del progetto e delle persone, parlo di dirigenti e staff tecnico. E’ molto facile parlare genericamente di progetti, salvo poi accorgersi che si tratta solo di retorica. Quello che la società mi ha presentato, invece,  ha basi solide, è sostenibile e prevede vari step. C’è una programmazione alla base e le migliori intenzioni per attuarla. In secondo luogo, ho apprezzato il genuino interesse che questa società nutre per il settore giovanile e, ancora prima, per il minibasket, che sono i veri serbatoi per il futuro della prima squadra. In una realtà come Oderzo, poi, queste sono attività fondamentali per aggregare e far sentire tutti partecipi della vita sportiva. L’ambiente è sano, competitivo e spero che la prima squadra possa creare un legame forte con i nostri tifosi per riempire il PalaOpitergium con continuità”.

Passando al roster, la squadra si presenterà al via profondamente modificata, con solo due giocatori (Ibarra e Valesin) confermati.
“Si, è vero. Al termine del campionato abbiamo fatto alcune valutazioni, sia sui singoli sia sulla squadra da costruire. La mia prima esigenza era cercare di avere giocatori che potessero dare una disponibilità ad allenarsi con una certa continuità, quasi da professionisti. Se andiamo a guardare il roster delle squadre promosse, tra cui la Rucker, emerge che per poter aspirare a fare un campionato di vertice la via è quella. Il roster è in via di definizione, è ancora presto per fare un’analisi visto che mancano ancora alcuni tasselli. Posso dire di essere soddisfatto di quanto la società ha fatto fino a questo momento”.