La ricetta di Milano? “Quanto basta” per vincere.

Il gap tecnico, soprattutto nell'esecuzione, è il fattore che alla lunga penalizza una Trieste comunque volitiva e, tutto sommato, in crescita.

Milano con il blasone (ma in crisi), Trieste con il desiderio di rivalsa: oggi i dodici di Dalmasson dovranno guardare oltre lo score e ignorare il curriculum vitae di avversari quali Rodriguez, Scola e molti altri. “Sporcare” la partita e infiammare il pubblico di casa: ecco i due imperativi per chi voglia affrontare la corazzata di un carismatico e vincente Ettore Messina.

I QUARTO

Neanche il tempo della palla a 2 e il Prof. Scola comincia la sua lectio magistralis di pallacanestro: 10-6 Armani. Trieste soffre comprensibilmente il gioco sotto le plance e gli schemi d’attacco sono eseguiti con imprecisione: timeout Dalmasson sulla tripla del -9 (15-6 Milano). Facile facile: con una difesa attenta e con la pressione sui portatori di palla, Messina ottiene molto, con poco dispendio di fatica (la palla e gli esterni si muovono con fluidità chopiniana). Primo quarto che termina sul 23-15 in favore degli ospiti.

II QUARTO

La differenza- finora – fra le due formazioni? L’esecuzione: ogni giocatore biancorosso si muove coi tempi giusti e mai la palla si ferma per più di due secondi nelle loro mani. I biancoblu però (colori odierni per i triestini) reagiscono con rabbia e tornano sino al -3: Milano non dilapida il vantaggio e risponde mantenendo due possessi fra sé e i padroni di casa. Le fatiche dei cinque di Dalmasson sono da applaudire ma non sono sufficienti: Armani avanti 41-34 sulla sirena dell’intervallo.

III QUARTO

Con pazienza Trieste prova ad erodere una pietra assai resistente (forse forzando troppi tiri dalla lunga), e a metà frazione le scarpette rosse guidano comodamente sul +8 (50-42). Scola martella il ferro ospite firmando 17 utilissimi punti e probabilmente l’Allianz – ora sotto di 14 – matura l’idea che non sia possibile competere alla pari. Un terzo quarto sanguinoso termina sul “ventello” di differenza 66-46.

IV QUARTO

La partita ha poco da dire, oramai, e spiace notare Hickman si affanni come pesce fuor d’acqua (2/9 al tiro): spiace altrettanto vedere Jones impegnarsi alla morte per rimpolpare lo score quando è troppo tardi. A 5.23 Armani al comando sul 73-54. Senza troppi timori i lombardi gestiscono il cronometro con saggezza uscendo vittoriosi dalla trasferta odierna; bello, invece, osservare la “voglia” di un Ettore Messina che sbraita improperi nelle orecchie di Sykes, sul +20 e a 3 minuti dalla fine, sintomo di una mentalità da professionista di alto livello.

Allianz Pallacanestro Trieste – Armani Exchange Milano 67 – 85

Trieste: Mitchell 10, Jones 15, Peric 13, Washington 8, Hickman 6, Coronica, Janelidze ne, Fernandez 4, Cavaliero 5, Cervi 3, Da Ros ne, Cooke 2. All. Dalmasson

Milano: Scola 20, Rodriguez 9, Cinciarini 3, Micov 10, Roll 13, Tarczewski 4, Burns 1, Sykes 12, Della Valle 5, Tam, Gravaghi, Biligha 6. All. Messina

Rajone