
Le ha provate tutte, Giovanni Adami. Con i suoi collaboratori ha cercato di prendere per i capelli una situazione molto complicata a causa dell’emergenza coronavirus. Il presidente della Fip Fvg ha alzato le mani solamente giovedì, quando il suo superiore (il presidentissimo della Federbasket, Gianni Petrucci) ha chiuso definitivamente la stagione 2019-2020 gestita dai comitati regionali: dalla C Gold maschile in giù, passando per il femminile, le giovanili e il minibasket. «Lo spiraglio a inizio marzo – esordisce Adami – è stato la classica fiammella della speranza. Ci siamo riuniti in comitato a Trieste, dividendoci i compiti, per farci trovare pronti nel caso fossimo ripartiti prima o poi. L’alternativa, per esempio, per C Silver e D maschili era quella di aspettare giugno per giocare a porte chiuse con formule ridotte. Poi, il 5 marzo è arrivata la prima sospensione della Fip».
In questo mese si è confrontato con Petrucci e gli altri suoi colleghi regionali. La stagione verrà cancellata senza considerare promozioni e retrocessioni?
«Non vi sono certezze, ma decreta la Federbasket centrale, nemmeno il numero uno regionale può decidere su quello che gestisce. E’ il momento di stare uniti, dobbiamo avere una traccia unica per tutta Italia. Solo compatti ne usciremo».
Serie B maschile più A1 e A2 femminili hanno già chiesto ufficialmente di staccare la spina attraverso le rispettive leghe. Serie A e A2 maschili si accoderanno a inizio aprile?
«Da inguaribile ottimista spero che qualcosa si possa fare a giugno e luglio perché sarebbe un bel messaggio per tutta la comunità cestistica, sportiva e sociale del Paese. La vedo, tuttavia, una soluzione difficile. La mia sensazione è che si getterà la spugna. L’auspicio, comunque, è che potremo rinascere e riprendere contatto con la realtà attraverso lo sport. Anche se i virologi tedeschi dicono che la Bundesliga riaprirà le porte al pubblico solo ad agosto 2021».
Quanto le dispiace non poter ospitare le due finali nazionali giovanili, under 16 e 14 maschili, a Udine e Pordenone?
«Molto. Ci eravamo gettati con entusiasmo in questa ennesima avventura. Ci ricandideremo nel 2021. Magari per qualcosa di diverso, ma non posso e voglio dire niente».
La Fiba ha sospeso l’intero calendario 2020. Fino alla scorsa estate il Friuli era nell’agenda degli eventi internazionali giovanili. A quanto sarebbe ammontata la perdita?
«Il budget, tra una finale nazionale italiana e internazionale, è completamente diverso. Bisogna moltiplicare 10 volte tanto, se basta».
E’ il momento più difficile della sua presidenza?
«No, il più difficile è stato legato a riorganizzazione, ristrutturazione e cambiamento rispetto al passato: chiusura comitati provinciali, accentramento regionale della capacità patrimoniale e via discorrendo. Questo momento, però, è inaspettato, imponderabile ed imprevisto. Mai avrei pensato di doverlo affrontare».
Qual è il messaggio al mondo del basket Fvg?
«Se siamo tutti in terapia intensiva non si possono fare play-off, play-out, Basket day, Trofeo delle regioni e delle province. Pensiamo alla salute e a tornare in forma. Nella fase di rinascita, che sarà contraddistinta da difficoltà economiche, la Fip Fvg sarà vicina alle società. Facendo nostra la frase “stai pronto” sentita mille volte sul campo al momento del cambio di un giocatore, stiamo preparando per il nostro movimento un programma per poter, in qualsiasi momento ciò avverrà, riprendere l’attività soprattutto per i nostri giovani. Ripartiremo tutti. Assieme».
Ufficio Stampa Fip FVG


























