Cercasi gioco di squadra – di Luca Corsolini

Prima il calcio, adesso il calcetto. Continuiamo a confondere una parte con il tutto, e così, sotto incantesimo, non capiamo quanto sia difficile la ripartenza dello sport di base, discipline di squadra primariamente, tra autorizzazioni che non arrivano, presidi che già si arroccano per difendere le palestre scolastiche da invasioni altrui, maggiori spese e minori ricavi.

La cosa triste è che manchi proprio un gioco di squadra per difendere le tante squadre che anche senza scudetti e coppe sono la bandiera di un paese, la certezza di tante famiglie, il rifugio di tanti appassionati.

Una conseguenza del coronavirus è stata mettere in luce che non funziona, perché proprio non esiste, una catena di trasmissione dei valori dello sport.

Parlare solo di risultati non è una strategia vincente me nemmeno intelligente: arriva un virus e si blocca tutto. Parlassimo di più e meglio di sport come attività sociale e social, con questa seconda definizione che vale pure come risorsa, a saper usare strumenti come il crowdfunding, riusciremmo a farci ascoltare e ad ascoltarci di più e meglio.

Domani le federazioni basket, volley e pallamano unite in conferenza: parlino di tutto lo sport, non solo di una parte. Parafrasando Mourihno, chi parla solo di basket non fa l’interesse del basket.

Luca Corsolini