Quelle oscure presenze

Si sa, il basket, come tanti altri sport, sta attraversando un momento difficile, sia per il Covid che per alcune problematiche legate a gestioni definibili, quanto meno, fantasiose.

Un episodio mi ha particolarmente colpito, ieri, mentre camminavo per il centro della mia città.

Incontro un ragazzino, che ho visto spesso giocare nelle giovanili, un po’ meno quando ha mosso i primi passi tra i “grandi”.

Un “millenial” di belle speranze e, se non belle, almeno speranze. Parliamo un poco gli chiedo dove andrà a giocare e mi dice che il suo procuratore non gli ha trovato niente di meglio che una squadra di serie D, proprio della nostra città.

L’ho salutato, tra il triste e lo stupito.

Poi ho pensato.

Ma per giocare in serie D, dietro a casa, ho bisogno di un procuratore?

Poi ho pensato.

Ci sono delle persone che si definiscono PROCURATORI che non hanno niente di meglio da fare che illudere dei ragazzini, per poi trovargli ingaggi che definire patetici è fare un complimento.

Poi ho pensato.

Ci sono squadre che per problemi economici rinunciano alla categoria ma, invece di imparare la lezione, continuano ad ingaggiare stranieri e ragazzini illusi, invece di puntare sul proprio vivaio.

Poi ho pensato… ma spero di non essere l’unico a farlo

Panda rydens