Tanta Milano all’Allianz Dome, Trieste ci prova ma deve inchinarsi

Trieste, 11 ottobre 2020 – Finisce con un -23 casalingo il confronto con l’AX Armani Exchange Milano: una Trieste “ferita” deve arrendersi alla capolista del campionato, ma la sconfitta è figlia della qualità degli avversari e anche di ulteriori ragioni, non ultime quelle “sanitarie”. 

In casa Allianz, è l’occasione buona per l’esordio di Mussini mentre rimangono a guardare i compagni Henry, Cavaliero e Upson. Si parte con il quintetto formato da Fernandez, Doyle, Alviti, Grazulis e Upson: l’Olimpia risponde con Rodriguez, Roll, Shields, Brooks e Tarczewski. Dopo appena tre minuti, sul 6 – 4, Messina chiama time out: Milano ha un’ottima reazione, con uno 0 – 8 propiziato dal pressing a tutto campo, tanto che coach Dalmasson deve rifugiarsi in un minuto di sospensione. Serve a poco, perché Milano riesce a toccare anche il +16, grazie alla concretezza di Hines ed a cinque punti di fila di Datome. Il sardo mette altri due punti, prima di due liberi di Mussini che al 10’ fissano il 12 – 26. 

Partita già in ghiacciaia? Assolutamente no, perchè la reazione dell’Allianz è più che buona nel secondo periodo: l’Armani rimane per diversi minuti in vantaggio in doppia cifra, ma la grinta difensiva dei biancorossi inizia a farsi sentire. Gli ospiti cominciano a perdere qualche pallone di troppo dopo aver toccato il massimo vantaggio di +21 (18 – 39, tripla di Rodriguez): Upson (5/10 da due, 8 rimbalzi, 3 falli subiti) schiaccia al volo su assist di Doyle, mentre Fernandez deve uscire per il terzo fallo a 4’12’’. Al suo posto entra Laquintana che si rende subito utile, conquistandosi un canestro e fallo contro Hines: il play classe ’95, insieme ad un presentissimo Upson, spinge Trieste a rimanere in partita. La bomba di Datome fissa il 33 – 45, prima che Doyle risponda con un ottimo step back dalla lunga distanza, a 3’’ dalla sirena del ventesimo (36 – 45). 

Primo tempo (Foto di Walter Angelica)

Primo tempo (Foto Panda images)

Dopo la pausa lunga, le due formazioni rimangono per un paio di minuti senza segnare poi è l’Armani a piazzare un break di 0 – 8 che induce Dalmasson a chiamare time out (36 – 53): Milano continua a condurre nel punteggio, mentre l’Allianz non riesce a concretizzare e segna solamente nove punti in dieci minuti. Moraschini entra e mette dentro sette punti di fila, poi Leday (4/9 da due, 2/3 da tre, 4/6 ai liberi, 14 rimbalzi, 6 falli subiti) piazza un semigancio e ruba l’ultimo pallone del quarto a Doyle (1/5 da due, 5/10 nelle bombe, 3 rimbalzi), siglando il 45 – 69 al 30’. 

Nell’ultima frazione, un più che positivo Alviti (1/5 da due, 3/5 nelle triple, 2/2 ai liberi, 12 rimbalzi e 2 falli subiti) infila due bombe, ma la gara fondamentalmente rimane sempre nelle mani dei lombardi: c’è spazio per Cinciarini, che colpisce un paio di volte dalla lunga distanza, ma i biancorossi hanno il merito di non mollare nonostante il gap. Fernandez segna in contropiede e Doyle infila quattro bombe negli ultimi minuti: c’è spazio per Coronica e Arnaldo, ma i due punti vanno a Milano. Finisce 65 – 87 e ora bisogna solamente pensare a recuperare gli infortunati e amalgamare i nuovi arrivi. 

Secondo tempo (Foto Walter Angelica)

Secondo tempo (Foto Panda images)