
Il “nodo coach” in seno alla Pontoni Falconstar Monfalcone è finalmente sciolto: è Matteo Praticò il successore di Gigi Tomasi sulla panchina biancorossa. Il tecnico classe 1983, quindi, riprende da dove aveva lasciato a febbraio, ovvero in Serie B, con un ruolo di head coach: l’esperienza a Teramo si è conclusa molto rapidamente e, nei mesi successivi, la decisione di “stoppare” momentaneamente la carriera di allenatore professionista era collimata con lo stop dei campionati e la graduale ripresa. Ora, il tecnico triestino, è pronto per iniziare la nuova avventura con Bonetta e compagni, per traghettare la formazione monfalconese in questo impegnativo campionato di Serie B.
Matteo Praticò, un nome “nuovo” sulla panchina di Monfalcone; un nome conosciuto per tutto il mondo del basket. Quali le tue sensazioni, all’inizio di questa nuova avventura?
“Sono sicuramente sensazioni positive perché torno a fare quello che mi piace: ero fermo da diverso tempo, sia per scelta personale che per i noti motivi legati alla pandemia. E’ stata una chiamata un po’ inaspettata, ma sono molto contento che Monfalcone mi abbia scelto e non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura, che sarà certamente stimolante perché la palestra mi mancava davvero tanto”.
Nel 2019/2020 hai avuto una breve parentesi a Teramo, in Serie B, dopo la decisione di lasciare la Pallacanestro Trieste dopo diverse stagioni. I tuoi ricordi di quei momenti.
“Certamente il momento migliore per quel che riguarda Teramo è stata l’idea che cominciavo il mio percorso di capo allenatore lontano da Trieste. Un’idea purtroppo stoppata dalla pandemia: c’è stata la sfortuna di aver iniziato nel periodo peggiore, ma chiaramente non si poteva immaginare una cosa del genere, devo dire che Teramo è una gran bella città in cui mi sono trovato molto bene, al pari della società che mi ha accolto”.
La pandemia, lo stop e poi il … ritorno a casa: come L’hai vissuta?
“Il 7 aprile sono tornato a casa pensando di rimanerci per nemmeno un mese; poi, con lo stop di tutti i campionati sono iniziati ad affiorare i pensieri su che cosa si potesse fare dopo, perché appunto in una situazione di stallo del genere non era facile immaginarlo. Ho, quindi, optato per rimanere a casa mia a Trieste”.
Hai poi maturato una decisione importante, decidendo di abbandonare temporaneamente il professionismo per orientarti su un altro percorso lavorativo. La passione però è rimasta intatta, vero?
“Ho scelto di abbandonare perché vedevo quello che stava succedendo in giro, specialmente in Serie A ed in A2, in alcune realtà stava emergendo la difficoltà di non avere pubblico. Chiaramente, pensare di andare in club piccoli dove sponsor ed abbonamenti fanno la differenza avrebbe rappresentato un’incognita: magari ci sarebbero stati problemi economici e, siccome non siamo in un contesto calcistico dove con un mese di stipendio si riesce ad andare avanti un paio di anni, il fatto di non avere una certezza economica ti porta a maturare una decisione che personalmente ho preso senza alcun tipo di problema o pentimento. Credo di aver fatto la scelta giusta per quel momento: ora è arrivata la chiamata di Monfalcone, che mi permette di rientrare pian piano nel mondo della pallacanestro”.
Ora, a Monfalcone, l’opportunità di guidare un Serie B con qualche giocatore a te ben noto e altri che sono degli elementi che comunque conosci: dove potete arrivare?
“E’ un’opportunità molto bella ed intrigante; credo che non sarà difficile “entrare” dentro la squadra; coach Gabriele Gilleri lo conosco da una vita, mentre molti atleti li ho allenati nelle giovanili o anche in prima squadra alla Pallacanestro Trieste. Sarà un bell’allenare, ma ovviamente dovremo lavorare molto per essere efficaci: siamo un team molto competitivo, dal mio punto di vista, ma dovremo dimostrare tutto sul campo”.
Su che cosa lavorerai maggiormente per portare a termine il campionato?
“Direi poche cose, perché non siamo un team di professionisti e invece ci troviamo spesso ad affrontare gruppi che fanno questo lavoro a tempo pieno. Cercheremo di investire il tempo che abbiamo su poche cose, ma fatte bene: con la qualità degli atleti che abbiamo a disposizione, possiamo fare molto bene per cui dovremo lavorare sodo e provare a vincere più partite possibile”.
Infine, un augurio al popolo della pallacanestro ed ai tifosi di Monfalcone.
“Il mio augurio è soprattutto quello di poter tornare al palazzetto con costanza e senza bisogno di tutte le procedure, lungaggini e difficoltà che ha comportato questa pandemia. Rientrare in palestra a vedere le partite, una cosa bella anche per i tifosi ma non solo: giocare senza pubblico è qualcosa che non ha senso, ma chiaramente ora è necessaria per poter mandare avanti il movimento. Ai tifosi di Monfalcone, il mio messaggio è quello che spero di vederli presto alla Polifunzionale, per tifarci e per darci una mano in questo difficile campionato”.
































