Il massimo risultato col minimo sforzo: Trieste piega Pesaro 89-78

In partite così prive di agonismo e di sprizzante energia, i dettagli fanno la differenza: la garra di Deangeli, la precisione di Grazulis, la velocità di Davis sono alcuni fattori chiave per la vittoria giuliana.

Sfida interessantissima quella di stasera: da una parte una Trieste ultimamente sottotono e in cerca di “definirsi”; dall’altra la Pesaro risorta anche grazie all’esperienza di Coach Banchi, chiamato a sostituire il leggendario Aza Petrovic. In terra giuliana ci si attende una reazione da Fernandez ma soprattutto da Konate, oggi schierato subito in quintetto base.

I quarto

In un Allianz Dome privo dei tamburi e del supporto più “caldo” della Curva Nord (che compensa colle voci di alcuni apprezzati irriducibili), Trieste parte col ritmo giusto (10-4), anche per merito di un Davis ispirato. Konate, servito a dovere, infila 6 punti e conquista gli applausi del pubblico: Jones (8 firme) non arretra ma anzi risponde colpo su colpo: Pesaro resta a contatto sul -2 (15-17). Entrambe le difese paiono alquanto deficitarie, soprattutto sui tagli dei lunghi e sui pick and roll: gli esterni rimpinguano il tabellino col tiro da fuori e un troppo tranquillo primo quarto si chiude sul 26-20 in favore dell’Allianz.

II quarto

Subito doppio regista per Ciani (Fernandez e Cavaliero) e la difesa si fa più arcigna e aggressiva, costringendo i marchigiani ad arrabattarsi per costruire i giochi offensivi. Col ritorno di Davis – che sostituisce un Lobito ancora irritato colla terna – Banchi chiama il timeout di fronte al -8 nel punteggio (22-30). Assai utile, ancora una volta, l’apporto di Deangeli, pedina stakanovista nella scacchiera di quest’Allianz: la Carpegna gioca a folate, e qualche affondo di un cinico Grazulis illumina il +9 biancorosso (42-33). Una Trieste in controllo può guadagnare gli spogliatoi al comando (46-37) e avendo lanciato alcuni “segnali” importanti agli avversari (Delfino a 1 punto è uno di questi).

III quarto

L’Allianz continua a concedere un eccessivo numero di rimbalzi d’attacco ai marchigiani (11!), giocando una pallacanestro molle e svogliata: il bello (o il brutto) è che la Carpegna sembra volersi “accordare” a questo trend, non imprimendo forza ai propri attacchi e ripiombando sotto di 8 (53-61). Una Trieste non eccelsa dunque (Davis top scorer, con 14 punti), può guidare la contesa più per demerito altrui che per una superiorità tecnico-tattica. Dopo trenta minuti, infatti, l’Allianz è avanti 65-58.

IV quarto

Con le sportellate tra Fernandez e il giovane Moretti vediamo barlumi di agonismo e di cattiveria sportiva: 69-60 per i colori di casa; Konate, nel frattempo, esce per cinque falli ma possiamo considerare sufficiente la prestazione odierna. Gli ospiti, acciaccati, non trovano le risorse necessarie per agire coralmente e alla tripla del Lobito segue il timeout per coach Banchi (75-62 in favore degli alabardati). La reazione marchigiana arriva, così come la controreplica dei giuliani: senza grosse sorprese, Trieste porta a casa un’altra, non scontata, “W”.

Allianz Pallacanestro Trieste vs Carpegna Prosciutto Pesaro 89 – 78

Trieste: Cavaliero, Fernandez 7, Fantoma, Davis 14, Delìa 15, Grazulis 14, Deangeli 3, Banks 11, Campogrande 3, Konate 9, Mian 13. All. Ciani

Pesaro: Moretti 6, Delfino 6, Demetrio 6, Tambone 3, Jones 20, Stazzonelli, Lamb 4, Camara 4, Zanotti, Sanford 11, Larson 16. All. Banchi

Rajone