Cinque spunti per conoscere meglio Matteo Spagnolo

1. Il draft NBA

Lo scorso 24 giugno a New York è andato in scena l’NBA Draft, l’appuntamento annuale che permette alle franchigie NBA di accaparrarsi i migliori giovani talenti degli Stati Uniti e del mondo aprendogli le porte della massima lega internazionale.

Il Draft 2022 è stato particolarmente significativo per l’Italia, visto che sono stati chiamati i nomi di ben tre Azzurri: Paolo Banchero, preso con la prima scelta assoluta, Gabriele Procida e appunto, Matteo Spagnolo. Chiamato dai Minnesota Timberwolves con la 50esima scelta assoluta, il giovane play classe 2003 resterà nei radar dell’ambiziosa formazione di Minneapolis continuando a crescere e ad affermarsi nel basket europeo.

2. Da Brindisi con furore

Immaginate un ragazzino di 13 anni capace di segnare 78 punti in una partita finita 86-82: era il 2016 e un giovanissimo Matteo Spagnolo con la maglia della Mens Sana Mesagne batteva quasi da solo Ceglie, altra formazione pugliese.

Viene da Brindisi Matteo Spagnolo, che pur avendo passato tanti anni tra Roma e Madrid non ha perso l’accento della sua terra e l’amore per quella che rimane sempre casa sua. E’ lì che è cresciuto con papà Fabio, mamma Valeria e la sorellina Roberta. 

3. La cantera madrilena 

Matteo è stato il primo giocatore italiano ad entrare nella rinomata cantera del Real Madrid, quella che solo per rimanere agli ultimi anni ha lanciato stelle del calibro di Nikola Mirotic o Luka Doncic: nel settore giovanile delle merengues, dove è arrivato nel 2018, Spagnolo ha avuto l’occasione di lavorare in alcune delle migliori facilities d’Europa, allenandosi con allenatori e compagni di alto livello e vivendo la vita dello “studente atleta”.

Lontano da casa Matteo ha saputo mettersi in gioco e crescere dal punto di vista umano e professionale, facendosi notare anche da coach Pablo Laso e dallo staff della prima squadra dei Blancos: qualche comparsata in ACB, tanti allenamenti con i “pro”, ma soprattutto la chance di mettersi in luce con la squadra B del Real Madrid impegnata nella quarta divisione spagnola dove Matteo ha cominciato ad essere leader. 

4. Cremona

La prima stagione in Serie A di Matteo Spagnolo dimostra che a 18 anni appena compiuti il ragazzo brindisino vale già la massima categoria nazionale per talento, fisico e “testa”: Spagnolo può contare su una squadra costruita per lasciargli spazio in termini di minuti e di responsabilità, con una guida tecnica e carismatica nel ruolo di playmaker come l’eterno Peppe Poeta.

In 25 presenze ufficiali, 12,2 punti di media, un brillante 44,1% da tre punti, la sensazione di poter essere un giocatore che impatta con estrema efficacia nella metà campo offensiva: non basterà a salvare la Vanoli, falcidiata da infortuni e sfortune, ma il premio di Miglior giocatore Under 22 a fine stagione non può che andare a lui. 

5. La Nazionale

Matteo ad appena 19 anni può già vantare una certa esperienza anche in termini di maglie Azzurre: intanto perché con le giovanili vanta un bronzo europeo U16 conquistato nel 2019, entrando anche nel miglior quintetto della manifestazione, e poi perché nel 2020 è diventato il terzo giocatore più giovane della storia di Italbasket a debuttare in partita ufficiale con la Nazionale maggiore.

Sono 11 le presenze con l’Italia, 32 i punti segnati con un massimo di 9 realizzati contro l’Estonia nel match valido per le qualificazioni agli Europei 2022. E non è escluso che a quegli Europei coach Pozzecco non se lo voglia portare… 

Uff. stampa Aquila Basket