La Trieste dai due volti esce sconfitta contro Brescia per 75 – 98

Trieste gioca il miglior inizio di partita della stagione, ma i primi cambi sono sufficienti a vanificare il lavoro fatto. Non tiene la scusa della stanchezza per la partita di coppa, perché Brescia aveva affrontato Milano poche ore fa.

Affrontare la Brescia capolista, uscita vincente dalla sfida contro Milano, in trasferta, e senza tifosi biancorossi al seguito: il compito domenicale per i cestisti di Gonzalez è una vera prova di forza. Vedremo se il processo di miglioramento della squadra giuliana proseguirà la sua ascesa o se verrà ostacolata da una formazione esperta, saggia e abituata a giocare assieme come la Germani: presumibilmente Jeff Brooks non scenderà sul parquet. Divide molti, invece, la scelta di impedire l’accesso ai tifosi alabardati: una decisione più figlia dell’imperizia nella gestione di queste situazioni che del raziocinio. Un gran peccato, considerato il calore e l’affezione del pubblico triestino!

I QUARTO

Ross parte nello starting five e Trieste “bagna” lo score con un bel 6-0: Sissoko cancella il lay up di Della Valle salendo in alta quota. Miglior partenza del campionato per i giuliani: ospiti avanti 11-2. Ross sta facendo ammattire i difensori bresciani, ma Rivers infila 8 punti arrestando l’emorragia: Germani che riemerge a -5 (10-15). Ramsey è freddo e glaciale nelle conclusioni, si segna tanto da entrambi i lati del campo e Cotelli opta per i primi cambi; con pazienza i lombardi si acclimano al ritmo partita, Trieste perde quella verve che aveva caratterizzato i primi minuti e spegne il lume della ragione: 21-20 per la Germani. I “piccoli” biancorossi non tengono il primo passo della coppia Ivanovic-Della Valle, e Trieste pare avere due volti: quello “americano”, sorridente, quello “italiano”, sofferente. Dopo un problema al cronometro, il quintetto dei panchinari subisce senza reagire il parziale che rilancia Brescia sul +7 (32-25). Che rabbia aver gettato alle ortiche la miglior partenza per i triestini!

II QUARTO

Questo quintetto non può competere allo stesso livello degli avversari e – con colpevole ritardo – Gonzalez ricaccia dentro Brown e Toscano-Anderson: Trieste è sotto di 11 lunghezze (36-25). Giusto anche l’ingresso di Ross per un Ruzzier spaesato e incapace di far girare la squadra. L’esperienza di Ivanovic si traduce in giocate raffinate e proficue, pur non possedendo un fisico atletico ed una velocità impressionante. Riecco anche Ramsey, mentre la terna si fa irretire da alcune furbate, rispettivamente, di Ross e Bilan: la Germani è intelligente nella gestione degli attacchi e guida comodamente sul +15 (44-29). Brown prova ad invertire il trend negativo, ma se Toscano-Anderson non converte il post-basso contro Ivanovic, c’è poco da fare; 44-32 per i lombardi. Sissoko non viene servito quasi mai come vorrebbe (5 i rimbalzi per lui), Ramsey è il più costante nelle segnature ma un altro errore banale di Toscano-Anderson gli vale un virtuale “4” in pagella, finora. I bresciani bucano la difesa giuliana senza grossi problemi, i tagli back door si susseguono uno dopo l’altro e così i padroni di casa possono chiudere in vantaggio sul 53-44.

III QUARTO

Lì dove un teoricamente esperto Toscano-Anderson si inerpica in scelte stupide, Ramsey (13 punti) brilla per acume cestistico: il gancetto di Sissoko incide il -3 (bel parziale di 6-0 dei giuliani). Lo dico: Ramsey deve giocare 40 minuti. Brescia è sulle gambe come nei minuti iniziali del primo quarto, ma Trieste non profitta e poco dopo l’arbitro punisce eccessivamente Sissoko col terzo fallo: metro più che rivedibile; Ross perde una palla ingenuamente e così Ivanovic può segnare il nuovo +10. Sempre Ramsey il più arcigno, anche in marcatura, ma quasi ogni turnover triestino si converte in una tripla della Germani. Brescia avanti 65-59, ma Ross e Sissoko hanno 3 falli a testa; sapendo questo, non si spiega pertanto il fallo “tattico” dello stesso Ross (su Ndour), che torna in panchina senza imporsi come leader. Blackout mentale dei giuliani. Dopo trenta minuti di partita la Germani è al comando sul 71-60.

IV QUARTO

Burnell prende rimbalzi manco fosse Dikembe Mutombo, Uthoff sale a 11 firme personali e dopo un minuto – alla buon’ora – Gonzalez rimette Ramsey: +12 per i lombardi (75-63). Con questo attacco, Trieste non può vincere: le “sparacchiate” insensate dalla lunga sono un pessimo indicatore della capacità di resilienza dei biancorossi. Non avrà vinto un anello NBA, ma Della Valle sta portando a scuola Toscano-Anderson (che, a dire il vero, ha giocato una sola partita convincente sino a questo momento): Ramsey conclude un recupero con una windmill da highlight. Brescia avanti 81-67. Le bombe dei biancoblu e l’atteggiamento passivo degli alabardati chiudono anzitempo la contesa, con oltre 4.30 sul cronometro. Brutto “setback” per gli uomini di Gonzalez, non tanto per la sconfitta in sé ma per come è arrivata. Pessimo anche il quinto fallo di Toscano-Anderson, che prende la “scialuppa di salvataggio” mentre la nave affonda senza reagire con la maturità necessaria.

Germani Brescia vs Pall. Trieste 98 – 75 (32-25, 21-19, 18-16, 27-15)

Germani Brescia: Ivanovic 17, Rivers 20, Bilan 6, Ndour 16, Della Valle 25, Mobio 2, Cournooh, Ferrero, Doneda, Santinon, Burnell 12. All. Cotelli

Pall. Trieste: Brooks, Brown 6, Ross 19, Ramsey 20, Ruzzier 2, Toscano-Anderson 5, Sissoko 5, Iannuzzi, Candussi 4, Deangeli, Uthoff 11, Moretti 3. All. Gonzalez

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