
Vittoria pesante, sofferta e dal grande valore simbolico per Apu Old Wild West Udine, che davanti al pubblico del Carnera supera Vanoli Cremona per 82-75 al termine di una sfida intensa, spigolosa e ricca di contenuti tecnici ed emotivi.
Udine approccia il match con buone letture ma anche con qualche imprecisione, soprattutto nella gestione dei primi possessi. Cremona prova a imporre ritmo e fisicità, alternando difese aggressive a soluzioni offensive costruite sul talento di Willis, Durham e Ndiaye. Il primo tempo è equilibrato, spezzettato dai falli e caratterizzato da continui mini-break, senza che nessuna delle due riesca davvero a scappare. All’intervallo il punteggio resta in bilico, fotografia fedele di una gara nervosa e combattuta.
È nel secondo tempo che emerge la vera identità dell’APU. Dopo qualche passaggio a vuoto, i bianconeri alzano l’intensità difensiva, accettano la battaglia fisica e iniziano a muovere meglio il pallone. Il terzo quarto è emblematico: Cremona prova a mettere la testa avanti, ma Udine risponde colpo su colpo, trovando punti importanti da più protagonisti e restando sempre agganciata alla partita.
Il match si decide negli ultimi dieci minuti, quando il livello di attenzione e la lucidità diventano determinanti. Qui Udine dimostra di non essere più una semplice neopromossa, ma una squadra capace di leggere i momenti della gara.
Nel finale punto a punto salgono in cattedra i leader. Calzavara è il cervello della squadra: detta i tempi, distribuisce 8 assist e mette canestri pesanti nei momenti in cui l’attacco rischia di incepparsi. Christon, pur senza forzare, è chirurgico nelle scelte e glaciale dalla lunetta nei possessi decisivi.
Il simbolo della serata è però ancora una volta Alibegovic. Il capitano chiude a quota 17 punti, ma soprattutto trasmette personalità e sicurezza a tutta la squadra. La tripla che ribalta l’inerzia nel quarto periodo è una fotografia perfetta del suo peso specifico: non solo punti, ma leadership pura.
Fondamentale anche il contributo di Mekowulu, che protegge l’area, combatte a rimbalzo e firma canestri pesantissimi nel finale, mentre Ikangi porta energia, difesa e tiri importanti dall’arco, dimostrandosi ancora una volta un fattore.
La Vanoli non molla. I lombardi restano in partita fino all’ultimo possesso, affidandosi ai 14 punti di Willis e Durham, ai 13 di Veronesi e alla presenza fisica di Ndiaye. Tuttavia, nei momenti chiave, pagano qualche palla persa di troppo e una gestione meno lucida degli ultimi attacchi, finendo per subire la maggiore compattezza dei friulani.
Con questo successo Udine sale a 12 punti, portandosi sul 6-9 e lasciandosi alle spalle proprio Cremona. Un dato che va oltre i numeri: l’APU manda un messaggio chiaro al campionato. Questa squadra sa soffrire, sa reagire alle difficoltà e sa vincere anche partite “sporche”, quelle che spesso fanno la differenza in ottica salvezza.
Non è stata una vittoria di puro spettacolo, ma è stata una vittoria vera. Di cuore, di carattere e di maturità. E in una Serie A sempre più dura ed equilibrata, sono proprio queste partite a costruire identità e fiducia.
Uff. stampa APU



























