Non manca qualità ma orgoglio: Gran Canaria stende Trieste 94 – 70

Ramsey indossa la casacca ma si vocifera resti a riposo per un "acciacco": alla superiorità ospite Trieste replica con un linguaggio del corpo sfiduciato e poco combattivo.

All’andata sembrò impossibile, eppure si vinse: oggi Trieste ha l’occasione di farsi perdonare il passo falso dell’ultima gara di campionato, ma Gran Canaria è – lo ricordiamo – una delle candidate alla vittoria finale della BCL. Com’è noto, Gonzalez non potrà schierare Davide Moretti ma probabilmente quest’avversaria di alto lignaggio può stimolare gli alabardati ad elevare la propria pallacanestro. Un match importantissimo, perché può fungere da preludio ad un clamoroso, futuro, passaggio alla fase successiva.

I QUARTO

Le prime azioni giuliane, sia d’attacco che difensive, sono esempio di disattenzione e di una tattica “rivedibile”: Brussino fa 2/2 in meno di due minuti e sì che le sue doti da tiratore di razza eran ben note! Nota tecnica: i passaggi lob di Ross per Sissoko molto lontano dal ferro, dopo il pick and roll, sono quanto di più illogico si possa pensare in un campo di pallacanestro. Ospiti avanti 6-4. Brown cerca di “incollarsi” a Brussino, autore già di 9 punti, e suoi sono 6 dei 7 punti di Trieste: troppe le palle perse dei padroni di casa (2 di Ross). Sissoko non viene servito ma si guadagna qualche pallone dal rimbalzo, anche se la marcatura su Tobey è poco efficace. Gran Canaria avanti 15-12. Brown è talmente indemoniato da conquistare un rimbalzo d’attacco e poi decidere per una tripla in step back: carisma. Uthoff spara la tripla del -2 ma viene immediatamente sostituito, Toscano-Anderson pare più concentrato del solito e suoi sono i liberi del pareggio (19-19); cambi “securitari” dell’allenatore spagnolo: tolto anche Brown, dopo una stoppata eccezionale! Dentro dunque Iannuzzi, Candussi e Deangeli, che si getta a rotta di collo su una palla vagante, prima che la sirena fermi la contesa sul punteggio di 21-19 per i canarini, solo a causa di un fischio palesemente erroneo a favore di Robertson.

II QUARTO

In un minuto e 19 secondi Gran Canaria fugge a +7 (26-19), mentre i nero-arancio stanno a guardare: timeout per Gonzalez. Ross tentenna in fase di regia, quando penetra non trova più il fondo della retina ed è evidente sia in difficoltà; la sua abbinata con Sissoko non è proficua e solo Brown indossa il mantello del leader: giuliani a -5 dopo la bomba di Uthoff (24-29). Salvo segna una tripla di tabella e poco dopo si concede un passaggio no look portando a “scuola” i difensori avversari: Toscano-Anderson gli concede tutto questo con una difesa poco aggressiva. Con Ramsey ancora in panchina (pare per un acciacco, ma la divisa da gara…c’è), Gonzalez non cambia il quintetto che sta offrendo la prestazione meno convincente ed è un attimo a finire sotto di 10 (37-27). Ancora una volta il migliore in campo, Brown, viene sostituito e Ruzzier rivede il parquet soltanto a 3.53 dall’intervallo; Gran Canaria gioca con sicurezza nei propri mezzi, con pazienza, ma non è la schiacciasassi che tutti si attenderebbero: Brussino, con apparente sorpresa dello staff nero-arancio, infila il suo quindicesimo sigillo, da tre punti. Canarini, dunque, meritatamente al comando – dopo venti giri di orologio – sul 49-37.

III QUARTO

Il movimento di palla dei canarini è da “manuale” del basket: la risposta di Trieste è molle, svogliata, e rinunciataria. 56-37 per la Dreamland. I giuliani non riescono a chiudere l’area né a marcare adeguatamente i tiratori sull’arco, ma ciò che perplime è la staticità degli attacchi guidati da Ross, che finisce per perdere l’ennesimo pallone dopo un raddoppio; Toscano-Anderson gioca da play, si crea spazio d’azione ed è bravo a mettere in fila il dodicesimo punto personale, viatico al momentaneo -14 (46-60): poi, due scemenze e inerzia che torna a sorridere ai canarini. Umiliante la street move di Samar, che vola in contropiede facendo passare la sfera sotto le gambe di Ross: nonostante una prova disastrosa (0/6 dal campo e -18 di +/-), Gonzalez lo lascia sul parquet. Giustissimi i fischi per una squadra che, sotto di 20, “corricchia” invece di mordere le caviglie e sprigionare orgoglio. Ruzzier, Deangeli e Brown sono gli unici a mostrare sprazzi di agonismo ma il risultato – a livello di pallacanestro – è comunque imbarazzante: non un terzo quarto ma una “Caporetto” per Trieste (un’occorrenza quasi costante), sotto di 21 lunghezze (71-50).

IV QUARTO

Gran Canaria difende alla “morte” e questo si staglia come insegnamento silenzioso, per chi ha orecchie per intendere e occhi per osservare. La competizione, di fatto, non c’è e questi minuti sono tortura difficile da sopportare per i tanti tifosi accorsi ad inneggiare i nero-arancio: 74-54 sul tabellone. Le esultanze di Vila (che mima le “corna” anche quando la tabellata da tre è frutto della fortuna, non della sua valentìa) sono tristi propaggini di una derisione che, ad essere sinceri, Gran Canaria potrebbe evitare se fosse squadra di “signori”. Una sconfitta non onorevole per Trieste, ripiombata in una crisi che non fa ben sperare in vista della gara contro Napoli.

Pall. Trieste vs Dreamland Gran Canaria 94 – 70 (19-21, 18-28, 13-22, 20-23)

Trieste: Martucci, Uthoff 8, Sissoko 13, Brooks 5, Deangeli, Ramsey, Brown 16, Ross 4, Candussi 2, Ruzzier 3, Toscano-Anderson 16, Iannuzzi 3. All. Gonzalez

Gran Canaria: Maniema 4, Wong 8, Vila 15, Samar 4, Albicy 1, Brussino 15, Salvo 7, Alocen, Pelos 17, Tobey 12, Kuath 6, Robertson 5. All. Lakovic

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