Final Eight Coppa Italia: Trieste sfida Milano, le parole di coach Taccetti

La Coppa Italia è uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Alla Inalpi Arena di Torino, la Final Eight mette di fronte le migliori squadre del campionato in una formula che non lascia margini di errore: gara secca, dentro o fuori.

Domani sera riflettori puntati su Pallacanestro Trieste – Olimpia Milano, un incrocio che per la prima volta nella storia si gioca in Coppa Italia. Un confronto che vale l’accesso alla semifinale, in una competizione dove ogni dettaglio pesa e ogni possesso può fare la differenza.

Trieste. Lo scorso anno Trieste ha vissuto una Coppa intensa e carica di emozioni. Nei quarti di finale i biancorossi hanno superato Trapani 74-72 al termine di una sfida decisa negli ultimi secondi, grazie a una giocata difensiva determinante. Una partita vinta con carattere, rimanendo sempre dentro il match anche nei momenti di difficoltà. In semifinale è arrivato lo stop con Trento (79-82), dopo una gara combattuta fino all’ultimo possesso. Un’eliminazione di misura che ha comunque confermato la capacità della squadra di competere ad alto livello nelle partite a eliminazione diretta.

Oggi Trieste arriva a questa Final Eight consapevole che il proprio livello dipenderà dalla capacità di restare dentro la partita per quaranta minuti. La squadra ha mostrato di poter giocare con ritmo e aggressività, ma in una gara secca serviranno continuità, equilibrio e attenzione ai dettagli

Milano. L’Olimpia è una delle società più presenti e vincenti nella storia della competizione. Lo scorso anno Milano ha raggiunto la finale dopo aver eliminato Virtus Bologna e Brescia grazie a una difesa solida e alle giocate dei suoi leader. Nell’atto conclusivo con Trento, però, Milano ha faticato a trovare ritmo offensivo e il match si è concluso 79-63.

In questa fase della stagione l’Olimpia arriva a Torino con rotazioni più complete rispetto alle ultime settimane. Sono rientrati giocatori importanti come Leandro Bolmaro e Josh Nebo, elementi che allungano le soluzioni a disposizione dello staff tecnico e aumentano l’impatto fisico sotto canestro e in transizione.

Le parole di coach Francesco Taccetti

Alla vigilia della gara, coach Francesco Taccetti ha sottolineato l’importanza dell’approccio mentale in una competizione a eliminazione diretta:

“Energia e concentrazione sono due ingredienti che devono coesistere per 40 minuti da parte di tutti i giocatori, aiutano ad avere la squadra sempre unita e compatta, che risulta essere un fattore determinante. In queste sfide secche questo è l’aspetto più importante perché spesso sono i singoli episodi all’interno dell’intera partita a decidere il risultato finale. E questi episodi possono vedere protagonisti non solo i giocatori principali, ma chi è capace di impattare ogni situazione.”

Su ciò che si aspetta dalla propria squadra, Taccetti ha spiegato:

“Vorrei vedere una squadra che, prima di tutto, crede nelle proprie potenzialità perché ha già espresso valori importanti sia in attacco che in difesa durante la stagione. Bisogna credere nelle potenzialità che abbiamo ed essere presenti dentro la partita. Ci saranno situazioni in cui dovremo cambiare qualcosa, adeguarci a quello che succede e, sempre mantenendo fede ai nostri punti di forza e al nostro game plan, essere pronti e adeguarci alla gestione delle partita.”

Parlando dell’Olimpia e delle attenzioni da avere contro Milano, il coach ha evidenziato:

“Mi aspetto una Milano che metterà molta fisicità in campo, come da abitudine per una squadra che gioca in Eurolega. Dovremo essere bravi e intelligenti ad affrontare questo tipo di situazioni. Mi aspetto una Milano rinfrancata dal rientro di Bolmaro e Nebo, con rotazioni più lunghe e la possibilità di mettere più energia in campo rispetto alle loro ultime partite. Una squadra diversa rispetto a quella che abbiamo affrontato nel girone di andata, che cerca di attaccare nei primi secondi dell’azione e che a metà campo ha obiettivi chiari nelle sue grandi individualità. Queste saranno le attenzioni principali.”

Infine, parlando della propria impronta in una partita così delicata, il coach ha spiegato:

“Non mi aspetto una mia impronta nella partita. Sarò contento se sarò riuscito a trasmettere alla squadra il messaggio più importante: nelle difficoltà bisogna aiutarsi e venirne fuori velocemente, reagendo con il gruppo, l’ascolto, la comunicazione e la forza del credere e dell’essere convinti nel nostro potenziale.”

Palla a due domani, mercoledì 18 febbraio, alle ore 20.45 alla Inalpi Arena di Torino. La Coppa entra nel vivo: Trieste è pronta a scendere in campo.

Uff. stampa Pall. Trieste