Trieste gioca da “grande” squadra ma i rimbalzi offensivi premiano l’EA7, che vince 94 – 86

Shields e Ramsey nobilitano la sfida con un "killer instinct" da cannonieri di razza: il roster più "profondo" e il predominio a rimbalzo favoriscono i lombardi.

Markel Brown - LBA - Foto ClaudioDegaspari // CIAMILLO-CASTORIA

L’entusiasmo per l’esordio in queste Final Eight di Coppa Italia viene presto sopito dalla notizia sulle condizioni di Colbey Ross: il colpo subito nella gara contro Napoli, infatti, lo terrà fuori contro i meneghini. Coach Poeta ha recuperato alcuni effettivi (fra i quali proprio il triestino Tonut), mentre, per quel che concerne Trieste, ci si chiede se il cambio di allenatore porti seco un boost di energia o sia fattore destabilizzante. Ad ogni modo, gli alabardati sono fra le migliori 8 formazioni di questa serie A e per fronteggiare questa corazzata, dovrà elevare la propria pallacanestro: proprio come nella sfida di andata in campionato (vinta 86-82). Palla a due!

I QUARTO

Ruzzier e Uthoff sparano due triple consecutive per il primo vantaggio triestino (6-2), e Sissoko è già reattivo nel rimbalzo difensivo: poco dopo Shields prende possesso dell’area pitturata e ricuce sul -1 (7-8). Bolmaro è eccellente in difesa su Ramsey, che – invece – si “perde” Shields mettendolo il ritmo; la tigna dei marcatori lombardi costringe i giuliani a fare tanta fatica per quel che concerne la costruzione del gioco, il punteggio è in perfetta parità (13-13) e Toscano-Anderson rileva un buon Brown. Anche Poeta opera i primi cambi, Shields realizza il nono punto personale con notevole acume e il predominio fisico dei lunghi in maglia EA7 (una divisa “diversamente bella”) è debordante. I primi minuti dell’ex Golden State sono “spenti” e un mini break porta Milano – precedentemente a -8 – sul +7 (22-15). D’altronde se il miglior difensore (Brown) è su Armoni Brooks, è difficile contenere uno Shields oggi concreto ed efficace al tiro: Guduric mette a referto 7 punti di “classe” e l’Armani guida 29-19.

II QUARTO

Nel primo quarto Poeta ha imbrigliato Ramsey in una morsa soffocante e gli va dato – per questo – gran merito: nel mentre, la terna perdona due antisportivi alle blasonate “scarpette rosse” e un evidente fallo di Diop su Brown; J. Brooks fa 2/2 da tre ed è leader di questa reazione giuliana, ricamata con successo dal “fallo-e-vale” di Ramsey, che firma il pareggio sul 30-30. Shields (16) e uno scatenato Ramsey (13) attirano l’occhio di bue dell’Inalpi Arena, la partita si fa più emozionante e Trieste sale a +1 (38-37); tornato sul parquet, Toscano-Anderson riprende a giocare piuttosto male, Candussi spende già un po’ troppi falli e l’agonismo di Ramsey innervosisce Bolmaro, punito col fallo tecnico. Se non ci fosse il -15 di plus-minus dello statunitense-messicano, i giuliani avrebbero potuto spiccare il volo: Shields porta il vessillo milanese quasi in solitaria e dopo venti minuti Trieste guida 49-46.

III QUARTO

Uthoff e Sissoko sprecano il proprio terzo fallo personale in meno di un minuto, Leday segna il nuovo vantaggio Armani (50-49) e per più azioni in fila i quintetti non trovano il fondo della retina. La maggiore esperienza di Bolmaro e Shields premia l’EA7, che sale a +5 dopo uno stupido fallo tecnico “scappato” a Brown (nonché il suo terzo personale). La terza frazione, dunque, continua ad essere infausta per Trieste, che ha inanellato una lunga sequenza di forzature. Ramsey è araldo offensivo dei suoi, con 20 punti, ma il -8 è stato anche scavato dai problemi di falli (4 alabardati hanno 3 falli ciascuno) dei gialloneri: Milano a +8 (62-54). La panchina lunga e la maggiore statura dei meneghini (12 rimbalzi offensivi) è un vantaggio già considerato dagli analisti nel pre-partita e – nel frattempo – le levatura delle giocate si innalza grazie all’estro di Bolmaro e Ramsey: un super Uthoff infila il siluro del- 2 (64-66), invitando Poeta al timeout. La terna ingoia il fischietto sulle penetrazioni di Brown e Guduric allunga sul +4 (68-64).

IV QUARTO

A Toscano-Anderson manca quel “quid” di fiducia in più per imporsi sul parquet (2/8 al tiro per lui, finora), A. Brooks scalda la mano dall’arco e gli arbitri decidono di mutare il loro metro sui blocchi difensivi rispetto al primo tempo (permettendo qualche contatto in più ai lombardi): Olimpia a +5 (71-66). Shields spezza il polso con eleganza dalla media, Ramsey replica dalla lunga distanza ma i cinque in “pigiama” (la divisa EA7 di questa sera) guidano 77-69. Brown viene sanzionato con un antisportivo che valuto come incomprensibile, in quanto – come da parole dell’arbitro – si trovava di spalle quando Brooks stava scendendo a terra dopo il tiro da tre (entrambi saltano ben fuori dal cilindro verticale del tiratore); vedere intenzione malevola nella difesa è un personalismo che non fa onore ad un fischio evitabile: un aiuto di cui Milano non aveva bisogno perché stava già tenendo in mano l’inerzia della sfida, ma che taglia fuori dal match la guardia triestina. 82-71 per l’Armani, a 4.28 dal termine. Con dieci punti di gap e con poco tempo a disposizione, i giuliani gettano la spugna ma la “prima” di Taccetti è stata onorata da una prestazione più che convincente. Triviale, nel finale, il trash talking di Bolmaro, che battibecca con Ramsey e Toscano-Anderson: serviva?

EA7 Emporio Armani Milano vs Pallacanestro Trieste 91 – 86 (29-19, 17-30, 22-15, 26-22)

Milano: Mannion, Ellis 7, Tonut, Bolmaro 8, Diop 6, A. Brooks 12, Leday 13, Dunston, Shields 28, Guduric 12, Nebo 8, Flaccadori, Ricci. All. Poeta

Trieste: Toscano-Anderson 11, Ross, Candussi 1, Cinquepalmi, Ruzzier 8, Candussi, J. Brooks 11, Deangeli, Brown 6, Ramsey 27, Uthoff 16, Sissoko 6, Iannuzzi. All. Taccetti

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