
Nel catino ribollente del PalaOpitergium, dove in questa stagione nessuno è ancora riuscito a uscire indenne, la Calorflex Oderzo rispetta il pronostico e piega lo Jadran Trieste con un 72-58 che racconta solo in parte l’andamento della gara. Perché la squadra di Lorenzon, sospinta da un pubblico che sembra voler spingere fisicamente ogni pallone verso il canestro, ha condotto dal primo all’ultimo minuto, mostrando ancora una volta la solidità che l’ha portata in vetta alla classifica e a coltivare con sempre meno timidezza l’idea della promozione in Serie B Nazionale.
Quattordici vittorie consecutive, imbattibilità casalinga, rotazioni infinite e un Markovic dominante nel pitturato: i numeri parlano chiaro e raccontano una squadra che non si limita a vincere, ma che dà la sensazione di avere un controllo quasi totale del proprio destino.
La partenza che indirizza tutto
Lo Jadran, reduce da una settimana di pausa forzata, entra in campo con qualche ruggine di troppo. Oderzo invece parte a razzo: in meno di quattro minuti è già 10-1, un parziale che fotografa perfettamente l’energia dei padroni di casa e le difficoltà offensive dei triestini. Solo nel finale di primo quarto la formazione di Jogan riesce a trovare un minimo di ritmo, chiudendo sul 17-10 grazie alla tripla del capitano Batich.
Ma è un’illusione passeggera. Nel secondo periodo il vantaggio resta stabilmente in doppia cifra e si dilata fino al 40-26 dell’intervallo lungo, con Oderzo che alterna soluzioni interne e perimetrali con una naturalezza disarmante.
Il tentativo di rientro e la gestione finale
Il massimo vantaggio arriva nel terzo quarto, quando la Calorflex tocca il +20. Lo Jadran però non si sfalda: Diminic e compagni stringono i denti, provano a limitare i danni e chiudono il periodo sul 56-39. È un segnale di orgoglio, più che un reale tentativo di riaprire la partita, ma sufficiente a evitare un passivo più pesante.
Nel quarto finale Oderzo gestisce, controlla, amministra. Ai triestini resta il parziale conclusivo, platonico ma utile a ribadire che la squadra non ha mai smesso di provarci.
Le parole di Jogan: lucidità e realismo
A fine partita, coach Matija Jogan non cerca alibi e fotografa la situazione con grande onestà:
«Oggettivamente non c’è stata partita, Oderzo troppo forte per lo Jadran di oggi. Hanno difeso benissimo sulle nostre bocche di fuoco e noi abbiamo commesso troppi errori in avvio. In difesa abbiamo fatto una gara buona, con qualche sbavatura ma accettabile. Non era questa la partita da vincere: in trasferta contro Oderzo è davvero difficile. Mi aspettavo qualcosa in più, ma nessun dramma. La sconfitta ci può stare, anche nelle proporzioni. Andiamo avanti e pensiamo alla prossima».
Calorflex Oderzo vs Jadran 72-58 (17-10, 40-26, 56-39)
Calorflex Oderzo: Vanin 11, Barro, Tadiotto 10, Markovic 14, Alberti 4, Beggio 14, De Lorenzo 2, Gatti ne, Bellato 6, Gobbo, Fazioli 11, Mutton. All. Lorenzon.
Jadran: Rolli 3, Batich 4, Gulic 3, Demarchi 10, Vecchiet 6, Jakin, Gianmarco Gobbato 1, Pregarc 1, Diminic 13, Sabadin 2, Persi 4, Enrico Gobbato. All. Jogan.
Uno sguardo al futuro
E la prossima non sarà una passeggiata. Il calendario, nella sua fase più ostica, propone l’arrivo a Chiarbola dell’Amica Chips Stings Mantova, quarta forza del campionato e reduce da una vittoria netta contro Pordenone. Si giocherà il primo marzo alle 18, in un palazzetto che nelle ultime settimane lo Jadran ha trasformato in un fortino difficile da espugnare.
Oderzo continua a correre verso il suo sogno. Lo Jadran, nonostante la sconfitta, prosegue il suo percorso di crescita. Due squadre, due obiettivi diversi, una stagione ancora tutta da scrivere.
Redazione MB





























