Al PalaTrieste arriva Trento, coach Taccetti presenta la sfida

Il PalaTrieste torna ad accendersi. Sabato 14 marzo alle 20.30 i biancorossi ospitano la Dolomiti Energia Trentino in una sfida valida per la 26° giornata di campionato. Trieste ritrova una squadra con cui ha un conto aperto: il 4 gennaio alla BTS Arena, i biancorossi erano avanti di quindici punti nel terzo quarto prima di subire la rimonta trentina nel finale, con Trento che si impose per 89-87. Una sconfitta che domani sera, davanti al proprio pubblico, la squadra avrà l’occasione di riscattare.

La classifica parla chiaro: Trieste è sesta con 20 punti, Trento settima con 18. In una fase della stagione in cui ogni punto pesa, questo scontro diretto ha un peso specifico importante per entrambe le squadre in ottica playoff.

Trieste. I biancorossi arrivano a questa sfida dopo giorni complicati. La sconfitta di Reggio Emilia è arrivata in una situazione di grande emergenza, con quattro assenze importanti – Moretti, Ross, Brown e Brooks – che hanno inevitabilmente accorciato le rotazioni biancorosse e limitato le scelte di coach Taccetti. A Praga, però, nonostante l’eliminazione europea nella sfida con Nymburk, i biancorossi hanno dato una risposta diversa. Trieste ha giocato una gara più solida, restando dentro la partita fino agli ultimi minuti e mostrando un atteggiamento molto più competitivo nonostante le difficoltà e le assenze. È da quella prova, soprattutto sul piano mentale, che la squadra vuole ripartire.

Anche i singoli hanno dato segnali importanti. Ramsey si è confermato uno dei principali riferimenti offensivi, mentre Uthoff ha ritrovato peso e qualità nella metà campo offensiva. Nel complesso la squadra ha mostrato un atteggiamento più vicino a quello richiesto in questo momento. Il tema, adesso, è trasformare quella reazione in continuità: con Trento servirà una squadra capace di reggere l’urto atletico e, soprattutto, di restare dentro la partita anche nei momenti di difficoltà. È lì che si giocherà una parte decisiva della sfida.

Trento. Di fronte ci sarà una Dolomiti Energia Trentino reduce da risultati diversi ma sempre significativa nel modo in cui sta in campo. I bianconeri, in campionato, sono usciti sconfitti alla BTS Arena con Sassari 96-99 dopo un overtime, al termine di una partita lunga e combattuta in cui l’Aquila era riuscita a rientrare da uno svantaggio importante nella ripresa, portando la gara fino al supplementare prima di arrendersi negli ultimi possessi. Pochi giorni dopo, però, Trento ha firmato una grande impresa europea vincendo a Venezia 94-90 dopo un’altra battaglia da 45 minuti, conquistando i quarti di finale di EuroCup. È una squadra che vive di energia, atletismo, aggressività e strappi improvvisi, capace di cambiare faccia alla partita in pochi possessi. Nelle ultime uscite i nomi più pesanti sono stati quelli di Jones, protagonista assoluto contro Venezia con 38 punti, e di Bayehe, dominante contro Sassari con 24 punti, oltre a Battle, Steward, Jogela e Jakimovski, tutti giocatori che possono incidere profondamente nell’economia della partita. Trento resta quindi una squadra pericolosa soprattutto quando riesce ad alzare il ritmo e a trasformare l’inerzia in parziali.

La gara d’andata. La sfida del 4 gennaio resta un riferimento importante per capire che tipo di partita può nascere sabato. Alla BTS Arena Trieste aveva giocato tre quarti di altissimo livello, arrivando fino al 66-81 alla fine del terzo periodo grazie a una prestazione offensiva brillante, costruita con personalità, circolazione di palla e buone letture. Ramsey era stato il leader offensivo, Ruzzier aveva dato ordine e gestione alla manovra, mentre Candussi, Deangeli e gli altri avevano contribuito a mantenere il controllo della gara. Negli ultimi dieci minuti, però, la partita era cambiata completamente. Trento aveva alzato il livello difensivo e il ritmo della gara, trovando soprattutto in Battle l’uomo capace di guidare la rimonta fino al sorpasso finale. Il messaggio che arriva da quella partita è chiaro: Trieste può stare dentro questa sfida, ma contro una squadra come Trento serviranno continuità e lucidità per reagire subito ai cambiamenti della gara.

Le parole di coach Francesco Taccetti

Guardando al peso lasciato dalla sfida d’andata, coach Taccetti ha spiegato come quella sconfitta abbia inciso sull’umore del gruppo, ma anche quanto sia importante imparare a reagire meglio ai cambiamenti tattici e ai parziali che nascono dentro le partite:

“Sicuramente è una sconfitta che aveva pesato un po’ sull’umore della squadra, perché quando sei avanti così tanto è giusto trovare le chiavi per portare a casa quelle partite. Sappiamo però che nel nostro gioco, fatto di momenti e di break, possono nascere parziali molto importanti anche in pochi minuti. Dovremo essere più pronti e più bravi rispetto all’andata ad affrontare i cambiamenti di situazioni tattiche dentro la partita e a reagire più rapidamente alle difficoltà.”

Parlando di Trento, il tecnico biancorosso ha messo in evidenza soprattutto la fisicità, la gioventù e la capacità dei bianconeri di mantenere energia e intensità per tutti i quaranta minuti:

“Trento è una squadra che ha nella fisicità e anche nell’età, perché ha tanti giocatori giovani, una grande forza. Sono capaci di mettere energia per tutti i 40 minuti con tantissimi giocatori, quindi sarà ancora una bella sfida per noi. Dovremo essere molto bravi a pareggiare questa fisicità e, pur sapendo delle nostre rotazioni limitate, avere un occhio di riguardo per Steward, Battle e Jones, perché sono giocatori che individualmente possono avere anche serate da 20-25 punti e impattare la partita quando conta.”

Taccetti ha poi sottolineato gli aspetti positivi visti a Praga, soprattutto sul piano mentale, spiegando come la squadra stia cercando di trasformare questo momento difficile in un passaggio di crescita:

“Ho visto tantissime cose positive. Alla fine della partita ho fatto i complimenti alla squadra, perché nel giro di pochi giorni abbiamo giocato due partite completamente diverse, migliorando sia negli aspetti tecnici, in attacco e in difesa, sia soprattutto nell’aspetto mentale. La squadra sta imparando da questa situazione di difficoltà e ogni giocatore sta adattando qualcosa del proprio gioco. È un processo che ci aiuterà a essere migliori quando avremo di nuovo il roster al completo.”

Infine, il capo allenatore ha spiegato quale sia il suo approccio in questa fase della stagione, mettendo al centro il concetto di responsabilità e supporto quotidiano verso il gruppo:

“La parola giusta è dare. È una cosa che fa parte di me come allenatore da quando ho iniziato questo lavoro: il mio obiettivo è dare tutto ai giocatori e alla squadra per metterli nelle condizioni di performare al meglio. Sto dando molto sotto tutti i punti di vista, sia tecnico e tattico, anche grazie al lavoro incredibile del mio coaching staff che voglio ringraziare, sia sul piano psicologico e motivazionale.”

Sabato il PalaTrieste riapre le porte dopo quasi un mese dall’ultima partita casalinga, il 15 febbraio con Napoli e sarà nuovamente l’occasione per ritrovare il calore del pubblico biancorosso: in una gara che si preannuncia intensa e combattuta, la spinta del PalaTrieste potrà essere ancora una volta un fattore decisivo per accompagnare la squadra fino all’ultimo possesso.

Uff. stampa Pall. Trieste