
Mal di Dinamo, versione in salsa goriziana del più noto “mal d’Africa”. Uno dei motivi di fondo che hanno portato Sami Sanad a tornare all’ombra del Sabotino dopo la stagione passata nella vicina Monfalcone. Alla base di questo ricongiungimento, oltre all’aspetto squisitamente cestistico e a quello ambientale con un palazzetto gremito da migliaia di persone, c’è anche come sottolinea lo stesso Sami la voglia di vivere fino in fondo un’esperienza che gli aveva lasciato in bocca il sapore dell’incompiutezza.
“Vero. Mi era rimasta la sensazione di non essere riuscito a dimostrare tutto il meglio di me stesso nella mia prima esperienza in Dinamo. Avevo davvero tanta voglia di tornare in un ambiente speciale e unico come questo. Non è uno slogan confezionato su misura. Se lo dice praticamente chiunque abbia la fortuna di indossare questa maglia, beh un motivo ci sarà…Di sicuro sono carico e motivato per contribuire all’ulteriore crescita di una squadra dove ritrovo molti amici a cominciare da Noah (Giacchè, ndr). Altro aspetto fondamentale che ha pesato quando c’è stata la possibilità di tornare alla Dinamo. Saluto e ringrazio di cuore tutta la Falconstar per avermi fatto comunque vivere bene nella mia seconda stagione con loro dove, tra l’altro, ho giocato soprattutto da numero 4”.
Monfalcone (passando per Vicenza in B Nazionale), Gorizia, ancora Monfalcone e ora di nuovo Gorizia. Chi non conosce la tua storia potrebbe quasi darti dell’abitudinario.
“Mentre invece anche per le mie origini (nato in Olanda da padre sudanese e madre italiana, ndr) avrei l’indole a muovermi e provare novità. Del resto pur avendo cominciato a giocare “seriamente” a basket piuttosto tardi da Cervignano e Oderzo mi sono catapultato per quattro anni negli States nel basket universitario tra Kansas, Texas e infine Tennessee, a Milligan College. Poi sono rientrato a casa. Come ho già sottolineato, con la Dinamo era stato come un discorso rimasto in sospeso e ho fatto di tutto per poterlo riprendere. I segnali di affetto nei miei confronti nei mesi scorsi sono stati impressionanti e non potevano lasciarmi indifferente. Avevo altre opzioni, inutile negarlo, però in me c’era troppa voglia di Dinamo. Ringrazio la società di avermi dato l’opportunità di concretizzarla e darò tutto me stesso, in campo e fuori, affinchè la scelta si riveli perfetta. Per me ma soprattutto per la squadra”.
Dinamo reduce da un’annata di fattuale upgrade rispetto la tua precedente esperienza goriziana e con un pubblico da serie A.
“Una realtà di per sé magnifica che ritrovo più strutturata e collaudata. Altrimenti la stagione regolare sempre sul podio e dei più che buoni playoff non sarebbero probabilmente stati possibili. L’obiettivo sarà sicuramente confermarsi e ci sono tutte le premesse per farcela. Con un pubblico così appassionato e numeroso e un palazzetto come il PalaBigot non mancheranno sicuramente gli stimoli e le motivazioni per onorare questa maglia. Saremo sicuramente protagonisti. Forza Dinamo”.
Uff. stampa Dinamo Gorizia






























